A Casa Saretta: Insieme è più bello (giugno – luglio 2008)

Questa scritta appesa sulla rete del campo di calcio ha accolto le bambine che partecipavano all’ ” Ago e filo” a Casa Saretta dal 16 giugno all’11 luglio. E ha accolto anche me, che avevo sentito parlare di questa iniziativa, ma non avevo mai considerato l’idea di viverla di persona.

Nei giorni precedenti suor Reginalda mi aveva invitato a partecipare a questa esperienza come “maestra” delle bambine più piccole che venivano per la prima volta, ed io avevo accettato con un po’ di titubanza questo impegno che mi sembrava gravoso e che pensavo mi avrebbe tolto del “tempo prezioso”. Dall’altra parte, però, l’idea di ricamare mi attirava: in fondo il ricamo, soprattutto il punto croce, è una delle mie passioni. Così con un po’ di timore mi sono presentata a Casa Saretta il primo giorno di ” Ago e filo” e… una marea di bambine mi ha travolto!

Erano tantissime e chiassose, felici di ritrovarsi, a scuola finita, per trascorrere alcune ore insieme e giocare. Al suono della campanella (come a scuola!) ci siamo radunate tutte nel grande salone di Casa Saretta e, dopo la divisione dei gruppi e un breve momento di preghiera, ci siamo messe al lavoro! Cominciando dai punti più facili, noi “maestre” abbiamo portato le bambine verso quelli più complessi, a volte imparandoli noi stesse al momento, fino a “scrivere”il proprio nome con l’ago e il filo.

Giorno per giorno, lavorando insieme, ho imparato a conoscere le bambine che mi portavano il loro lavoretto da finire, da iniziare o da rimediare: mi ricordavo i loro nomi, i loro colori preferiti, i punti difficili per loro da ricamare. Ho potuto apprezzare l’impegno che mettevano nel ricamo, realizzando con pazienza e con un po’ di fatica dei piccoli capolavori. Penso che questa esperienza abbia fatto loro bene: in un mondo che ci “offre” tutto già pronto, è bello ogni tanto sperimentare la soddisfazione di un lavoro fatto con le proprie mani, che ha richiesto tempo ed impegno.

Un altro fattore positivo è sicuramente la “riscoperta” di un sapere tipicamente femminile, che siamo abituati a pensare come appannaggio delle nostre nonne, ma che ha “conquistato” queste bambine di oggi, tanto che alcune continueranno a ricamare anche a casa. Per quanto riguarda me è stata un’esperienza arricchente, sotto diversi punti di vista: non solo e non tanto perché ho imparato nuovi punti da ricamare e consolidato le mie conoscenze in questo campo, ma soprattutto per l’amicizia e le relazioni semplici e spontanee nate con le bambine e le altre “maestre”, per la gioia con cui ho “donato” questo tempo e per ciò che ho ricevuto in cambio.

Alle nonne, alle mamme, ma anche alle ragazze giovani, consiglio di provare a mettersi in gioco in questa esperienza senza paura, e sicure di ricevere molto più di ciò che si dà, secondo anche la promessa del Vangelo.

Marilisa O.