8 dicembre: Azione Cattolica, festa dell’adesione

La riflessione del presidente diocesano di Azione cattolica, Stefano Zoccarato, in occasione della festa dell’adesione, l’8 dicembre

fonte: Azione Cattolica

Azione CattolicaScomodo il Beato Paolo VI, quest’anno, per proporre qualche riflessione sull’Ac in occasione della Festa dell’Adesione. Papa Montini, in un memorabile discorso pronunciato il 25 aprile 1977, sottolineava come l’Ac sia “chiamata a realizzare una singolare forma di ministerialità laicale, volta alla “plantatio Ecclesiae” e allo sviluppo della comunità cristiana.” La frase è diventata un classico, quasi un’icona dell’identità associativa.

Occorre riconoscere, peraltro, che questa affermazione pontificia assume oggi, per la nostra Azione cattolica, un significato per certi versi inedito.

La nostra Chiesa diocesana si trova in mezzo al guado della realizzazione delle Collaborazioni pastorali: il percorso cambierà inevitabilmente il nostro modo di essere Chiesa. In questo cammino, si afferma non senza ragione che, diminuiti i preti, occorrerà prevedere nuovi ruoli per i laici, che saranno chiamati in alcuni casi ad assumere dei veri e propri “ministeri”.

Ministero, lo sappiamo bene, significa servizio. Ebbene, Paolo VI ricorda che l’essere di Ac è già un “ministero”; i laici che fanno parte di questa associazione realizzano già, in modo singolare, un servizio dentro la comunità. Ma che tipo di ministero è l’Ac? Che genere di servizio può rendere? Certo un servizio formativo ed educativo. Ma, ci suggerisce Paolo VI, anche un servizio volto allo sviluppo stesso dell’identità della comunità cristiana, per favorire la “plantatio Ecclesiae”. Sembra che il Papa parli di noi: nelle nostre parrocchie, specialmente in questa fase in cui è presente il rischio di una burocratizzazione dell’esperienza delle collaborazioni pastorali, c’è estremo bisogno di laici servitori dell’identità della comunità cristiana: quell’identità che si realizza grazie alle relazioni fraterne che crescono intorno all’Eucarestia. Il compito dell’Ac non è solo quello di organizzare iniziative od eventi formativi; ma è anche quello di contribuire a sostenere l’identità più vera delle comunità cristiane, perché anche laddove le parrocchie sono chiamate a trasformare nella collaborazione la propria modalità di servizio alla gente, non si perda la prossimità delle relazioni fraterne che fa, di uomini e donne che vivono un territorio, una comunità. Sostenere la comunità facendosi promotore di relazioni fraterne intorno all’Eucarestia, intorno al centro della vita cristiana: è questo il ministero più significativo che il laico di Ac potrebbe e dovrebbe ricoprire oggi. E’ un impegno esigente, che chiede umiltà, preghiera, creatività, passione per la comunità cristiana. E’ un impegno che volentieri noi laici di Ac di tutte le età desideriamo assumerci anche quest’anno, rinnovando la nostra adesione per essere ancora, come sempre, a servizio della Chiesa.

Stefano Zoccarato

Presidente Diocesano di Ac