2° Veglia dei giovani col Vescovo

Nella meditazione proposta ai giovani nell’incontro di venerdì 28 novembre a S. Nicolò di Treviso, 2° appuntamento dell’itinerario spirituale dei giovani, il Vescovo ha ricordato la sera dell’Ultima Cena e il gesto di amore di Gesù nel lavare i piedi ai discepoli e nel lasciare loro il suo Spirito.
“Ecco l’unico desiderio di Gesù e tutta la sua missione: preparare degli amici e dei discepoli che vivessero tra loro il suo amore e lo mostrassero a tutti. Ecco la nostra grande gioia: amarci con i sentimenti, la delicatezza e la fedeltà di Gesù.
Abbiamo ascoltato, però, le parole di San Paolo. Egli scrive ai cristiani di Roma e, senza vergogna, fa una confessione: «Io desidero vivere la legge di Gesù; desidero amarvi come lui ci ha amati. Ma ogni volta che ci provo dentro di me si scatena una lotta». Come descrive questa lotta interiore? «Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto… C’è in me un desiderio di bene, ma non ho la capacità di attuarlo».
San Paolo ci pone una grande domanda: è facile o è difficile amare?

Qualcuno può rispondere che è facile perché l’amore è spontaneità, è seguire le emozioni e l’attrattiva che sente verso una persona, è andare dove ti porta la voglia. L’apostolo è di altro parere: l’amore è lotta, è conquista coraggiosa e impegnativa. Ma è una lotta strana perché non è contro un avversario fuori di noi ma contro un nemico che abbiamo dentro di noi.
San Paolo chiama per nome questo nemico: è il peccato. In noi c’è una tendenza al peccato che vuol impedirci di amare in modo bello, libero, sincero. E la tendenza al peccato è forte, tante volte vince. Chi di noi, cari giovani, non conosce questa lotta e questa amara sconfitta?…
Ha ragione San Paolo, per amare è necessario combattere una lotta dentro di noi contro dei padroni che ci impediscono di amare come Gesù ci ha insegnato. L’apostolo conclude con un’invocazione: «Chi mi libererà da questa schiavitù? Chi mi aiuterà ad avere il cuore libero di amare, di rispettare, di comprendere le persone che ho vicino?». E aggiunge: «Ringraziamo Dio perché abbiamo Gesù!».
Ecco, allora, la strada d’oro dell’amore: andiamo da Gesù, confessiamo a lui le nostre sconfitte e i nostri peccati contro l’amore e chiediamo che con il suo Spirito Santo renda il nostro cuore come il suo. Andiamo a Lui nella santa messa, nel sacramento della confessione, nella lettura e meditazione della sua Parola, nella preghiera, nell’esame di coscienza. Andiamo a Lui nell’adorazione”.