Assieme preghiamo nelle famiglie come si fece per altri mali nel passato

Le devozione alla Vergine Maria è sempre stata viva tra le popolazioni di questo territorio e in particolare di San Donà, dove fu suggellata sin dalla costruzione della prima chiesa (1476), che coincide con la nascita della Parrocchia, titolata appunto alla Beata Vergine delle Grazie.

Nella chiesa parrocchiale, nel 1601, esisteva l’altare del Rosario e a fine del secolo successivo viene citata l’esistenza di una confraternita del Rosario; la Madonna del Rosario è la festa patronale di San Donà di Piave.

Ebbene, in questo tempo difficile, siamo chiamati ad unirci nella preghiera corale di supplica come comunità intera, in particolare con la recita del Rosario in ogni casa.

Qualcuno ricorda ancora almeno un’altra occasione in cui ci fu un appello all’intera comunità per la preghiera di supplica: la situazione era diversa, ma altrettanto pericolosa e nefasta.

Memore della supplica sollevata quasi novant’anni prima per la liberazione dal colera (1855), venerdì 24 settembre 1943 il popolo cristiano di San Donà si riunì assieme al Vescovo di Treviso mons. Mantiero e all’Arciprete Saretta nel cortile dell’Oratorio Don Bosco.

Lì si supplicò la Vergine Maria di liberare la città e la popolazione dalla guerra, ormai alle porte anche di San Donà di Piave:

Lei, che è Madre e che tutto può sul Cuore del Figlio, siamo sicuri che non ci lascerà senza protezione e senza conforto. In tutte le case sarà recitato ogni sera il S. Rosario (…) Verrà il giorno della gioia; allora scioglieremo il nostro voto, con tutta la generosità di cui saremo capaci (…)

Siamo certi ormai che il cuore di S. Donà di Piave, in questa occasione sarà pari alla sua fede. Coraggio! La Madonna non ci abbandonerà. E negli anni venturi la festa del 24 settembre sarà per nuove grazie e per nuovi favori la festa della riconoscenza e della gratitudine.”

La richiesta alla Vergine Maria era la seguente:

Dio ci scampi dalle bombe e da tutte le insidie della guerra. È questa la nostra quotidiana preghiera per ciascuno dei nostri figliuoli. È questo il voto cha abbiamo presentato insieme alla Madonna.”

Il voto fu rinnovato l’anno successivo, settembre 1944.

Il 13 maggio 1945 dalle pagine del Foglietto Parrocchiale il Parroco manifestò a nome di tutti il suo giubilo e fede:

Finalmente liberi e riuniti con la nostra Patria! In quest’ora solenne desiderata e conquistata con tanti sacrifici e con tanto sangue, il nostro primo pensiero deve essere di riconoscenza a Dio e alla Celeste Protettrice.  La Madonna ci ha salvato!

A Lei ci siamo rivolti fino dal 24 Settembre del 1943 e per venti mesi in ogni casa e in tutte le manifestazioni religiose, con gli occhi gonfi di lagrime e le anime sazie di angoscia e di terrore, ogni giorno l’abbiamo invocata: Maria, Madre, salvaci! Salva la Parrocchia, salva i nostri figli, salva la nostra Patria; salva, solleva, conforta i nostri cuori affranti. E Maria ci ha salvato! (…)

Non so quante incursioni siano state compiute contro la nostra Cittadina, dal mese di luglio dell’anno scorso fino all’ultima sera spaventosa, prima della liberazione. Furono sganciate migliaia di bombe e spezzoni. S. Donà avrebbe dovuto esser distrutta. Invece… le sue rovine sono molte, ma la struttura della Cittadina del Piave è intatta e in poco tempo potranno essere cancellate le sue dolorose ferite. Maria ci ha salvato! (…)”

La Festa Patronale del 24 settembre è stata istituita da mons. Biscaro in occasione del miracolo della Vergine: la nostra città fu liberata dal morbo del colera che tra giugno e settembre 1855 aveva colpito 145 persone. Quando non si sperava più in un termine del contagio (in quel caso causato da un batterio), la fine improvvisa dell’epidemia, appunto il 24 settembre 1855, fu accolta da tutti come un miracolo della Madonna.

Ricordiamo allora le parole dell’Arcivescovo mons. Alberto Bottari de Castello del 22 settembre 2019, in occasione dell’ultima Festa della Madonna del Colera, perché ci aiutano anche per il momento presente:

Voi sandonatesi “siete conosciuti ed ammirati per questa devozione… La processione la facciamo con questo sentimento di rinnovare il nostro amore a Maria, di chiedere che continui a benedirci, perché sappiamo che lo fa e lo può fare. Siamo stati toccati dalla sua grazia, voi in maniera particolare qui, per cui avete fiducia; per cui è un occasione questa per rinnovare, per ringraziare, per promettere, per capire che questa è la strada… Perché dobbiamo avere questa fede profonda… Rinnoviamo perciò il nostro amore, la nostra devozione e chiediamo sempre con fiducia la benedizione della Madonna.

Angelino Battistella, parrocchiano del Duomo, in questi giorni si è ricordato di una “Supplica alla Madonna”, riscoperta tra vecchie carte, che negli anni trenta i Salesiani facevano cantare ai ragazzi oratoriani. La proponiamo, come supplica sempre attuale:

“Madre pietosa salvaci,

difendici dal male,

l’ombra fosca e orribile s’avanza

e già ci assale.

A noi rivolgi il viso,

splendore di Paradiso.

Madre pietosa ascoltaci,

abbi di noi pietà.”

Per combattere anche questo morbo del corona virus, e gli altri del mondo, siamo invitati allora come comunità cristiana a creare una grande corona… di preghiera del Rosario.

 A cura di Marco Franzoi