Adorazione di dicembre 2008

Il testo per l’adorazione proposta dal Vescovo a tutte le parrocchie della diocesi per il mese di dicembre.
“L’atteggiamento del cuore e della mente del cristiano davanti a Dio”

Canto d’inizio: PANE DI VITA NUOVA

Pane di vita nuova,

vero cibo dato agli uomini
nutrimento che sostiene il mondo,
dono splendido di grazia.
Tu sei sublime frutto
di quell’albero di vita
che Adamo non poté toccare:
ora è in Cristo a noi donato.

Rit.: Pane della vita,
sangue di salvezza,
vero corpo, vera bevanda,
cibo di grazia per il mondo.

Sei l’Agnello immolato,
nel cui sangue è la salvezza,
memoriale della vera Pasqua,
della nuova Alleanza.
Manna che nel deserto
nutri il popolo in cammino,
sei sostegno e forza nella prova
per la Chiesa in mezzo al mondo. Rit.

Vino che ci dà gioia,
che riscalda il nostro cuore,
sei per noi il prezioso frutto
della vigna del Signore.

Dalla vite ai tralci
scorre la vitale linfa
che ci dona la vita divina,
scorre il sangue dell’amore. Rit.

Invito alla preghiera

Ci disponiamo a vivere questo tempo di adorazione di fronte a Gesù presente nel Pane consacrato. Ci mettiamo in ginocchio, per ricordarci che siamo piccoli di fronte al suo amore senza limiti. Adorare Gesù è rivolgere il nostro pensiero a Lui, che ha condiviso in tutto la nostra umanità, nell’umiltà e nella semplicità della vita quotidiana. Adorare Gesù è credere che Lui è qui, Pane spezzato per noi, che si lascia contemplare in tutta la Sua bellezza.
Adorare Gesù è amarLo, tenere fisso il nostro sguardo su di Lui, è lasciarci guardare da Gesù perché porti Verità nella nostra esistenza.
Adorare Gesù è pensare al Suo stile di vita, al quale desideriamo conformarci.
Adorare Gesù è credere che il Suo Spirito è presente nella Chiesa, comunità di credenti abitata dal suo amore.

Cel. Sia lodato e ringraziato ogni momento

Ass. il santissimo e divinissimo Sacramento.

Cel. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo

Ass. com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Cel. Invochiamo insieme lo Spirito Santo con la preghiera:

I Coro: Vieni, Spirito Santo,
infondi nei nostri cuori
la disposizione del tuo amore,
diventa Tu stesso per noi
corrente che ci trascina,
poiché troppo debole è la nostra forza
per portarci fino a Te.

II Coro: Sii pioggia sulla nostra aridità,
fiume attraverso il nostro terreno,
in modo che esso
in Te abbia il centro e la causa
del suo crescere e fruttificare.

I Coro: E se, irrigandoci,
la Tua grande acqua
produce in noi fiori e frutti,
non li tratteremo come nostra proprietà,
poiché da Te provengono,
e sin d’ora li vogliamo depositare
fra i tuoi invisibili beni,
dei quali Tu disponi
secondo il Tuo volere.

II Coro: Sono frutti del nostro terreno
ma da Te suscitati,
e Tu li puoi usare per Te o per noi,
metterli in serbo per chi non ha nulla.

Cel. Spirito santo, che il Padre concede a coloro che credono in Gesù e a lui si sottomettono, riempi di te la nostra vita. Tu, vivente in noi, ci darai occhi per vedere, orecchie per ascoltare, cuore per convertirci, bocca per lodare Dio e annunciare le sue meraviglie al mondo. A te la lode nei secoli dei secoli.

Ass. Amen.


In ascolto del nostro Vescovo

Desideriamo riscoprire con la mente e con il cuore che cosa significhi: “Adorare il Signore Cristo nei nostri cuori” (1Pt 3,15) “tenendo fisso lo sguardo su di lui”. Al termine “adoratori” diamo un significato più ampio di quello che si intende comunemente. Per “adorazione” intenderemo certamente un certo tipo di preghiera che nella nostra tradizione viene vissuta specialmente davanti a Gesù presente nell’Eucaristia. Intenderemo anche un atteggiamento profondo della mente e del cuore del cristiano davanti a Dio. Il termine latino “ad-orare” significa, infatti, pregare con la mano davanti alla bocca e prostrato in ginocchio perché tutto preso dalla presenza di Dio, come Mosè davanti al roveto ardente (Es 3,1-6). L’adorazione eucaristica ci mette davanti a Gesù risorto realmente in mezzo a noi nei segni della sua Parola e del suo Corpo e del suo Sangue. Davanti a Gesù esposto alla nostra adorazione, ascoltiamo e meditiamo la sua Parola perché essa ci apra gli occhi della fede e lo riconosciamo presente nell’Eucaristia.

Da «Adoratori e missionari» – I° anno – del Vescovo Andrea Bruno Mazzocato (n.29 e 68).

 

Preghiera di adorazione

Lett. Dio ci ha fatto per intero, corpo e anima: gli dobbiamo tutto ciò che siamo, tutti i nostri pensieri, tutte le nostre parole, tutte le nostre azioni come al nostro Creatore…

Ass. Lodate, benedite il Signore,ringraziate e servite con grande umiltà.
Lodate, lodate, benedite il Signore, con grande umiltà, ringraziate e servite con grande umiltà.

(tempo di adorazione silenziosa)

Lett. Dio ci ha riscattato; senza il nostro Signore saremmo morti eternamente; è lui che ha reso la vita alle nostre anime: gli dobbiamo dunque tutti i moti di quest’anima che non ha vita che da lui, tutti i nostri pensieri, tutte le nostre parole e tutte le nostre azioni, come al nostro Redentore…

Ass. Lodate, benedite il Signore…

(tempo di adorazione silenziosa)

Lett. Dio è la bellezza infinita, la perfezione suprema, l’essere infinitamente amabile: dobbiamo amarlo per giustizia e sapienza; non pensare, non parlare, non agire che in vista di lui; dobbiamo dunque riferire a Dio tutti i nostri pensieri, tutte le nostre parole e tutte le nostre azioni, come al Beneamato…

Ass. Lodate, benedite il Signore…

(tempo di adorazione silenziosa)

Lett. Rendere a Dio ciò che è di Dio è dunque fare tutto, tutto in vista di lui solo. Amarlo con tutte le nostre forze, con tutta la nostra anima, con tutto il nostro cuore e con tutto il nostro spirito e quindi, secondo la legge dell’amore.

Ass. Signore, donaci la forza di amare, per consegnare ogni giorno a Te la nostra vita.

(tempo di adorazione silenziosa)

Ass. Lodate, benedite il Signore…

Ascolto della Parola di Dio

Lett. Ci alziamo in piedi per ascoltare la Parola di Dio secondo il Vangelo di Giovanni (Gv 4,5-26)

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una don­na samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.

Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».

Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto be­ne: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

Parola del Signore.

Ass. Lode a te, o Cristo.

(si può stare in ginocchio o seduti)

Proposta di meditazione

Sui passi di… Madre Oliva Bonaldo

Maria Oliva nasce a Castelfranco Veneto il 26 marzo 1893. È la domenica della Palme che segue immediatamente la festa dell’Annunciazione. I due nomi Oliva e Maria ricorderanno le due ricorrenze. L’infanzia è segnata dolorosamente dalla perdita della mamma, alla cui educazione deve soprattutto l’amore per l’Eucaristia e i poveri. Giovane maestra e fidanzata con un pittore, Oliva porta in sé una profonda insoddisfazione.

Un evento segnerà indelebilmente la sua vita nel giorno del Corpus Domini, il 22 maggio 1913.

Lei stessa racconta che dovette lottare con la paura d’essere derisa, se avesse partecipato alla processione.

Confiderà: “Insomma, affrontai la lotta, mi vestii di bianco e con una compagna ci mettemmo dietro a Gesù… Giungemmo in piazza del Giorgione. Là il Signore mi aspettava per pagarmi da Signore. Quando il Sacerdote alzò l’Ostia Santa per benedire, io non so: capii Gesù, ebbi un’idea chiarissima del Corpo Mistico; mi sentivo cambiata… Ritornai a casa un’altra. Scrissi sul mio libro di appunti che mi sarei fatta religiosa”.

Oliva avverte la chiamata a fondare una famiglia religiosa capace di incarnare la “grazia del Corpus Domini”. Il direttore spirituale invece la sconsiglia di fondare una nuova congregazione e la indirizza presso l’Istituto Canossiano, dove entrerà nel 1920.

Ritiene infatti che lì possa meglio esplicare le sue non comuni doti di organizzatrice e di insegnante. Solamente nel 1938 con il permesso del Papa viene sciolta dal voto che aveva fatto di restare per sempre canossiana, e può così realizzare l’ispirazione a fondare una nuova congregazione, che chiamerà delle Figlie della Chiesa.

Con il fervore trasmette sempre alle sue figlie le aspirazioni che l’avevano consumata nella lunga attesa.

Con capacità unica comunica il suo amore alla Chiesa, al Papa, alla Liturgia, prevenendo il grande rinnovamento del Concilio Vaticano II.

È instancabile promotrice della vita di preghiera e dell’adorazione Eucaristica.

Nel 1958 offre al Vescovo di Lourdes, per il centenario delle apparizioni, la disponibilità ad aprire con le sue suore, in quel luogo, l’Adorazione Eucaristica permanente. Negli anni Cinquanta, per mancanza di chiese, fa costruire tre pullman adibiti a cappella: le “chiesette viaggianti” per le periferie di Roma, di Bologna e per il sud d’Italia.

Vuole che le Figlie della Chiesa siano sempre pronte a servire Cristo nell’Eucaristia e nei poveri.

Muore a Roma il 10 luglio 1978.

Per approfondire la figura:

Salvatore Garofano, Storia di un carisma, Città Nuova, Roma 1990.


Intercessioni

(tutti si mettono in ginocchio)

Cel. Riconosciamo la grandezza dell’amore di Gesù che si dona a noi nel Pane eucaristico. Per intercessione di Maria rivolgiamo a lui la nostra fiduciosa preghiera certi che l’accoglierà secondo la sua volontà. Preghiamo insieme e diciamo: Maria, madre della Chiesa, intercedi per noi.

Ass. Maria, madre della Chiesa, intercedi per noi.

Lett. Preghiamo per la nostra Chiesa diocesana. Sostenuta dall’Eucaristia e fondata sulla Parola di Dio, annunci a tutti, in particolare ai poveri e ai lontani, la salvezza di Gesù per ogni uomo. Preghiamo.

Ass. Maria, madre della Chiesa, intercedi per noi.

Lett. Preghiamo per tutte le nostre famiglie. Sull’esempio di Maria, donna dell’ascolto e dell’accoglienza, vivano il tempo dell’Avvento come occasione per crescere nella cura reciproca e per riconoscere, nel quotidiano, la presenza di Gesù che viene a dimorare nelle nostre case. Preghiamo.

Ass. Maria, madre della Chiesa, intercedi per noi.

Lett. Preghiamo per i giovani del nostro seminario. Guardando a Maria, imparino a essere docili all’azione dello Spirito e a donarsi con generosità e senza calcolo ai fratelli che incontrano ogni giorno. Preghiamo.

Ass. Maria, madre della Chiesa, intercedi per noi.

Lett. Preghiamo per i sacerdoti. L’avvento sia un tempo di grazia per ritornare al Signore; la Parola di Dio li aiuti a compiere scelte che non si basano su compromessi umani, ma sulla verità del Vangelo. Preghiamo.

Ass. Maria, madre della Chiesa, intercedi per noi.

Padre nostro…

Benedizione eucaristica

Adoriamo il Sacramento…

Cel. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della tua redenzione. Tu sei Dio, e vivi con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

Ass. Amen. (Benedizione)

Canto finale mariano

Salve Regina, Madre di misericordia.
Vita, dolcezza, speranza nostra salve!
Salve Regina!
A te ricorriamo, esuli figli di Eva.
A te sospiriamo, piangenti
in questa valle di lacrime.
Avvocata nostra, volgi a noi gli occhi tuoi,
mostraci dopo questo esilio
il frutto del tuo seno, Gesù.
Salve Regina, Madre di misericordia.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria,
Salve Regina! Salve Regina, salve, salve…