Breve storia del Centro di ascolto

Il Centro di Ascolto Caritas di San Donà di Piave si costituisce ed apre la propria attività ufficialmente il 29 novembre 1999 presso la sede di Piazza Duomo, n.12.

L’iniziativa, frutto dell’intuizione di “alcune persone silenziose” e sostenuta da subito dalla parrocchia e dal Vicariato, ha lo scopo di creare nel territorio uno strumento di prima accoglienza ed ascolto delle esigenze di bisogno, di sostegno ed orientamento della persona, di promozione dell’atteggiamento di carità nella comunità cristiana e civile.

In questi anni si sono presentati al Centro circa 1.500 persone per promuovere i propri casi personali o familiari di difficoltà più o meno grandi e spesso fonte di forte sconforto.
Per tutti è stata offerta la possibilità di un colloquio e di un orientamento mentre per alcune situazioni (circa 400) è stato necessaria una “presa in carico” maggiormente impegnativa.

Tipologia di richieste – segnalazioni più frequenti.

  • sostegno psicologico per difficoltà familiari o personali (socio – assistenziale);
  • sostegno economico per situazioni di difficoltà, anche temporanee;
  • lavoro generico;
  • alloggio, anche di fortuna;
  • beni materiali (vestiario, mobili…)
  • sussidi economici;
  • segnalazione casi poco conosciuti (anziani soli, gravi situazioni di disagio, handicap, violenza, ecc…);
  • richieste di assistenza generica, burocratica, consigli, ecc…

Nel 2004, si costituisce lo Sportello Migranti del Veneto Orientale che si fa carico della gestione delle numerose problematiche legate ai cittadini extracomunitari, prima seguite direttamente dal Centro di Ascolto Caritas.
Sgravato in gran parte da tale impegnativo settore di attività, il Centro di Ascolto da allora ha orientato maggiormente le proprie energie all’ascolto del territorio e delle diverse povertà presenti e spesso nascoste o taciute ed alla sensibilizzazione della comunità cristiana ad una carità vissuta concretamente ed in maniera vigile.

Su quest’ultimo fronte le attività proposte in questi anni sono state soprattutto indirizzate al lancio di alcuni appelli in Chiesa, legati a casi particolari, e le iniziative:
– “Donati del Tempo”, finalizzata a creare una Banca del Tempo e delle Competenze , alla quale le persone offrono il loro tempo oppure la loro professionalità (per esempio: dipintore, elettricista, caldaista, idraulico, meccanico, insegnante, infermiere, medico, ecc.)  a favore di chi ha bisogno;
– “Mettiti in ascolto”, con lo scopo di coinvolgere la popolazione a conoscenza di situazioni di bisogno invitandola a contattare il Centro di Ascolto e segnalare il caso.