I catechisti battesimali per i nonni: 26 Luglio, Ss Gioacchino e Anna

Sant’Anna e san Gioacchino
Di sant’ Anna e san Gioacchino, genitori della Madonna si parla nel Protovangelo di Giacomo. È uno dei vangeli apocrifi: cioè non è riconosciuto dalla Chiesa tra i libri della Bibbia perché mescola testimonianze vere a racconti un po’ fantasiosi. Lì si legge che Anna e Gioacchino in tanti anni di matrimonio non avevano avuto figli e ormai, diventati anziani, non ci speravano più. La cosa li faceva molto soffrire, anche perché gli ebrei pensavano che la sterilità fosse quasi una maledizione divina. Un giorno Gioacchino era salito a portare un’offerta al tempio, ma non l’avevano voluta da uno senza figli! Offeso e molto triste, Gioacchino se n’era andato allora lontano, sulle montagne, in compagnia solo del suo gregge. Ed ecco che gli appare un angelo e gli dice che presto diventerà papà. E l’angelo appare anche ad Anna, chiusa in casa a piangere e le dice che sarà mamma. È una notizia incredibile, bellissima e tutt’e due, pensando che l’altro ancora non sa, non vedono l’ora di comunicarsela, Gioacchino corre con il suo gregge verso la città e Anna esce svelta di casa per raggiungere il marito prima possibile. Alle porte della città, ecco l’incontro. Non c’è bisogno di parole: ai due sposi, che si conoscono ormai da tanto tempo, basta uno sguardo per capirsi. Si abbracciano felici. Non hanno alcun dubbio che Dio manterrà la sua promessa, e infatti nasce una bambina. La chiamano Maria: sarà la mamma di Gesù.

Cari genitori e carissimi nonni,
quest’anno alla tradizionale presentazione della storia dei santi Gioacchino e Anna, genitori di Maria e nonni di Gesù, abbiamo pensato di allegare una piccola antologia di pensieri di papa Francesco tratti dai suoi discorsi dedicati ai nonni. Ci sembrano particolarmente significativi per rendere doveroso omaggio ai nonni dei nostri bambini che abbiamo incontrato ai battesimi dei loro nipoti.

Come tutti sappiamo, papa Francesco nutre per i nonni una grande stima. La considerazione espressa nel documento sulla famiglia Amoris Laetitia che “Il piccolo nucleo familiare non dovrebbe isolarsi dalla famiglia allargata”, affonda le radici nella sua esperienza personale. In tanti aneddoti affidati al suo originale stile narrativo affiorano i tratti dei nonni che il papa ricorda con gratitudine. Anche lui aveva i genitori che lavoravano e gran parte del suo tempo lo trascorreva a casa dei nonni che ebbero, anche nella sua crescita di fede, un’importanza fondamentale.

Con amicizia, I catechisti battesimali del Duomo

I testi sono tratti dal libro “I nonni sono la nostra memoria” scritti, discorsi e omelie di papa Francesco – edizioni dehoniane Bologna euro 7,00

Dalla nonna la trasmissione della fede (18 maggio 2013)

Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia in cui la fede si viveva in modo semplice e concreto; ma è stata soprattutto mia nonna, la mamma di mio padre, che ha segnato il mio cammino di fede. Era una donna che ci spiegava , ci parlava di Gesù, ci insegnava il catechismo. Ricordo sempre che il Venerdì santo ci portava, la sera, alla processione delle candele, e alla fine di questa processione arrivava il “Cristo giacente”, e la nonna ci faceva a noi bambini, inginocchiare e ci diceva: “Guardate, è morto, ma domani risuscita”.

Il dialogo tra le generazioni (26 luglio 2013)

Oggi la Chiesa celebra i genitori della vergine Maria, i nonni di Gesù: i santi Gioacchino e Anna. Nella loro casa è venuta al mondo Maria, portando con sé quello straordinario mistero dell’Immacolata Concezione; nella loro casa è cresciuta dal loro amore e dalla loro fede; nella loro casa ha imparato ad ascoltare il Signore e a seguire la sua volontà. I santi Gioacchino e Anna fanno parte di una lunga catena che ha trasmesso la fede e l’amore per Dio, nel calore della famiglia, fino a Maria che ha accolto nel suo grembo il Figlio di Dio e lo ha donato al mondo , lo ha donato a noi. Oggi è la festa dei nonni: quanto sono importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società! E come è importante l’incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all’interno della famiglia.

Cosa lasciano in eredità ai giovani? (19 novembre 2013)

Ricordo che da bambini ci raccontavano questa storia. C’era una famiglia, un papà, una mamma e tanti bambini. E c’era anche un nonno che viveva con loro. Ma era invecchiato e a tavola, quando mangiava la zuppa, si sporcava tutto: la bocca, il tovagliolo…. non faceva una bella figura! Un giorno il papà ha detto che, visto cosa capitava al nonno, dal giorno successivo avrebbe mangiato da solo. E comprò un tavolino, lo mise in cucina; così il nonno mangiava da solo in cucina e la famiglia nella sala da pranzo. Dopo alcuni giorni il papà torna a casa e trova uno dei suoi figli a giocare con il legno. Gli chiese: “Cosa fai?”. “Sto giocando a fare il falegname”, rispose il bambino. “ E cosa costruisci?”. Un tavolino per te, papà, per quando diventi vecchio come il nonno”. Questa storia mi ha fatto tanto bene per tutta la vita. I nonni sono un tesoro.

Alberi che portano ancora frutto (28 settembre 2014)

Ai nonni che hanno ricevuto la benedizione di vedere i figli dei figli (Sal 128,6), è affidato un compito grande: trasmettere l’esperienza della vita, la storia di una famiglia, di una comunità, di un popolo; condividere con semplicità una saggezza, e la stessa fede: l’eredità più preziosa! Beate quelle famiglie che hanno i nonni vicini! Il nonno è padre due volte e la nonna è madre due volte. In quei paesi dove la persecuzione religiosa è stata crudele, penso, per esempio, all’Albania, dove mi sono recato domenica scorsa, in quei Paesi sono stati i nonni a portare i bambini a essere battezzati di nascosto, a dare loro la fede. Bravi! Sono stati bravi nella persecuzione e hanno salvato la fede in quei paesi!

Ma non sempre l’anziano, il nonno, la nonna, ha una famiglia che può accoglierlo. E allora ben vengano le case per anziani… purchè siano veramente case , e non prigioni!E siano per gli anziani, e non per gli interessi di qualcuno altro! Non ci devono essere istituti dove gli anziani vengono dimenticati, come nascosti, trascurati. Mi sento vicino ai tanti anziani che vivono in questi istituti, e penso con gratitudine a quanti li vanno a visitare e si prendono cura di loro. Le case per anziani dovrebbero essere dei “polmoni” di umanità in un paese, in un quartiere, in una parrocchia, dovrebbero essere dei “santuari” di umanità dove chi è vecchio e debole viene curato e custodito come un fratello o una sorella maggiore. Fa tanto bene andare a trovare un anziano!

Gli anziani nella società di oggi (4 marzo 2015)

Gli anziani sono la riserva sapienziale del nostro popolo! Con quanta facilità si mette a dormire la coscienza quando non c’è amore! E così succede. Io ricordo, quando visitavo le case di riposo, parlavo con ognuno e tante volte ho sentito questo: “Come sta lei? E i suoi figli? – Bene, bene – Quanti ne ha? – Tanti. – E vengono a visitarla? – Sì, sì, sempre, sì, vengono.- Quando sono venuti l’ultima volta?”. Ricordo un’anziana che mi diceva: “Mah, per Natale”. Eravamo in agosto! Otto mesi senza essere visitati dai figli, otto mesi abbandonata! Questo si chiama peccato mortale, capito? ……

La Chiesa non può e non vuole conformarsi ad una mentalità di insofferenza, e tanto meno di indifferenza e di disprezzo , nei confronti della vecchiaia. Dobbiamo risvegliare il senso collettivo di gratitudine, di apprezzamento, di ospitalità, che facciano sentire l’anziano parte viva della sua comunità.


La vocazione degli anziani nella famiglia (11 marzo 2015)

Sono stato molto colpito dalla “Giornata per gli anziani” che abbiamo fatto qui in piazza San Pietro lo scorso anno, la piazza era piena. Ho ascoltato storie di anziani che si spendono per gli altri, e anche storie di coppie di sposi, che dicevano: “Facciamo il 50° di matrimonio, facciamo il 60° di matrimonio”. E’ importante farlo vedere ai giovani che si stancano presto; è importante la testimonianza degli anziani nella fedeltà. E in questa piazza erano tanti in quel giorno. E’ una riflessione da continuare, in ambito sia ecclesiale che civile.

Parte essenziale della Chiesa e della società (15 ottobre 2016)

Non sono pochi gli anziani che impiegano generosamente il loro tempo e i talenti che Dio ha loro concesso aprendosi all’aiuto e al sostegno verso gli altri. Penso a quanti si rendono disponibili nelle parrocchie per un servizio davvero prezioso: alcuni si dedicano al decoro della casa del Signore, altri come catechisti, animatori della liturgia, testimoni della carità. E che dire del loro ruolo nell’ambito familiare? Quanti nonni si prendono cura dei nipoti, trasmettendo con semplicità ai più piccoli l’esperienza della vita, i valori spirituali e culturali di una comunità e di un popolo.

Parlare coi nonni, ascoltare i nonni (19 dicembre 2016)
Incontrando una delegazione di ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana
Vorrei darvi un compito. Questa gioia contagiosa va condivisa con tutti, ma in modo speciale – e questo è il compito- con i nonni…… Parlate spesso con i vostri nonni; anche loro hanno questa gioia contagiosa. Domandate a loro tante cose, ascoltateli, loro hanno la memoria della storia, l’esperienza della vita, e per voi questo sarà un grande dono che vi aiuterà nel vostro cammino. Anche loro hanno bisogno di ascoltarvi, anche i nonni hanno bisogno di voi, hanno bisogno di ascoltarvi, di capire le vostre aspirazioni, le vostre speranze. Ecco il compito che vi affido… Il prossimo anno vi interrogherò su questo, cosa avete fatto…