1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 4)

Nel ricordare le vicende belliche del 1944, rileggiamo gli appelli del Parroco mons. Saretta, che cercava con tutte le forze di mantenere unita e salda la comunità, suo malgrado, tragicamente coinvolta.

Le accorate parole del Parroco
Il Foglietto Parrocchiale, definito il “pulpito cartaceo”, fu il mezzo con cui l’arciprete poteva far arrivare le sue parole di conforto anche ai sandonatesi che, a partire dall’agosto 1944, a più riprese, cominciarono ad abbandonare la città per trovare più sicuro rifugio almeno nella campagna delle frazioni. Ripercorriamo alcuni dei suoi appelli del periodo agosto-settembre 1944.


Preghiamo: La Madonna ci salverà (F.P. 20 agosto 1944)

 

“Dopo la promessa degli uomini e dei giovani, tutta la Parrocchia è impegnata solennemente davanti alla Celeste Regina per ottenere dalla sua materna intercessione la grazia della salvezza e della misericordia.
Quando martedì scorso, 15 Agosto, abbiamo visto davanti a noi, nel Tempio santo, quella folla di uomini pieni di fede e di confidenza nella Madonna, il nostro cuore è stato preso da un fremito di gioia, da un grido di speranza: Maria ci salverà!
Eccoli qui, abbiamo detto alla Madre potente, eccoli qui tutti i tuoi figli. Essi hanno capito la tremenda lezione di questa prova durissima; essi hanno raccolto il messaggio di Fatima, che è l’eterno messaggio del vangelo e della Chiesa.
Essi vogliono ridonare il volto cristiano alla loro vita, alle loro famiglie, a tutta la Parrocchia. Essi hanno giurato il ritorno integrale alla pratica della religione, nei suoi precetti fondamentali.
E saranno fedeli. A qualunque costo. Per la vita e per la morte. Per la Patria e per l’Altare!
O Maria, o Madre, questa è dunque la tua ora, è l’ora della misericordia. Tu non lascerai senza conforto e senza protezione questo popolo immenso, che geme sotto il peso di tante sventure e ha riposto in te la sua confidenza e la sua speranza!

Sì, la Madonna ci salverà. Ma ad un patto. Bisogna che tutti siamo fedeli alle promesse, bisogna continuare nella preghiera, specialmente nella recita del S. Rosario ogni sera in famiglia.

 

Tutti! Purtroppo mancano ancora molti uomini, alcune donne e non poche ragazze, che forse non hanno più fede, o hanno una fede languida, e sono senza cuore e non comprendono le terribili lezioni di questa guerra.
Bisogna che questi fratelli si uniscano a noi. Forse qualcuno finora ha sorriso della nostra fede, forse ha bestemmiato.
È tempo di formare un fronte unico. Se non è possibile nella fede, almeno nella serietà della vita, nella concordia degli animi, nello spirito di sacrificio, nel rispetto delle autorità e della giustizia.
Un blocco granitico vogliamo di un popolo sano, di un popolo virtuoso, di un popolo che ami ardentemente la religione e la patria e sia pari alla grandezza dell’ora che volge. Sopra questo popolo non mancherà la benedizione di Dio, la protezione della Madonna, la sua misericordia, la sua salvezza.”
Nella stessa pagina del Foglietto il Parroco dava poi notizia della sua visita agli sfollati:

“Come ho promesso, tutte le feste celebrerò la seconda S. Messa nelle Frazioni, per visitare gli sfollati. Questa mattina mi porterò a Mussetta di Sopra e a Mussetta di Sotto, e sarò felice di vedere tutti i miei figli.”

 

Bisogna vivere in grazia di Dio (F.P. 3 settembre 1944)

Siete tutti in grazia di Dio? Se la morte vi cogliesse all’improvviso, come spesso accade in questi momenti di pericoli di ogni genere, sareste tutti preparati a comparire al tribunale di Dio, per render conto delle vostre azioni? Quanti fratelli, che voi avete conosciuto, coi quali avevate parlato pochi istanti prima della disgrazia, sono stati stroncati da una bomba, da una pallottola, da un accidente fortuito, e da un momento all’altro si sono trovati di fronte all’eternità! È questo il fatto terribile, spaventoso, inconcepibile in mezzo a un popolo cristiano: la morte ci passeggia d’intorno, romba sopra le nostre case, squassa tutta la terra, semina dovunque stragi e rovine… e pare che molti di noi non ne facciano caso; sembra anzi che l’argomento non ci riguardi.
È vero, nel momento del pericolo, quando l’ordigno di morte passeggia sopra il capo o sibilano le bombe e le pallottole nell’aria, quando la casa traballa e il fragore assordante delle rovine ci investe da vicino, allora quasi tutti si ricordano di avere un’anima e nel silenzio di qualche ricovero si è visto anche taluno spregiudicato impallidire e farsi il segno della croce e accompagnare col cuore il grido di preghiera che usciva da tutte le anime timorate di Dio.
Ma, figliuoli, questo è troppo poco. È troppo poco per detestare magari tutta una esistenza profanata nella colpa e nella dimenticanza di Dio. È troppo poco per distruggere tutto un passato di abbominazione e di odio. È troppo poco per ristabilire il pareggio nel rendiconto col giudice Eterno. È troppo poco per assicurare la salvezza dell’anima.

Siamo in questo mondo proprio per questo; è l’unico affare importante che dobbiamo trattare; da esso dipende tutta la nostra eternità: o per sempre felici o per sempre dannati. Dilettissimi, pensiamoci bene.

Bisogna vivere in grazia di Dio: bisogna fare una bella confessione; bisogna ristabilire la pace della coscienza; bisogna ridonare all’anima tutte quelle ricchezze spirituali che la rendono cara al Signore e pronta ai suoi eterni gloriosi destini.
Dio ci scampi dalle bombe e da tutte le insidie della guerra. È questa la nostra quotidiana preghiera per ciascuno dei nostri figliuoli. È questo il voto che abbiamo presentato insieme alla Madonna. E la nostra speranza è piena, è senza incertezze, come la fede che ci guida e ci sostiene.

Ma ricordiamoci che con Dio non si scherza e che le sue benedizioni non possono discendere sopra i cuori devastati dalla colpa. E non dimentichiamo che un’anima in grazia di Dio è impavida nel pericolo è tranquilla e serena di fronte alla morte, è sempre pronta alle nozze dello Sposo.”

Nella stessa pagina del Foglietto il Parroco annunciava che la Cresima era rimandata:

“Date le difficili circostanze e i pericoli del momento, viene rimandata la data della Cresima, che ordinariamente si faceva ogni anno, nella seconda metà di settembre (…)”

E poi, di seguito, segnalava le numerose lettere dai soldati:
“Malgrado le difficoltà create dalla guerra, ci giungono spesso lettere graditissime dei vostri figli lontani. Ci giungono dai vari fronti, dalla Grecia, dalla Germania, o dall’interno e sono tutte pervase da uno stesso spirito profondamente cristiano e patriottico (…)

A questi cari figliuoli abbiamo già risposto singolarmente e risponderemo sempre; ma vogliamo anche pubblicamente esprimere ad essi la nostra riconoscenza, per conforto dei loro genitori e perché tutti si uniscano a noi nella preghiera che facciamo ogni giorno al Signore e alla Vergine Santa per la loro salvezza e per il loro ritorno.”

Di lì ad una ventina di giorni, in occasione della Festa patronale della Madonna del Colera, mons. Saretta avrebbe ricordato il voto solenne fatto dai Sandonatesi alla Madonna un anno prima…
(fine quarta parte)
A cura di Marco Franzoi
Fonti
-Il Foglietto Parrocchiale-Parrocchia Santa Maria delle Grazie, San Donà di Piave (numeri vari, 1944)