Don Ferruccio Frara

Il 14 agosto 2001, vigilia della Madonna Assunta, don Ferruccio Frara, ha reso l’anima a Dio, concludendo, dopo alcuni anni di grave malattia, una vita terrena tutta spesa nel servizio del vangelo presso gli emigranti italiani in Germania. I funerali furono celebrati in Duomo, presieduti dal Vescovo emerito mons. Mistrorigo, in sostituzione del vescovo Magnani allora impedito, e con la partecipazione di numerosi sacerdoti, alcuni anche venuti da Roma e dalla Germania. La figura di don Ferruccio è bene tratteggiata in alcuni brani di due lettere che di recente il suo vescovo tedesco, mons. Giuseppe Voss, ha inviato: una in occasione del suo settantacinquesimo anno di età e l’altra in occasione della morte.

“Di questi 75 anni, sei stato per quasi quaranta sacerdote nella diocesi di Munster: dal 1962 missionario per gli italiani nella nostra diocesi. Hai condiviso con gli emigrati della prima generazione gioie e dolori, hai condiviso con loro le dure condizioni di vita. Per questo sei stato un convincente apostolo del Vangelo.
Nel 1967 hai assunto la direzione della Missione del Basso Reno.
Dal 1997 sei parroco emerito con il desiderio di fare di questi anni ciò che più ti dà gioia, in particolare aver più tempo per i tuoi parenti, per la tua famiglia, per gli amici e conoscenti della tua patria.
Per i sacerdoti del Basso Reno sei sempre stato un caro e disponibile confratello. Ti sono grato per il tuo modo di fare e di essere fraterno che ho personalmente sperimentato. In questo rimango unito a te… Ti auguro che dalla fede che hai annunciato a molte persone, possa nascere per te anche la forza per il periodo della malattia.”
“A nome della diocesi di Munster ringrazio don Frara, così lo abbiamo chiamato sempre, del suo servizio sacerdotale convincente. Tra noi tutti era un confratello bene stimato. Era membro del consiglio presbiterale e del consiglio pastorale della diocesi.
Sono molto contento di aver accompagnato don Frara sul cammino della sofferenza. Don Frara ha partecipato alla croce del nostro Signore. Questa è una benedizione, la vera benedizione per noi tutti.
Il 27 luglio gli ho fatto visita in San Donà di Piave: ho celebrato il santo olio degli infermi. Non dimenticherò le sue parole: “ho vissuto anni di buona salute; adesso c’è il tempo della sofferenza. Ma è vero: la vita è bella”. Questa è una parola vissuta dalla fede.”