Adorazione eucaristica nel tempo natalizio (gennaio)

Adorazione eucaristica nel tempo natalizio (gennaio)
Egli è lo strumento che ho scelto per me (At 9,15).
Chiamati alla santità per mezzo del Battesimo

Canto eucaristico iniziale durante l’esposizione
oppure si canta tre volte:
Adoriamo te, Gesù Cristo, alleluia, alleluia.
Adoriamo te, Gesù Cristo, alleluia, alleluia.
E lodiamo te, Gesù Cristo, e lodiamo te, alleluia.
Adoriamo te, Gesù Cristo, alleluia, alleluia.
Adoriamo te, Gesù Cristo, alleluia, alleluia.

Invito alla preghiera

Siamo davanti a Gesù presente ora in mezzo a noi nel Pane consacrato. Accogliamolo con fede, facciamogli spazio dentro di noi, apriamogli il cuore e affidiamogli la nostra vita.Stiamo con Lui in assoluta gratuità, senza fretta né pretesa alcuna. Rivolgiamo a Lui tutta la nostra attenzione, il nostro sguardo, il nostro cuore. Proviamo a superare la tentazione di seguire i nostri pensieri. Se le preoccupazioni ci assillano, condividiamole con Lui lasciando che venga ad illuminarle con la sua luce.
Anche con il corpo assumiamo un atteggiamento che dice il nostro sentimento: stiamo in ginocchio davanti a Lui, perché sentiamo che da Lui dipendono la nostra vita e la nostra speranza.

Cel. Sia lodato e ringraziato ogni momento
Ass. il santissimo e divinissimo Sacramento.
Cel. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Ass. com’era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Cel. Gesù Eucaristia, risplendente dell’Amore trinitario:
Ass. mostraci il tuo volto.
Cel. Gesù Eucaristia, che ci ami per primo e non ti stanchi di attenderci:
Ass. rivelaci il tuo cuore.
Cel. Gesù Eucaristia, Figlio di Dio, fratello di ogni uomo:
Ass. svelaci il Padre.
Cel. Gesù Eucaristia, che sei via di santità e guida nel cammino:
Ass. donaci lo Spirito Santo.

Cel. Preghiamo.
O Dio, che nell’Eucaristia, memoriale della tua Pasqua, raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spirito perché, nell’adorazione di un così grande Mistero, riconosciamo presente il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture e si rivela a noi nel segno del pane spezzato. Tu che vivi e regni
nei secoli dei secoli.
Ass. Amen.

In ascolto del nostro Vescovo

La vocazione è, insieme, chiamata e promessa. Gesù chiama per nome Paolo e gli rivela che non è nato per caso o per vivere dentro le miserie del fariseismo. È nato perché Dio lo vuole per una missione straordinaria che è quella di collaborare alla missione stessa di Gesù, all’avventura del Vangelo. Mentre chiama il suo apostolo, Gesù risorto si impegna con la promessa di essergli sempre vicino e di non sprecare la sua vita. Paolo risponde alla chiamata con tutte le sue forze pur sentendosi debole quasi quanto un aborto e non capendo anticipatamente che cosa comporterà la vocazione per la quale è stato messo a parte da Dio. La chiamata di Gesù non lo porterà su una via facile […]
Ma non verrà meno perché la risposta alla vocazione non si basava sulle sue forze, sul calcolo se il prezzo pagato valeva il guadagno. La sua fiducia incrollabile era solo sulla chiamata e la promessa che aveva ricevuto da Gesù risorto lungo la via per Damasco.
Ed Egli era il Fedele. A Timoteo scriverà: “so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare il mio deposito fino a quel giorno” (2Tim 1,12). Gesù risorto lo chiama, gli chiede tutta la vita non per sprecarla ma per renderla grande in un modo impensabile per Paolo.
Da Adoratori e missionari, 1° anno del Vescovo Andrea Bruno Mazzocato (38).

(tempo di silenziosa adorazione)

Preghiera di adorazione
Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

Lett. Tu continui a passare, Signore, sulle strade dell’uomo. Tu visiti ogni uomo per donare salvezza. Tu passi, Signore, nel nostro quotidiano. Da tempo desideri incontrarti con noi.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

Lett. Tu entri nella nostra vita, conosci i nostri progetti, le nostre attese. Passi ogni giorno ma noi spesso non ti vediamo e non ti sentiamo. Fa’ che ci accorgiamo della tua presenza.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

(tempo di adorazione silenziosa)

Lett. Donaci, Signore, la gioia di incontrarti, il coraggio di accoglierti, la forza di essere tuoi testimoni.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

Lett. Hai visto, Signore, la fatica dei pescatori, il vuoto di Levi e Zaccheo, la sofferenza dei poveri. Il tuo è uno sguardo che comprende, comunica, affascina e rivela.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

(tempo di adorazione silenziosa)

Lett. Vedi la nostra vita, le nostre inquietudini. Tu ci vedi in cerca di una via, di un futuro riuscito. Aiutaci, Signore, a lasciarci guardare da te fino in fondo e troveremo pace.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

Lett. Tu ci chiami, Signore, sei voce amica, voce che rassicura. Come hai chiamato quei pescatori, oggi chiami ciascuno di noi: apri il nostro cuore affinché la nostra risposta sia pronta e generosa.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

Lett. Aiutaci a superare le incertezze e le indecisioni. Dona la forza del tuo Spirito Santo per imparare a sceglierti, accoglierti e seguirti.

Ass. Noi ti adoriamo, fonte della vita.

(tempo di adorazione silenziosa)

Ascolto della Parola di Dio

Lett. Ascoltiamo la parola di Dio dagli Atti degli apostoli (At 9,1-22)

Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarci a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Rispose: “Chi sei, o Signore?”. Ed egli: “Io sono Gesù, che tu perseguiti! Ma tu alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”. Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno.
Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
C’era a Damasco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: “Anania!”. Rispose: “ Eccomi, Signore!”. E il Signore a lui: “ Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista”.
Rispose Anania: “Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome”.
Ma il Signore gli disse: “Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome”.
Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: “Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo”.
E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: “Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui precisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?”.
Saulo frattanto si rinfrancava sempre di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.
Parola di Dio.

Ass. Rendiamo grazie a Dio.

Proposta di meditazione

La vita spirituale è un dono che viene dall’alto, che chiede di essere accolto e progressivamente sviluppato in un itinerario che coinvolge tutta la persona nella sua interezza e in tutta la sua esistenza.
È nel Battesimo che, grazie all’opera dello Spirito Santo, il cristiano è immerso nel mistero pasquale di Cristo e unito a lui per sempre.
Egli è condotto dallo Spirito, che opera pazientemente nel suo cuore, ad una comunione di vita sempre più piena con Gesù, così che, conformato al suo Signore, diventi capace di pensare, amare e vivere come Lui. Vivere mossi dallo Spirito significa, dunque, rimanere costantemente in comunione con Cristo e assomigliargli sempre di più.
La santità, frutto della mirabile unione tra la Grazia di Dio e la libertà dell’uomo, nasce e si sviluppa in un orizzonte ecclesiale. I luoghi dell’incontro con Gesù e la crescita nella comunione di vita con lui sono, infatti, la Parola di Dio e i sacramenti, in modo tutto particolare l’Eucaristia.
Attingendo a queste fonti di salvezza il battezzato impara a vivere secondo la logica della carità e a porre tutto il proprio agire nella prospettiva della santità.
Siamo chiamati ad essere santi insieme.

Tempo di adorazione silenziosa

Rimaniamo in silenzio per accogliere in profondità la Parola. Rileggiamo con calma il passo della Scrittura che abbiamo ascoltato. Soffermiamoci sulle espressioni che ci interpellano di più. Ripetiamole lentamente dentro di noi. Domandiamoci che cosa il Signore vuole dire proprio a noi oggi. Trasformiamo in preghiera i sentimenti, le intuizioni e i propositi che lo Spirito Santo va suscitando in noi. Rimaniamo in adorazione.

Intercessioni
(tutti si mettono in ginocchio)

Cel. Presentiamo al Signore le nostre invocazioni. Egli ci doni di partecipare al sì di Maria, che resta fedele anche nell’oscura incomprensione. Preghiamo insieme dicendo: Accogli, o Dio, la preghiera di Maria per noi.

Ass. Accogli, o Dio, la preghiera di Maria per noi.

Lett. La Vergine Maria ha accolto il Figlio suo Gesù accettando di rimanere con lui fin sotto la croce. Perché il cammino spirituale della nostra Diocesi ci aiuti a mettere al centro della nostra vita il Signore, che nell’Eucaristia continua a farsi tutto a tutti, preghiamo:

Ass. Accogli, o Dio, la preghiera di Maria per noi.

Lett. Paolo ha coltivato per tutta la vita l’amore a Gesù risorto e lo ha seguito sulla via della santità fino al dono totale di sé. Perché gli sposi cristiani mantengano viva la relazione con il Signore e, amandosi in lui, crescano sempre più nella mutua santificazione, preghiamo:

Ass. Accogli, o Dio, la preghiera di Maria per noi.

Lett. Cristo risorto aspetta e incontra Paolo lungo la via di Damasco per rivelargli la sua altissima vocazione. Perché i giovani si lascino incontrare in profondità dal Signore e siano disposti a seguirlo anche sulla strada della consacrazione sacerdotale e religiosa, preghiamo:

Ass. Accogli, o Dio, la preghiera di Maria per noi.

Lett. Paolo scriveva a Timoteo: “So a chi ho creduto e sono convinto che egli è capace di conservare il mio deposito fino a quel giorno”. Perché tutti i sacerdoti siano perseveranti nel servire la volontà di Dio e sia riparato il male che alcuni di loro hanno commesso, preghiamo:

Ass. Accogli, o Dio, la preghiera di Maria per noi.

Padre nostro…

Benedizione eucaristica

1. Adoriamo il Sacramento che Dio Padre ci donò.
Nuovo patto, nuovo ritonella fede si compì.Al mistero è fondamentola parola di Gesù.
2. Gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio redentor, lode grande, sommo onore all’eterna Carità. Gloria immensa, eterno amore alla Santa Trinità. Amen.

Cel. Donaci, o Padre, la luce della fede e la fiamma del tuo amore, perché adoriamo in spirito e verità il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù, presente in questo santo sacramento. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Ass. Amen.

Benedizione

(mentre viene riposta l’Eucaristia si dice:)

Cel. Dio sia benedetto
Ass. Benedetto il suo santo nome.
Cel. Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Ass. Benedetto il nome di Gesù.
Cel. Benedetto il suo sacratissimo Cuore.
Ass. Benedetto il suo preziosissimo sangue.
Cel. Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.
Ass. Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Cel. Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima.
Ass. Benedetta la sua santa e immacolata Concezione.
Cel. Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Ass. Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Cel. Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.
Ass. Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

(seduti)

Sui passi di… Lucia Schiavinato

Accogliamo la testimonianza di Lucia Schiavinato.

Lucia Schiavinato nasce a Musile di Piave il 31 ottobre 1900, ma ben presto si trasferisce a S. Donà di Piave. Nella sua giovinezza e negli anni che precedono la prima guerra mondiale, Lucia fa parte dell’Azione Cattolica Femminile e della Conferenza di S. Vincenzo;
dopo la guerra, è tra le persone che si danno da fare per la ricostruzione materiale e spirituale del paese. Sentì sempre una forte predilezione per gli anziani soli, i bambini abbandonati, i disabili fisici e psichici, anche gravissimi.
Ne sistemò e curò alcuni, nella forma di una casa-famiglia, dando vita all’esperienza del Piccolo Rifugio. Il primo nasce a S. Donà di Piave, l’antivigilia di Natale del 1935. Altre case sono fondate a Roma nel 1955, a Ferentino (Frosinone) e a Vittorio Veneto nel 1957, a Verona nel 1960 e a Trieste nel 1962. “Dare l’Eucaristia agli infermi, e gli infermi all’Eucaristia”, sarà la formula che caratterizzerà ogni forma di intervento, suggerito dalla carità, in favore dei fratelli. L’attività, quasi frenetica durante il giorno, si univa a lunghe ore di preghiera passate di notte davanti all’Eucaristia. In quegli intensi momenti tra Lucia e il Cristo si strinse un patto di fedeltà indissolubile. In Lucia la missione tra i più poveri scaturiva dall’adorazione del suo Signore.

Nel 1954 un gruppo di 12 giovani vennero a condividere lo stile di vita di Lucia, dando così vita all’Istituto Secolare “Volontarie della Carità”. A loro scriverà un giorno: “Temo che la dottrina per cui Cristo si trova nei fratelli faccia prevalere anche nella vostra persuasione, che basti andare ai fratelli per trovare Dio. Sì… ma se una di voi non si unisce a Cristo e non riceve alimento da Lui, che
cosa dà ai fratelli?”.
Nel 1957, prima ancora della legge Merlin e della chiusura delle case di tolleranza, la Schiavinato apre a Campocroce di Mogliano il primo centro di riabilitazione per le ex-prostitute. Ne seguiranno altre a Bologna, Cappella di Noale, Rimini.
Il Concilio Eumenico Vaticano II dilata gli orizzonti di Lucia alla missione in America Latina. Per rispondere alla richiesta del vescovo
di Ruy Baiosa, parte per il Brasile a servizio di varie chiese locali. Anche lì Lucia manifesterà il suo amore privilegiato per gli ultimi, gli alagados di Salvador, i lebbrosi di Aguas Caras Grajaù, gli indios dell’Amazzonia. Lucia trascorse gli ultimi mesi di missione nel lebbrosario di Grajaù, dove avrebbe voluto morire, condividendo con questi fratelli il tempo finale della sua vita. Ritornata in Italia per l’aggravarsi del male, morì a Verona il 17 novembre 1976. Le ultime parole scritte furono: “Mi fido di Te… Il nostro patto? Io ci credo… Tu sei l’amore”. Lucia è tutta in queste parole. La sua causa di beatificazione è stata introdotta l’8 marzo 1999.

Lett. Benediciamo il Signore.
Ass. Rendiamo grazie a Dio.

Per approfondire la figura: Savio Teker, Lucia Schiavinato, intensità di una vita, Dario De Bastiani Editore, Treviso 1988;
Lucia Schiavinato, Con tutto il mondo nel cuore – Lettere, EMI, Bologna 2004.

Canto finale mariano

(A cura dell’Ufficio per il coordinamento della pastorale e dell’Azione Cattolica diocesana — Con approvazione ecclesiastica – Treviso, 29 settembre 2008, Mons. G. Rizzo vicario generale)