“Caritas in veritate” a quarant’anni dalla Populorum Progressio

Caritas-in-veritate“Pubblicando nel 1967 l’Encilica Populorum progressio, il mio venerato predecessore Paolo VI ha illuminato il grande tema dello sviluppo dei popoli con lo splendore della verità e con la luce soave della carità di Cristo.
Egli ha affermato che l’annuncio di Cristo è il primo e principale fattore di sviluppo e ci ha lasciato la consegna di camminare sulla strada dello sviluppo con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra intelligenza, vale a dire con l’ardore della carità e la sapienza della verità. È la verità originaria dell’amore di Dio, grazia a noi donata, che apre la nostra vita al dono e rende possibile sperare in uno « sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini », in un passaggio « da condizioni meno umane a condizioni più umane », ottenuto vincendo le difficoltà che inevitabilmente si incontrano lungo il cammino.
A quarant’anni dalla pubblicazione dell’Enciclica, intendo rendere omaggio e tributare onore alla memoria del grande Pontefice Paolo VI, riprendendo i suoi insegnamenti sullo sviluppo umano integrale e collocandomi nel percorso da essi tracciato, per attualizzarli nell’ora presente. Questo processo di attualizzazione iniziò con l’enc. Sollicitudo rei socialis, con cui il Servo di Dio Giovanni Paolo II volle commemorare l’enciclica in occasione del ventennale della sua pubblicazione. Fino ad allora, una simile commemorazione era stata riservata solo alla Rerum Novarum. Passati altri vent’anni, esprimo la mia convinzione che la Populorum Progressio merita di essere considerata come «la Rerum Novarum dell’epoca contemporanea», che illumina il cammino dell’umanità in via di unificazione.” (Caritas in Veritate n.8)