C’eravamo anche noi alla convocazione diocesana del 6 giugno.

Alcune esperienze:

La mia speranza è di far parte delle persone che ASCOLTANO, quindi ho accolto con entusiasmo l’invito del mio parroco: sono andata a Monigo all’incontro diocesano voluto dal vescovo. Le sorprese sono state tante. Lo stadio mi si è subito presentato un posto congeniale, pronto ad accogliere l’intera celebrazione. I simboli, i fiori, i canti erano stati preparati con cura e tutto aumentava il mio stupore. L’esortazione del vescovo è stata chiara, precisa, quasi scandita. Le sue parole ci hanno esortato all’invocazione dello spirito santo e quindi ho sentito più familiare questa misteriosa presenza. E’ stato un pomeriggio intenso e che non dimenticherò.
Elisabetta
n.d.r. maria

Ad una settimana dalla Pentecoste il Vescovo ci ha convocato per una nuova esperienza di Chiesa, questa volta a livello diocesano. Entrando allo Stadio del Rugby di Monigo, ci ha colpito l’alto numero di persone che, come noi, aveva accolto il suo invito. La sensazione di smarrimento rispetto alla diversità di esperienze, di realtà, nonché di età, è subito scomparsa all’inizio della celebrazione, era infatti lampante come ognuno di noi, con la propria storia e la propria fede, fosse lì per Gesù.

Dopo l’invocazione allo Spirito e l’ascolto della Parola di Dio, il Vescovo ci ha invitato a camminare nella carità, consegnandoci l’esortazione pastorale: una nuova lettera, indirizzata a tutti i cristiani, che ci ha raccomandato di leggere e di meditare sia a livello personale che comunitario, dandoci appuntamento alla prossima “esperienza di Chiesa”.
Francesca e Filippo

 

E’ stato per noi un evento di una intensità rara , cercato e vissuto.
L’ascolto della Parola di Dio, in una cornice di gioia comunitaria, ha lasciato nei nostri cuori un fuoco, un dono prezioso che certamente produrrà frutti.
Ringraziamo il Signore per averci donato un vescovo coraggioso e audace, che sa trovare parole di fede semplici, vere ed efficaci.
Mario e Gabriella Loiola

La convocazione del 6 giugno è stata per me un’autentica novità. Io non avevo mai assistito ad un evento come quello e la mia prima impressione è stata di rivivere in chiave moderna un grande evento biblico.
Al di là delle bella coreografia mi è parso molto utile dare visibilità della nostra appartenenza alla Chiesa a tutti i livelli.
Il vedersi in molti ed il sentirsi uniti incoraggia ognuno di noi a continuare nei suoi impegni e a dare più esplicita testimonianza affinchè la pratica religiosa non rimanga relegata solo a livello personale.
Adesso, spenti i riflettori, spetta ad ognuno di noi con calma riflettere e pregare e cercare di capire quale contributo potrà e dovrà dare – questo messaggio mi è arrivato molto chiaro – ognuno di noi è CHIESA
Franca Roma

Con particolare gioia posso dire:”C’ero anch’io”! Ho partecipato alla Convocazione diocesana a Treviso, con una marea di persone.
Davanti ai miei occhi ho ancora la visione della commovente processione delle croci che significavano le parrocchie della diocesi e del gruppo consistente di persone con un mazzo di fiori, che rappresentavano le varie associazioni, movimenti e altre realtà ecclesiali.
Quando si è iniziato a far silenzio, a dare spazio ai canti e alle preghiere, un nodo grande alla gola, di commozione, mi ha impedito di unirmi al coro.
Forte e percepibile è stata la presenza dello Spirito Santo, con determinazione invocata dal Vescovo e da tutta l’Assemblea.
Quasi per caso mi sono trovata con altri sandonatesi nella postazione più alta, a prima vista più lontana dal palco e dai tre “punti” focali celebrativi. Ho avuto la sensazione di trovarmi sulla cima di un monte e di contemplare lo stupendo panorama della valle. Una risonanza interiore indescrivibile che difficilmente scorderò.
Il soffio vitale dello Spirito era quasi visibile e palpabile in quelle tre ore di preghiera corale diocesana.
Era una “boccata d’aria” salutare, di fede, di certezza che il Signore opera nella sua Chiesa ed è presente in ogni attimo di storia. Il pessimismo, sovente catastrofico, che aleggia nella nostra società, pare si sia ben infiltrato anche nelle nostre comunità cristiane. Il Vescovo ci ha invitato ad avere speranza, ad essere portatori e testimoni del Signore risorto presente in noi ed attorno a noi, a lasciarci trasformare da Lui.
Solo vivendo la CARITA’, ha più volte sottolineato Vescovo, si potrà vivere come le prime comunità cristiane, forti nella fede, alimentate dall’Eucarestia e dalla Parola che condividevano insieme ai loro beni.
Sr. Rita

 

L’incontro di Treviso…
è stata la splendida conclusione (e ogni termine è anche un inizio) di un cammino di Chiesa coraggioso, all’insegna della fede nella presenza e nell’aiuto del Signore e della speranza (in spe contra spem) che comunque l’amore porta frutto.
Bella la coreografia, in una giornata di sole, caldo, mitigato da folate di aria fresca; imponente la messa in scena. Ma al cuore di tutto, il coraggio, la volontà imperterrita del nostro Vescovo di richiamarci con forza, la forza della fede, alla centralità di Gesù Eucaristia.
Adoratori, quindi Missionari. In ginocchio, quindi attivi per le vie del mondo a parlare il linguaggio della carità comprensibile da tutti e a esibire le ragioni della speranza cristiana: Cristo Risorto, con i segni della Passione, le piaghe che connotano l’era che stiamo vivendo, ma segni gloriosi perchè c’è salvezza e salvezza per tutti, se la si voglia veramente.
Grazie nostro Vescovo, Padre e Pastore nostro.
Madre Elide

 

Il Vescovo di Treviso Andrea Bruno Mazzocato ha invitato i suoi diocesani allo stadio di Rugby di Monigo (TV), per una convocazione intitolata “Camminate nella carità come Cristo ci ha amato” sabato 6 Giugno nel pomeriggio. Anche una cinquantina di nostri parrocchiani ha accolto l’invito ed è partita in pullman da San Donà assieme a don Gino.
Il Vescovo, seguito dai diaconi e da una lunga fila di rappresentanti dei fedeli con i loro fiori e il luccichio delle croci astili, veniva accolto da applausi ai quali rispondeva salutando con la mano, mentre tutta l’assemblea esprimeva gioia e riconoscenza per il dono di essere Chiesa con il canto “Chiesa del Risorto” guidati dalla voce di due soprano. In seguito invitava ad invocare lo Spirito Santo con un altro canto mentre quattro giovani accendevano il fuoco nel braciere, posto al centro del campo. Dopo le letture, durante l’omelia, il Vescovo ha spiegato a tutti i fedeli presenti lo scopo di questa convocazione: “pregare il Padre in tutti e con una sola voce e un solo cuore per chiedere la grazia di accogliere il comando di Gesù di amarci gli uni e gli altri come Lui ci ha amato e chiedere la Carità che viene dal Padre. L’intenzione era quella di chiedere al Padre di rinnovare i prodigi della Pentecoste in tutta la nostra Chiesa diocesana, perché attraverso l’effusione dello Spirito Santo ci insegni la lingua universale della Carità per diventare tutti missionari. Poiché infatti, dobbiamo confessare che, anche se lo Spirito Santo agisce in noi dal battesimo, ancora balbettiamo a fatica la lingua della Carità che Gesù cerca di insegnarci, soprattutto nelle nostre scelte e comportamenti perché i nostri cuori sono intiepiditi dentro una società che pensa di poter arrangiarsi da sola senza Dio Padre, senza Gesù Salvatore e senza la potenza dello Spirito Santo”. A questo proposito il Vescovo ha annunciato che alla fine sarebbe stata consegnata ad ognuno una Esortazione sottoforma di libretto affinché nei prossimi mesi ciascuno possa riflettere attentamente sul come riuscire a tornare alla Carità di Cristo attraverso tre vie: della liturgia, dell’educazione e delle comunità cristiane, lasciandosi condurre dalla figura di Maria Madre di Gesù e nostra.
Dopo l’omelia il Vescovo ha invitato i fedeli ad una confessione comunitaria. Questo è stato il momento più toccante di tutta la cerimonia, poiché rivolti tutti verso un grande crocifisso, in silenzio totale, abbiamo scavato dentro di noi per poter chiedere perdono della nostra tiepidezza e lasciarci raggiungere dall’Amore del Padre. In un’atmosfera solenne abbiamo rinnovato le promesse battesimali mentre il Vescovo e i vicari foranei, dopo aver benedetto l’acqua passavano in mezzo all’assemblea per l’aspersione. Quindi il Vescovo ha consegnato simbolicamente l’Esortazione Pastorale ad alcuni rappresentanti e ha invitato il dottor Mario Giobba ad illustrare l’iniziativa per la costruzione del centro di salute “Tongo Etani” a Bondo, nella Repubblica Democratica del Congo, mentre i giovani Scout passavano con delle scatole a raccogliere le offerte che sono poi state sistemate tutte attorno al braciere. Al termine della celebrazione il Vescovo ha impartito la benedizione con l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che, animati da sincero pentimento confessati e comunicati, hanno partecipato con fede a questa celebrazione e l’ha estesa anche a quelli che non sono potuti venire.
Francesca Panizzo

 

E’ proprio vero : “dove sono due o più riuniti nel mio nome, li sono io in mezzo loro..” (Matteo 18,20).
Questo è quello che si avvertiva nella giornata della convocazione diocesana a Monigo (TV) su invito del nostro Vescovo Mons. Bruno Mazzocato. Nonostante un cielo poco rassicurante c’era la voglia di entrare al più presto nello stadio con la speranza di poter incontrare qualche amico di altre parrocchie, qualche sacerdote che ci ha “abbandonato”…. abbiamo infatti visto don Edy, don Maurizio …..
Durante la celebrazione, accompagnata da canti di invocazione allo Spirito, il nostro Vescovo è riuscito, con l’ascolto della Parola di Dio, a creare le condizioni favorevoli per ottenere dal Padre l’effusione dello Spirito Santo: è questo che si avvertiva e viveva.
L’incontro ha permesso di ritrovarsi in tanti e di ricevere incoraggiamento e speranza per continuare l’impegno nella vita di fede e nella testimonianza del Vangelo.
E’ stato emozionante quando il Vescovo ci ha invitati a rinnovare l’alleanza con Dio riconoscendo le nostre colpe rivolti verso il grande crocifisso posto sul palco, abbiamo invocato il perdono per i nostri peccati, confermando le promesse battesimali e siamo stati purificati col rito dell’aspersione.
Mentre l’incenso ardeva nel braciere al centro dello stadio, abbiamo invocato lo Spirito Santo affinché aprisse il nostro cuore all’Amore trinitario, e il Vescovo ha presentato brevemente l’Esortazione pastorale: “Camminate nella carità come Cristo ci ha amato”.
Alla fine dell’incontro, sotto un cielo quasi completamente rasserenato, abbiamo lasciato lo stadio portando con noi l’Esortazione pastorale, consegnataci all’uscita, con l’impegno di rendere testimonianza della straordinaria esperienza che il Signore ci ha donato in quel pomeriggio.
Domenico Rizzo