Anniversari del movimento scout sandonatese: l’AGESCI e il MASCI

Processione delle Palme 14 aprile 1962Ricorrono quest’anno due importanti anniversari per il “movimento scout” sandonatese: il 65° della rifondazione del gruppo maschile dell’ASCI, dopo la soppressione del periodo fascista, ed il 25° di fondazione del Movimento Adulti Scout Cattolici italiani (MASCI).

Ripercorriamo allora qualche tappa delle storia dello scoutismo maschile e femminile sandonatese, costituito agli inizi dall’ASCI e dell’AGI, confluiti poi nell’AGESCI.

Il gruppo maschile: l’ASCI

L’esperienza degli scout a San Donà di Piave fu avviata da Celeste Bastianetto (1899-1953) nei primi anni ’20 del Novecento, con l’ASCI (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana – Gruppo Esploratori Cattolici), poi sciolta nel periodo fascista. Durante il secondo conflitto mondiale gli Scout avevano funzione di collegamento con i comandi militari, svolgendo compiti di sostegno come infermieri, cuochi, portantini ecc.

Terminato il periodo bellico Arturo Rizzo, già dirigente di Azione Cattolica all’Oratorio, grazie alla conoscenza di Bastianetto, si appassionò a questo modello di aggregazione e si attivò assieme ad altri amici partigiani cattolici per riavviare lo scoutismo a San Donà.

In mancanza di qualsiasi mezzo, il gruppetto di giovani contattò i fratelli Baldo, che gestivano un servizio di trasporto locale. Fu allora messo gratuitamente a loro disposizione un negozietto non utilizzato, presente sotto il porticato che conduce all’attuale Centro Leonardo Da Vinci: quel locale, dotato di un tavolino e di qualche sedia, fu la prima sede scout maschile di San Donà.

Mostra fotografica pionieristica - 1963Il gruppo crebbe velocemente: da una decina passarono a venti, poi trenta, fino ad una settantina tra ragazzi e giovani. Fu allora che mons. Saretta mandò a chiamare Rizzo, chiedendogli spiegazione. Il Direttore salesiano, don Trivellato, si era infatti lamentato con l’Arciprete del “salasso” di giovani causato dal neonato gruppo scout poiché, per frequentare le adunanze, questi non andavano più all’Oratorio.

Chiarito l’intento del gruppo e manifestata l’esigenza di avere un luogo di ritrovo più spazioso, nonché un’autonomia amministrativa, in pieno spirito di laicità, il primo nucleo scout maschile di San Donà (e del Basso Piave) ebbe finalmente la sua sede all’Oratorio, nella stanza attigua alla direzione, subito abbellita con la decorazione delle costellazioni sullo sfondo del cielo.

Assieme ad Arturo Rizzo, primo capo, gli altri “dirigenti” erano Giovanni Boccato (primo capo reparto), Danilo Toffoletto (aiuto capo) e Vico Bozzoli (futuro capo reparto).

I salesiani don Simeone Jovich e don Ivo Ferrari furono gli assistenti ecclesiastici in quegli inizi. Nei primi campeggi ad Acquabona, presso Cortina, sotto il Sorapis e sul Monte Grappa venivano utilizzate le tende (e le minestre in polvere) donate dagli Americani alla fine della guerra; le divise, con fazzoletto (il primo era celeste) e cappellone, erano a carico delle singole famiglie, anche se ovviamente i capi avevano il buon senso di fornire il necessario ai meno abbienti.

Nei campeggi si alternavano grandi sfide a Tattica, attività di squadriglia, di specializzazione (infermiere, cuoco, costruttore ecc.) e le serate attorno al fuoco con i tipici canti della spiritualità scout.

Don Giovanni Nogler fu il successivo assistente salesiano al quale, nel 1954, subentrò don Giuseppe Pomarolli, che guidò il gruppo sino ai primissimi anni ’60.

Il nuovo assistente volle cambiare l’impostazione tenuta sino ad allora, così nel 1955 a Canalez di Brez in Val di Non si tenne l’ultimo campeggio con i capi di allora: U. Baron, M. Pacifici, G. Padovan, E. Mazzon. Trascorso un anno di pausa, don Pomarolli diede quindi l’incarico ai nuovi capi, provenienti dall’Azione Cattolica: G. Biancotto, A. Faggiotto, P. Cuzzolin.

Nel 1957 a San Martino di Castrozza si tenne il primo campo, di venti giorni, con la nuova impostazione. Don Pomarolli era l’assistente, il coadiutore salesiano Ennio Bonaldo faceva da cuoco, mentre i tre nuovi capi non erano presenti per impegni di lavoro. Fu un campeggio sfortunato per il brutto tempo persistente e per la “decimazione” degli scout a causa del mal di gola.

In quegli anni venne pure cambiato il fazzolettone, che in precedenza era a scacchi: il nuovo era di colore rosso bordeaux, bordato di grigio.

Per alcuni anni la sede dell’ASCI all’Oratorio fu l’attuale direzione e l’amministrazione (un tempo comunicanti), dove si ricavò un piccolo laboratorio per l’aeromodellismo, attività lanciata (è il caso di dirlo!) da Faggiotto e Biancotto.

In processione con don Cariolato - 1962Dopo don Pomarolli, sino al 1968 il gruppo fu affidato a don Ottorino Cariolato. Nel 1969 divenne assistente pro-tempore don Antonio Bozzetto, seguito quindi dal novello sacerdote don Guerrino Bordignon, che condusse gli Scout per un primo periodo sino al settembre 1974.

Il gruppo femminile: l’AGI

La nascita ufficiale del primo Reparto AGI (Associazione Guide Italiane) sandonatese, denominato “S. Giovanna D’Arco”, fu il 28 settembre 1947, giorno della promessa delle prime otto guide, con Lucia Bastianetto capo reparto. La giovane diciannovenne era “figlia d’arte”, essendo suo padre Celeste, colui che aveva avviato l’esperienza scout a San Donà.

Un nucleo di ragazze, però, aveva iniziato a radunarsi già nella primavera del ’47, con la guida della capo reparto provvisoria Giovanna D’Este, cui subentrò appunto la Bastianetto, che fu tra le prime guide di Venezia. A livello nazionale l’AGI era nata ufficialmente il 28 dicembre 1943, giorno della promessa delle prime otto guide italiane nelle Catacombe di Santa Priscilla a Roma, alla presenza di Padre A. Ruggi d’Aragona, assistente ASCI.

I primi assistenti ecclesiastici del gruppo femminile sandonatese furono i cappellani don Bisson, don Busato e poi soprattutto don Bellinaso. Le giovani si riunivano dapprima all’Orfanatrofio (attuale Casa Saretta), poi all’Asilo San Luigi ed avevano come sede un deposito agricolo nelle campagne presso il Canale Navigabile.

La nascita di questa coraggiosa esperienza scout femminile fu “impresa non semplice, in un paese profondamente segnato dalle ferite del recente conflitto mondiale, in cui la chiusura sociale all’emancipazione della donna era ancora tenacemente presente” (Maria Clara Maschietto in “AGI-Associazione Guide Italiane”).

Negli anni ’70 cominciarono le riunioni per coordinare assieme l’attività maschile e femminile. In quel periodo le guide si riunivano all’Asilo San Luigi, avendo come assistenti don Adriano Toffoli, cappellano del Duomo, ed il salesiano don Paolo Penzo.

Nasce l’AGESCI

Nel 1974 avvenne l’unione dei due gruppi, femminile (AGI) e maschile (ASCI), per formare l’AGESCI, ossia l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani.

Da fine 1974 al 1977 la guida dell’AGESCI passò a don Cesare Vittori. In seguito don Guerrino riprese la guida del gruppo, coadiuvato in un primo periodo da don Vittori. Ecco quale era la situazione degli Scout sandonatesi a metà 1978:

I Lupetti, circa 45, sono assistiti da D. Cesare e seguiti da cinque capi. Svolgono attività varie, ogni sabato dalle 14 alle 18. Anche gli Scout, circa una trentina, sono assistiti da D. Cesare e seguiti da cinque capi. Hanno incontri settimanali di squadriglia. Escluse le uscite, svolgono la loro adunanza e attività, ogni domenica, dalle 8 alle 12. C’è inoltre il «Noviziato» (circa una decina) diretto da D. Guerrino. Hanno la loro adunanza il mercoledì e venerdì sera. Per questi furono indetti nel periodo quaresimale «Incontri di Zona» in diverse località, generalmente al sabato. Infine c’è la cosiddetta Comunità Capi (CoCa) sotto la guida di D. Guerrino. Hanno frequenti adunanze settimanali.

A Mestre, mensilmente, avvengono incontri di zona per la «Formazione Capi». La partecipazione dei nostri è quasi totale a queste manifestazioni culturali e di aggiornamento” (dalla Cronaca dell’Oratorio).

In un articolo del Foglietto Parrocchiale del 29 ottobre 1978, dal titolo “Guide e Scouts… chi sono?”, viene presentata l’esperienza:

A.G.E.S.C.I. Associazione Guide e Scouts Cattolici italiani, con sede all’Oratorio D. Bosco.

Una proposta educativa attuale e stimolante per ragazzi, giovani e adulti di ambedue i sessi. Una proposta alternativa nella quale l’individuo trova la propria realizzazione: nel lavoro di gruppo e di comunità (socializzazione), nel confronto con l’altro, con la realtà storica che lo attornia (inserimento nell’ambiente), nel contatto con la natura (gioco, educazione del fisico…), nel servizio educativo (confronto e verifica del proprio essere persona), seguendo la proposta di vita cristiana. Un cammino di crescita e nello stesso tempo un cammino di fede ispirandosi al metodo di Baden Powell (…)

Possono iscriversi tutti coloro che lo desiderano nei diversi gruppi che compongono l’associazione: Lupetti (ragazzi e ragazze dai 9 agli 11 anni); Scouts (ragazzi e ragazze dai 12 ai 15 anni); Pioniers (adolescenti dai 16 ai 17 anni); Comunità capi (animatori dai 18 anni – giovani e genitori interessati ad affrontare problemi educativi e a confrontarsi con una situazione educativa reale).”

Il MASCI

Negli anni ’80, oltre all’avvio degli altri gruppi scout cittadini, veniva fondato anche a San Donà il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiano). L’occasione fu la donazione di una casa per il soggiorno estivo a Soffranco, da parte del Comune di Longarone. Ebbene, un gruppo di genitori scout, assieme a don Guerrino, si sono ritrovati ed impegnati per restaurarla. Attorno a tale attività si è formato il gruppo MASCI, che segue il duplice impegno di lavoro e formazione.

Nel 1988, anno del Centenario di don Bosco, il XXI incontro di primavera regionale del MASCI si svolse proprio all’Oratorio di San Donà, dove convennero più di seicento adulti Scout, rappresentanti dei gruppi presenti nel Veneto, per riflettere sul tema “La famiglia, luogo educativo perché luogo di incontro”. Per gli adulti è proprio la famiglia uno degli ambienti d’impegno personale e comunitario, in cui cercano di perseguire la “promessa” e la “legge” scout in ogni azione…

In occasione del centenario dello scoutismo, il 1 agosto 2007 gli Scout dei vari gruppi sandonatesi, in concomitanza con 40 milioni di ragazzi nel mondo, si sono ritrovati in Piazza Indipendenza per l’alzabandiera e la cerimonia dell’Alba, in cui hanno rinnovato la promessa. Alla sera si sono radunati poi al Parco Fluviale, sulle rive del Piave, per il tradizionale cerchio in stile scout.

Va ricordato che Baden Powell scelse San Giorgio quale patrono di tutti gli Scout del mondo per le sue qualità: responsabilità, senso del dovere, devozione al proprio compito, cuore coraggioso, animo nobile, dedizione nell’aiuto del prossimo.

Questo è allora il bagaglio di valori che tutti gli Scout si impegnano a portare sempre con sé nel cammino della vita:

La fraternità universale, il valore del quotidiano, dell’ordinario, dell’amicizia, del servizio; l’assunzione di responsabilità, la competenza, l’autonomia, la generosità nell’impegno, il pluralismo, il rispetto delle diversità, la democrazia di base, la capacità di amare il diverso, il rispetto per l’ambiente e la natura in genere, il senso del tempo, del denaro, del valorizzare tutto…

Importante è il cammino di Fede che [fa] scoprire il Cristianesimo alla portata di tutti, perché vissuto nella quotidianità, con gioia e serenità, certi che è sempre Dio a «giocare» con noi.” (Jolanda Toffoli in “AGI-Associazione Guide Italiane).

A cura di Marco Franzoi