A Bose: una settimana biblica ed ecumenica

Nel corso della settimana di ferragosto abbiamo avuto la grazia di partecipare, assieme a circa un’altra ottantina di persone provenienti da ogni parte d’Italia, d’Europa e perfino d’oltre oceano, ad una settimana biblica avente come relatore il fondatore e priore della comunità monastica ecumenica di Bose, Enzo Bianchi. Il monastero si trova in una vallata vicino al piccolo ma suggestivo paese di Magnano in provincia di Biella, un bel posto in cui ci si può riposare, ricaricare e rinfrancare non solo spiritualmente ma anche e soprattutto umanamente attraverso l’incontro con una comunità che vive la fede in compagnia degli uomini e al loro servizio.

Bose, come si legge nella “lettera agli amici”, il giornalino edito dai monaci è una comunità di uomini e donne provenienti da chiese cristiane diverse che pratica l’accoglienza di tutti, soprattutto riceve chi desidera condividere con loro la preghiera, lo stile di vita e chi cerca un luogo per confrontarsi sui problemi del mondo e della Chiesa. Noi abbiamo fatto esperienza di tutto questo.
Il corso si intitolava “incontri con Dio” e si sviluppava in due momenti giornalieri di un’ora ciascuno, c’era dunque molto tempo personale per la riflessione, la lettura, il confronto, il dialogo, l’ascolto delle “ragioni dell’altro” ed è stato tempo propizio di maturazione umana e cristiana. Ci siamo confrontati con personalità religiose e con uomini e donne che abitano la società civile italiana impegnati nel volontariato sociale, nel mondo politico, accademico, giudiziario e culturale. Uno spaccato di società italiana e internazionale che impersonifica quello che il concilio definisce popolo di Dio. In quei giorni abbiamo conosciuto Emilianos Timiadis Metropolita di Silyvria che fu osservatore al Concilio Vaticano II e per venticinque anni rappresentante del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli al consiglio ecumenico delle Chiese a Ginevra, collaboratore quindi di Atenagora Patriarca di Costantinopoli, ovvero il maggior rappresentante della Chiesa ortodossa dal 1948 al 1972. Emilianos fu quindi testimone di un evento storico importantissimo e cioè l’incontro di Papa Paolo VI con Atenagora nel 1964 avvenuto durante il Concilio. Al termine di quell’incontro i due rappresentanti del cristianesimo deliberarono l’abrograzione delle scomuniche del 1054, anno del grande scisma (o Scisma d’Oriente). Emilianos è una persona eccezionale che parla del suo tempo come tempo “incredibile” in cui vedeva agire lo Spirito di comunione in opposizione ai fondamentalismi cattolico e ortodosso che invece accentuavano le divisioni. Colpisce in lui la grande umiltà e, nonostante i novantun’anni, la volontà di lavorare per l’unità della Chiesa non solo, come dice  Papa Benedetto XVI, attraverso” buoni sentimenti” ma con “gesti concreti”. La nostra vocazione cristiana oggi dev’essere tesa all’unità della chiesa memori delle parole di fr. Roger di Taizè il quale invitava a “non rassegnarsi mai allo scandalo della separazione tra cristiani che professano così facilmente l’amore del prossimo e rimangono però divisi”.
Le serate a Bose erano affascinanti per l’atmosfera di serenità e familiarità che si respirava.
Descrivere in questo articolo i contenuti del corso sarebbe impossibile per la vastità degli spunti offerti; ci limitiamo a dire che sono stati importanti e interessanti.

Martina, Sara, Paride