80 anni di storia dell’Oratorio don Bosco di S. Donà

Gli anni ’80: nuove esperienze

 Nel 1980 l’Italia visse una nuova ondata di violenza strascico degli “anni di piombo” che culminò negli assassini di S. Mattarella, V. Bachelet e nella strage della stazione ferroviaria di Bologna. Un violento sisma causò duemila vittime nell’Irpinia. Per l’organizzazione dei soccorsi pro-terremotati, l’Oratorio Don Bosco fu scelto come uno dei centri di raccolta cittadini.

Il 7 gennaio 1980 si diede avvio, con la demolizione di “Villa Moretti”, all’ampliamento del cortile dell’Oratorio per rispondere sempre meglio alle esigenze dei giovani: “Inizia lo smantellamento di Villa Moretti. Si sperava di trovare nella bottiglia di rito i nomi dei costruttori, ma… non fu possibile: volatilizzata!?![34]

Già almeno nove anni prima, nella Cronaca dell’Oratorio del 14 giugno 1971 si scriveva, a commento dell’adunanza dei Salesiani: “Proposte di migliorie. Tra tutte, rendere più praticabile il cortile, fu considerata la proposta da prendere in maggiore considerazione”. Nel 1979, si prospettò e progettò la ristrutturazione radicale di gran parte del cortile. In agosto si era proceduto all’abbattimento dei maestosi pioppi cipressini presenti all’interno della rete di recinzione del campo sportivo.

Nell’anno dell’attentato a Giovanni Paolo II (13 maggio 1981) e del referendum abrogativo della legge sull’aborto, la popolazione di San Donà superava le 32.000 unità (quasi il 10% in più rispetto al censimento del 1971 e il 20% in più rispetto a quello del 1961).

A gennaio un giovane triestino iniziò il servizio civile a San Donà di Piave: fu il primo obiettore di coscienza dell’Oratorio Don Bosco.

Sempre a gennaio alla sera della Festa di Don Bosco del 1981, nella sala teatro straboccante di pubblico, veniva presentata la prima de “La Fameja dei Finoti” della maestra-poetessa Lisa Davanzo. È una rievocazione, in poesia dialettale, della San Donà contadina anteguerra, con la regia di Adriana Perissinotto. La fortunata rappresentazione si tenne ad un solo mese dall’inizio delle prove ed il risultato fu un gran successo, destinato a rimanere nella storia degli spettacoli teatrali oratoriani. Gran promotore dell’iniziativa fu il Direttore don Trevisan. Gli attori erano una cinquantina di giovani dell’Oratorio, sostenuti da alcune presenze recitative con maggiore esperienza. A testimonianza del gran successo, seguirono ben otto repliche solo nel 1981.

L’iniziativa di chiusura dell’intensa estate di questo inizio di decennio fu la Settimana dell’Oratorio, alla sua quarta edizione; fu possibile utilizzare da quest’anno ambienti esterni ancora più spaziosi: “Perché anche all’Oratorio una settimana di festa, si domanderà qualcuno? C’è inflazione di feste ormai! La domanda se la sono posta anche gli organizzatori, i salesiani e soprattutto i giovani delle associazioni, i genitori e gli ex-allievi, prima di sobbarcarsi una mole non indifferente di lavoro. Le risposte che sono state date sono importanti perché danno i motivi caratteristici ed ispiratori di tutta la Settimana dell’Oratorio. Innanzitutto la festa è elemento caratteristico dell’Oratorio, è di casa in un ambiente giovanile fatto di amicizia, di incontro, di impegno, certo, ma il tutto in un clima di gioia, di festa appunto (…)

Nel 1982, la vittoria calcistica della nazionale di Bearzot al Mundial di Spagna suscitò per alcuni giorni un senso di euforia ed unità nazionale che rimarranno memorabili, come la presenza alla finale contro la Germania del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

A fine estate in Oratorio ci fu il cambio di direttore: don Trevisan, dopo sei anni a San Donà, fu destinato a capo dell’Istituto Bearzi di Udine.

Il nuovo direttore don Carlo Zanon era già noto all’Oratorio di San Donà, poiché vi lavorò ai tempi di don Moretti e di don Zancanaro. “È noto soprattutto il suo zelo per le vocazioni: fu anche incaricato ispettoriale in questo importante e vitale settore (…) A cena lettura di alcuni versi, rievocanti l’attività del direttore partente don Alberto Trevisan, che lascia un incancellabile ricordo per la sua dinamica attività, ricca di iniziative e segnata dalle sue eccellenti qualità di direttore spirituale di tanti giovani” (Cronaca dell’Oratorio del 17 settembre 1982).

L’8 novembre 1982 l’Oratorio, la Parrocchia e l’intera cittadina di San Donà, furono scossi dalla tragica scomparsa del giovane oratoriano Michele Pizzato, attivo nell’AGESCI, causata da un involontario proiettile, sfuggito dall’arma di un commilitone.

Ad inizio 1983 il giovane e novello Ispettore salesiano don Zuppini fu in visita a San Donà. Così scrisse nella relazione conclusiva: “Incontro per la prima volta con calma la pluriforme opera salesiana di San Donà di Piave. Vi trovo il genuino spirito di don Bosco e vedo con gioia realizzato quanto il Rettor Maggiore chiedeva alla conclusione del C.G. 21 (568): «Urge dare la priorità alla ‘pastorale giovanile’, riempiendo il cuore di ‘nostalgia oratoriana’; ciò significa mettere alla radice di tutto il nostro operare un criterio di predilezione verso i giovani, ossia una tipica ricerca di ragazzi e dei giovani sintetizzata nel motto ‘da mihi animas’». Oratorio e CFP, due espressioni complementari di questa «predilezione verso i giovani»: una comunità salesiana centro animatore di una molteplice opera evangelizzatrice che diventa proposta per la città, per la Chiesa Locale, per il territorio, per il mondo del lavoro e della cultura.

A partire da quest’anno, si ebbero le novità che caratterizzeranno le future Proposte Estate Ragazzi (PER): “Inizio «Proposta Estate ‘83». A tutti i partecipanti è data la possibilità di indossare la maglia-divisa (…) Tutti i giorni c’è un incontro di preghiera, alle ore 9 per gli animatori, alle ore 9.30 per i ragazzi (eccetto il martedì, in cui c’è la Messa). Al mattino si svolgono le seguenti attività: dattilografia, chitarra, corsi di sostegno, espressione, filografia, pirografia, taglio di legno e altri lavori in ferro, carta ecc.

La prima grande novità furono le attività del pomeriggio, distinte nei vari giorni: piscina; giochi di quartiere a tema; grande gioco al Parco Fluviale; escursioni. I sabati erano dedicati al riposo o a gite in bicicletta per gli animatori, o a camminate in montagna. Questo schema di settimana a tempo pieno rimarrà lo schema base per gli anni a seguire. La più significativa novità della PER fu però nella conclusione, grazie alla ricorrenza dell’Anno Santo, ossia il primo Pellegrinaggio al Santuario di Motta di Livenza. Gli Oratoriani vi partecipano o a piedi o in bicicletta o in pullman. Questa iniziativa concluderà le varie PER negli anni a seguire, con la sola eccezione di Follina nel 1984.

Nel 1984 si ebbe l’avvio di importanti iniziative “extra-muro” quali il Carnevale in Piazza e La Cooperativa Incontri. A settembre, poi, i quattro giovani oratoriani Valerio Caramaschi, Duilio Peretti, Fabrizio Emanuelli ed Egidio Marin partirono per il Noviziato salesiano di Pinerolo.

In questo stesso anno si ebbe anche il cambio anticipato di Direttore: a don Carlo Zanon subentrò don Aldo Bort.

Nel 1985 la Comunità sandonatese venne colpita dalla scomparsa di due suoi illustri concittadini: p. Sergio Sorgon, ucciso in Madagascar, e mons. Fulgenzio Pasini, deceduto a Gerusalemme.

Nella prima metà degli anni ’80 molto forte fu la chiamata per le missioni ad gentes. Sono infatti ben sei i salesiani che partirono da San Donà per gli altri continenti: coad. Enrico Dario, don Silvano Stefanutto, coad. Domenico Venier, don Tarcisio Del Fabro, don Lorenzo Camporese, coad. Gianni Favaro.

Le numerose e complesse iniziative di questi anni furono possibili grazie anche ad una sufficiente stabilità del personale salesiano. Come mai accaduto a San Donà furono, infatti, ben quindici i Salesiani presenti ed attivi ininterrottamente dal 1980 al 1989. Gli effetti della “rivitalizzazione” dell’Oratorio si colsero dal ripopolamento del cortile, dalla forte adesione dei ragazzi e giovani ai diversi gruppi ed associazioni, dal successo di iniziative di rilievo anche sociale, come la Proposta Estate, la Settimana dell’Oratorio, il rilancio del teatro e del cinema, delle manifestazioni culturali, ecc. Certo, non mancarono difficoltà con alcuni giovani “della piazzetta” o “del portone”, che con il loro linguaggio, il loro comportamento provocatorio creavano ai Salesiani problemi e talora tensione, non facili da risolvere.

Nel 1986, ancora una volta, si ebbe il cambio anticipato di Direttore, che divenne don Piergiorgio Busolin.

Le normative antincendio richiesero un intervento radicale di ristrutturazione della sala cinema-teatro dell’Oratorio. I lavori richiesero alcuni mesi e un “sacrificio” in termini di ridotte attività: il cinema domenicale per i ragazzi, il cineforum, le recite teatrali, i concerti, le tavole rotonde e dibattiti. Per finanziare i lavori, come già più volte sperimentato in passato, si fece ancora una volta ricorso alla puntuale beneficenza dei sandonatesi, che si concretizzò in piccole offerte e gesti di solidarietà.

Finalmente, nel novembre 1987, vigilia del Centenario di don Bosco, la nuova sala teatro dell’Oratorio poteva ospitare, con gran successo, il recital “C’è da non crederci” dei giovani del Bearzi di Udine sulla figura del Santo piemontese.

Proprio nel primo giorno del 1988, anno del centesimo anniversario della morte del fondatore dei Salesiani ritornò alla Casa del Padre don Luigi Berengo.

La Festa dei Giovani di questo anno centenario viene festeggiata in grande nell’Arena di Verona con la visita di Papa Giovanni Paolo II.

L’anno centenario della salita al Cielo di Don Bosco si chiuse in Oratorio nei primi giorni del 1989 con vari appuntamenti, tra i quali si ricordano: a gennaio la testimonianza di Guido Clericetti, noto vignettista ed autore di testi radiotelevisivi, i concerti del cantautore Claudio Chieffo e del quartetto spiritual dei “Mnogaja leta”; a settembre, quello dei Gen Rosso. Nell’aprile di quest’anno si tenne inoltre la diciannovesima edizione del Festival “Canto dell’Usignolo”. L’edizione ’89 ritornò per il secondo anno consecutivo nel Teatro dell’Oratorio, dove nacque nel 1971, dopo “aver peregrinato in diverse località”. I veterani erano il maestro Giuseppe Vilardo ed il presidente della manifestazione, don Armando Durighetto, Parroco di Caposile.

L’evento più significativo legato alla musica per molti fu, comunque, il ritorno di don Tarcisio dalla Bolivia, in occasione del suo 50° di sacerdozio. L’animatore indiscusso della Banda Don Bosco per oltre vent’anni fu accolto in modo memorabile dai suoi “ragazzi” all’aeroporto di Milano. La sorpresa fu tanto grande che “per la prima volta, il «Vecchio» ha il groppo alla gola e gli occhi lucidi di gioia.

In questo stesso 1989, sulla soglia dei 90 anni, tornò alla Casa del Padre l’ex Direttore dell’Oratorio don Moretti. Per interessamento di alcuni suoi ex ragazzi, qualche anno dopo l’Amministrazione Comunale dedicherà una delle vie di San Donà di Piave all’amato salesiano.