Aumentano i bisognosi che si rivolgono alla San Vincenzo e ai V.A.DO.

Centro OzanamCrescono le persone in difficoltà, che si rivolgono al Centro di Assistenza intitolato a Federico Ozanam, presso Casa Saretta.
Diminuiscono gli stranieri che chiedono aiuto, mentre aumentano gli uomini italiani. Diventano più frequenti le richieste di sussidi economici e di generi alimentari.
Vi è una conferma di generale impoverimento delle fasce più deboli della popolazione e, soprattutto, l’allargamento del grave disagio ben oltre la categoria sociale dei vulnerabili cronici. Nel corso del 2012 si sono presentati al Centro Ozanam 430 famiglie con un aumento del 7% rispetto al 2011 .
 
Chi ha determinato questo aumento? I nuovi vulnerabili hanno sempre più spesso nomi e cognomi italiani: infatti, benché gli stranieri rappresentano la stragrande maggioranza degli utenti (il 73%), a chiedere aiuto ai V.A.DO. e alla San Vincenzo sono venuti in numero crescente degli Italiani, rispetto al 2009 i cittadini di nazionalità Italiana sono aumentati del 15% “fenomeno alla cui radice, a nostro avviso, si trova l’attuale crisi economica.”

Inoltre in un contesto in cui la domanda di aiuto è sempre stata espressa in prevalenza da donne, è significativo nonostante siano ancora loro, le donne, a rappresentare la maggioranza degli utenti (il 64%), sono gli uomini ad aumentare, passando dal 31% del 2009 al 35% del 2012.

Insomma, un incremento del 4% che riguarda un’altra categoria “inusuale” tra gli assisiti dalla San Vincenzo e dai V.A.DO., non a caso i più colpiti da problemi di occupazione e di reddito. La crisi ha ridisegnato la mappa della povertà. Ha trasformato e sta trasformando famiglie modeste ma che avevano sempre goduto di una certa stabilità, in soggetti vulnerabili e sospinto i poveri cronici sulle soglie della misera. Questi sono in genere Italiani, uomini, che hanno perso il lavoro. Persone che non si sarebbero mai sognati di bussare alla nostra porta e che ora, spinti dal bisogno, vengono allo scoperto. Di fronte a questi drammi sociali la politica non può e non deve rimanere immobile, deve immaginare un nuovo e più coraggioso sistema di assistenza che tenga conto di questa drammatica priorità.

(tratto da SolidalMente, n. 5 – dicembre 2012)