AC – Festa della Pace 2018 – ‘Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di Pace’

Sotto la spinta delle parole che Papa Francesco rivolge ai fedeli cristiani in occasione della giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio, anche quest’anno l’AC vuol farsi portavoce di un messaggio di Pace che proclami l’inutilità della guerra e la bellezza della solidarietà, della voglia di vivere, dell’aiuto umanitario.
L’AC si fa promotrice di una nuova iniziativa di pace, un nuovo impegno di sensibilizzazione nei confronti di quanti abitano le nostre città, e nostre periferie, perché la tensione alla pace non resti solo un semplice proclama ma una attività concreta da sperimentare sul campo con gesti concreti che partano dalle piccole azioni quotidiane e si allarghino a uno sforzo più grande di sostegno e accompagnamento di quanti vivono ancora situazioni di guerra, di fuga e cercano rifugio nelle nostre case e nelle nostre storie. Lo slogan dell’impegno di Pace 2018 è ‘SCATTI DI PACE’ perché in un’era dominata dalle immagini diviene sempre più importante allenare il proprio occhio per gettare lo sguardo ‘oltre’. Ma è anche l’invito a liberarci rapidamente da quelle situazioni che ci imprigionano nei nostri dubbi, nelle nostre insicurezze, che frenano il nostro andare incontro agli altri e scattare, muoverci, correre verso chi oggi cerca la pace per offrire il nostro impegno appassionato e generoso.
All’incontro formativo per gli adulti di Azione Cattolica introdotto da Sabrina, presidente parrocchiale di Ac di San Giuseppe Lavoratore, sono intervenuti: Cecilia dell’Ufficio diocesano Caritas, Francesco, detto Franco, tutor nella casa messa a disposizione dalla parrocchia di Breda di Piave, Amadu dal Burchina Faso e Festus dalla Nigeria, accolti dalla comunità parrocchiale di Breda di Piave nell’ambito del progetto Caritas ‘Rifugiato a casa mia’. Il progetto, proposto a livello nazionale già dal 2016 chiede alle famiglie, alle parrocchie e alle comunità religiose di accogliere uno o più rifugiati nell’ottica della misericordia e della solidarietà che si distanzi dall’assistenzialismo, l’intento è di sperimentare una forma di accoglienza diffusa in famiglia e in parrocchia. L’approccio proposto è innovativo e cerca di coinvolgere attivamente tutta la comunità cristiana: non è una persona che accoglie ma tutta la comunità accoglie.
Il progetto è stato proposto a tutte le parrocchie della nostra diocesi e la comunità di Breda di Piave ha aderito mettendo a disposizione un alloggio dove Franco e sua moglie fungono da coppia Tutor. La comunità parrocchiale collabora attivamente nel fare le cose assieme ai migranti ed accompagnarli anche nelle incombenze burocratiche: residenza, tessera sanitaria, scelta del medico, preparazione curriculum, ricerca del lavoro… in un percorso di autonomia e di promozione sociale.
Amadu e Festus, che vivono nell’alloggio della comunità di Breda di Piave, raccontano dei motivi del loro viaggio, degli affetti lasciati, madre, sorella… delle persone incontrate, qualcuna che ha fatto del male, qualcuna che ha aiutato, delle difficoltà nei diversi tratti di strada, dal loro paese, al deserto, ai villaggi, alla Libia, alla traversata del mare… alla fine ‘Grazie a Dio che ho trovato Caritas: ho trovato migliore vita e autonomia…’ .
Sabrina S. e Carla D.

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