Catechesi degli adulti: Dio c‘entra qualcosa con l‘educazione dei miei figli?

Incontro di mercoledì 20 febbraio 2008

Dio c’entra qualcosa con l’educazione dei miei figli? (prof. Loreno Miotto)

1. L’educare…….

Definizione del termine attraverso alcune parole chiave:
RELAZIONE, RECIPROCITA’, INTENZIONALITÀ’, TENSIONE;
incontrare la REALTA’ che mi circonda, una realtà fatta di
COSE OGGETTI, PERSONE, EVENTI, FATTI, MEMORIE, LINGUAGGI, DATI:
è il mio mondo, il mio quotidiano.

2. I protagonisti dell’educare ….

Genitori e figli con il loro carico di:
– aspettative
– bisogni
– conoscenze
– ansie
– conflitti

Agenzie educative formali (scuola, parrocchia, sport …) e informali (mass media, tv)

Il contesto storico – sociale odierno

3. Lo spazio del “religioso” nell’educazione:

a) una completa educazione alla persona non può non valorizzare la dimensione religiosa. Essa nasce dal profondo desiderio di rispondere ai grandi interrogativi sul SENSO DELLA VITA (i grandi “perché”);

b) il confronto con la Realtà non può eludere l’aspetto spirituale, religioso che costituisce una particolare visione/originale della vita; leggere la realtà senza questa particolare prospettiva significa averne una visione parziale.

c) E il confronto con la REALTA’ che mi rimanda a DIO. Un’autentica educazione religiosa diventa un itinerario – esplorativa della presenza/traccia di DIO NELLA STORIA; una presenza che mi “avvolge e mi coinvolge” che lascia il suo segno;

d) Un’educazione religiosa che diventa anche educazione alla fede! un prendere consapevolezza (=scoperta) di un Dio che è PADRE, capace di relazione con ogni uomo. Un Dio che mi incontra personalmente, in “questo momento” particolare della mia vita, che si relazione can “questa storia”;

e) Educare è “fare esperienza” (non è nozionismo), vivere un “incontro” con un Tu Particolare, un Dio che si fa Uomo, un DIO CHE SALVA.

4. Educare alla fede …….

Educare alla fede significa impegnarsi in un percorso di conoscenza, esperienza di chi mi chiama a prendere in mano la propria vita: è un lasciarsi incontrare da Colui che si fa avanti “per primo”.
Vivendo alcuni atteggiamenti:

I ‘esperienza dell ‘ATTESA
l’esperienza dello STUPORE e della MERAVIGLIA
Richiede dei RITI
Richiede SCELTE
Richiede PAROLE – RACCONTO
Richiede COMUNIONE, CONDIVISIONE
Apre alla SPERANZA

5. Punti irrinunciabili per educare alla fede in famiglia…

a) riconoscere che la fede che oggi abbiamo è un dono ricevuto da altri, fa parte di una consegna,
b) È una fede che ha bisogno di SEGNI EVIDENTI nella mia CASA
c) Essere accanto al percorso di iniziazione cristiana dei propri figli.
d) Capace di riprendere e riproporre quei contenuti della fede nel contesto di famiglia.
e) Suscitare la meraviglia di una fede liberante!
f) È importante dare spazio alla preghiera in famiglia
g) Riconoscere ed apprezzare l’essere nella Parrocchia
h) Vivere la gratuità
i) Accompagnare i percorsi della vita

Per l’attività di gruppo

“Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato non 1 terremo nascosto ai loro figli: diremo alle generazioni future le lodi del Signore la sua potenza e le sue meraviglie che egli ha compiuto” (Salmo 78, 3-4)

Troviamo in questo salmo l’importanza dell’educazione alla fede. Emergono alcun verbi: ascoltare – conoscere – raccontare – dire. Così anche il contenuto di queste fede: le lodi, la potenza e la meraviglia di un Dio Signore della Vita.

1. come genitori cristiani cosa significa oggi “trasmettere la fede” ai nostri figli?

2. nella vita di famiglia come educhiamo i nostri figli al senso del bello, de vero, della meraviglia, della gratuità?

3. Se la fede è anche testimonianza di vita, concretamente, quali possono essere i gesti e le azioni che possiamo come genitori mettere in pratica per aiutare i nostri figli ad riconoscere Dio come Signore della Vita?