Dal campo famiglie giovani a Valle di Cadore 2011

Villa LetiziaA Villa Letizia fra il 13 e il 20 agosto 2011, si sono riunite 14 famiglie che hanno dato vita ad una originale “vacanza alternativa”: un tempo da trascorrere con i propri familiari, lontano dai ritmi frenetici imposti dal lavoro, e dedicata invece al relax e alla distensione; un tempo di assenza dalle preoccupazioni ordinarie, per riflettere su alcuni aspetti della propria fede ed approfondirne i contenuti in un contesto di condivisione e amicizia. Tema di quest’anno è stato: “Chi è il mio prossimo”. Numerosi spunti di riflessione sono stati offerti da Don Gino Perin, con considerazioni che hanno sollecitato una discussione franca e aperta.

Un’occasione preziosa per ripensare il quotidiano alla luce del Vangelo, sgombrando il campo da pregiudizi e luoghi comuni rispetto a temi importanti quali i valori della vita. Il tutto in un clima da partecipazione allegra e tanto tanto divertimento, immersi in uno scenario di grande bellezza paesaggistica e naturale. Diversi i motivi per essere contenti di avere vissuto e condiviso l’esperienza.

Nicoletta


Tutti ci siamo ritrovati concordi nel riconoscere e accogliere Cristo persona viva,centro della nostra vita,unico modello di riferimento per amare per gli altri (vicini o lontani). Dall’esperienza del Suo amore primo e gratuito per noi nasce la possibilità di amare Dio, noi stessi e il prossimo ed è proprio nell’amore che si ricapitolano tutti i comandamenti: “Maestro qual è il più grande comandamento della legge? Gli rispose: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente… E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22, 36-39). Attualmente la “società” ci offre un modello di vita e di amore centripeto in cui tutto ruota attorno a noi stessi (l’io centro del mondo) e gli altri sono a nostro uso e consumo; il modello cristiano pone al centro Dio (una D di differenza può sembrare poca cosa!) gli altri non sono più “a nostro servizio” ma fratelli verso cui è diretto il nostro amore: un amore che come quello trinitario è centrifugo.

Roberta


Una domanda che attualmente risulta ancora provocatoria, a patto di non rispondere in modo retorico o “scolastico” è la seguente “Chi è il mio prossimo?” E’ sempre difficile farsi interpellare in modo esistenziale dal Vangelo.

La Parola ci invita spesso a prendere posizione verso i più deboli:

prossimo vicino (coniuge, figli,anziani, disabili, malati… in famiglia) o lontano (paziente, studente, persone di cui prendersi cura), tutti coloro nei quali si possa vedere il volto di Cristo. “Avevo fame mi hai dato da mangiare, avevo sete mi hai dissetato… Ho bussato e mi hai aperto”.

Solo un senso di autentica carità verso coloro per i quali Cristo ha dato al propria vita ci può sostenere in un atteggiamento di tensione che ci porti a vivere l’amore di Cristo, andando al di là delle apparenze, perché consapevoli che il Signore è morto per tutti, anche per coloro che ci creano resistenze e fatiche.

Il Signore ci chiede innanzitutto di amare, S. Paolo stesso nelle lettere alle varie comunità afferma che il comandamento più grande, in cui si ricapitolano tutti gli altri, dice: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”; l’unica vera regola dell’amore di Cristo.

Mariangela