Brasile – Beija-flor, una nuova speranza per bambini e ragazzi di Massaranduba

Logo progetto Beija FlorSalvador de Bahia, quartiere Massaranduba, parrocchia di Nossa Senhora da Piedade, dove operano le Volontarie della Carità di Lucia Schiavinato.

Il Brasile, fortunatamente e finalmente, sta decollando. Purtroppo questo grande paese si porta però dietro una storia di disuguaglianze che le politiche degli ultimi anni, pur importanti, hanno solo scalfito.

Così i bambini che nascono e crescono nelle periferie, figli di povera gente senza lavoro regolare e senza istruzione, sono ancora pesantemente svantaggiati nei confronti dei coetanei più benestanti che vivono nei quartieri cosiddetti “nobili”.

Le scuole dei primi sono di qualità inadeguata, quando quelle dei secondi sono buone anche secondo gli standard del cosiddetto primo mondo. Le famiglie dei secondi sono in grado di seguirli e accompagnarli negli studi fornendo un ambiente stimolante per l’apprendimento, mentre i primi sono lasciati a se stessi, il più delle volte nella strada, con tutte le sue insidie, come unico posto dove crescere.

Più grave ancora: la società passa ai figli benestanti la certezza che un domani saranno qualcuno, mentre i favelados si convincono di non avere prospettive e speranze per il futuro. La diffusione della droga e delle gravidanze adolescenziali sono due delle conseguenze della poca considerazione di se che i ragazzi finiscono per introiettare.

La realtà della nostra periferia (quartieri di Massaranduba, Uruguai e Jardim Cruzeiro nella città di Salvador Bahia) non fugge da questa situazione e piange il cuore vedere il treno dello sviluppo passare e i nostri ragazzi rimanere appiedati perché non riescono a salire il primo gradino (anche solo imparare a leggere).

I bambini e i ragazzi di Massaranduba, quartiere tra i più poveri di Salvador de Bahia, dove operano anche le Volontarie della Carità di Lucia Schiavinato, hanno una nuova scuola ed una nuova casa. Oltre ad un nuovo progetto educativo che vuole aiutarli a costruirsi un futuro.

La parrocchia di Nossa Senhora da Piedade, con il parroco Don Luca Niccheri, infatti ha aperto il centro “Beija-flor”, cioè colibrì, per accogliere bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni.

Le Volontarie della Carità , arrivate a Massaranduba già con Lucia Schiavinato, sono direttamente coinvolte nell’opera: Francisca è la responsabile operativa ed ha scelto il personale che lavorerà nella struttura, Iracema si occupa della segreteria, Luisa fa parte del consiglio di gestione.

Il Colibrì è ospitato nel centro pastorale di Massaranduba, la ex maternità la cui realizzazione fu voluta e sostenuta anche da Lucia Schiavinato.

 Caritas-Beija-florIn sintesi, il centro comprenderà:

•    asilo per bambini da 2 a 5 anni, circa un centinaio, che garantisce formazione di qualità ma pure alimentazione completa. Nell’ultimo anno dell’asilo i bambini imparano a leggere in modo da non dover dipendere in questo dalla scuola, che da per scontata questa abilità e non si struttura per insegnarla.

•    doposcuola per i ragazzi, perché le famiglie spesso non sono in grado di accompagnare e motivare i ragazzi negli studi. Inoltre una grande sfida è anche offrire modelli di riferimento diversi da quelli che i ragazzi trovano in famiglia e per la strada.

•    momenti di incontro e formazione umana e professionale per i giovani, che li aiutino a costruirsi il proprio futuro.

Alcuni obiettivi pedagogici

Per i bambini e ragazzi di Massaranduba e zone limitrofe è difficile vivere con orgoglio il proprio quartiere (considerato un ricettacolo di delinquenti) è difficile credere nel proprio successo quando la società continuamente ti ripete in varie forme che non vali niente e non varrai mai niente.

“Dobbiamo mostrare – scrive don Luca – che tutto questo non è vero e che anche loro possono aspirare a diventare protagonisti della propria vita e della vita del proprio paese”.

Pilastri

I pilastri su cui costruire il progetto e la sua credibilità sono:Qualità del lavoro – Gestione partecipativa e comunitaria – Totale trasparenza – Coinvolgimento della comunità – Comunicazione

Costi

Naturalmente iniziando adesso abbiamo un grande bisogno di aiuto. I locali che la parrocchia ha messo a disposizione hanno dovuto essere adattati con una spesa consistente (al momento si parla di circa 50.000 reais, al cambio di 2,25 circa 22.200 euro) e stiamo comprando le attrezzature necessarie che ne richiederanno più o meno altrettanti.

Prevediamo spese nell’ordine dei 300.000 reais (intorno ai 133.350 euro) tra salari, alimentazione e materiali di consumo.

Finora abbiamo sostenuto le spese con l’aiuto della ONLUS Agata Smeralda e degli amici italiani che ci hanno sostenuto e contiamo col loro aiuto per il futuro. Fin da subito inizieremo a lavorare per mobilitare la comunità in sostegno del progetto, sapendo che il risultato, pur non determinante in valore assoluto, diventa importantissimo come segno di coinvolgimento e adesione al progetto.

Contiamo di sopravvivere quest’anno in parte con le donazioni di amici, in parte con le adozioni a distanza di Agata Smeralda e con ulteriori aiuti di quest’ultima, in piccola parte con l’aiuto della comunità.

Naturalmente chiediamo un aiuto a chiunque ce lo possa dare. Non pretendiamo che uno solo si faccia carico di tutto: ma se chi può contribuisce con la sua goccia, per restare alla storiella del beija-flor, ce la possiamo fare.

Offriamo in cambio la soddisfazione di contribuire a un lavoro di qualità per i bambini e i ragazzi di qui, aggiornamenti periodici e una totale trasparenza sui bilanci. Naturalmente siamo disponibili ad ospitare chiunque voglia conoscere il progetto direttamente: anche questo per noi è trasparenza.

Caritas-Beija-flor02La nostra goccia d’acqua

Perché Beija-flor, ossia baciafiore, in italiano colibrì? Perché in Brasile si racconta che quando ci fu un incendio nella foresta tutti gli animali scapparono, mentre il colibrì continuamente andava verso il fiume, prendeva una goccia d’acqua, la gettava sulle fiamme e tornava verso il fiume.

Il leone chiese al colibrì: “Pensi di spegnere da solo tutte queste fiamme?”

Rispose il colibrì: “So di non poterlo fare da solo: sto solo facendo la mia parte!”. Come la faranno le Volontarie e tutti i dipendenti e volontari di Beija-flor.
Lo dice anche il logo…