Don Luigi Barbiero

Testamento spirituale di d. Luigi Barbiero

Un grazie pieno di riconoscenza spero e voglio che sia l’ultima parola, quando venga il mio Signore a chiudermi gli occhi per partire da questo lungo pellegrinaggio verso la casa definitiva.
Ringrazio il Buon Dio che mi ha creato e mi ha inserito nel mistero della sua vita divina. Lo ringrazio perché nella vita ho sperimentato la sua presenza di Padre buono e misericordioso. Mi ha sempre aiutato e mi ha aperto strade impensate per il bene mio e degli altri. Mi ha regalato la vita in una famiglia buona e generosa, dove ho respirato l’aria cristiana di santità accanto ai miei cari genitori.
Mi ha chiamato alla vita sacerdotale, senza nessun merito da parte mia. Ho cercato di viverla con carità pastorale nel caro paese del Cile e , nell’ultimo tempo nella amata Italia.
Il Buon Dio mi ha sostenuto con infinito amore nel mio cammino di pastore. Ho sperimentato con stupore la sua presenza sempre vicina, sempre opportuna, sempre propositiva, sempre lungimirante. Per questo ho avuto la fortuna di vivere la mia missione con molta allegria. Questa grazia straordinaria è giunta a me per la testimonianza di grandi pastori: don Manuel Larrain e don Carlos Gonzalez.
Gesù buon pastore per mezzo di loro mi ha permesso di sperimentare la chiesa rinnovata dallo Spirito Santo nel Concilio Vaticano II. Solo chiedo al Divino Pastore che mi aiuti il carisma della carità pastorale con radicalità evangelica fino all’incontro filiale con lui.
Ugualmente con umiltà debbo domandare perdono al Padre Buono per tutti i miei peccati che per fragilità e responsabilità personale e per poca preghiera vigilante ho commesso. Sento una profonda pena di non essere stato sempre fedele al Buon Dio. Certamente le mie mancanze hanno recato danno a tanti fratelli e sorelle. Chiedo a Te Gesù, mio Redentore, con molta fiducia che ripari il male fatto. Tu sempre hai camminato con me, mi hai illuminato per portare il tuo messaggio di salvezza a tante persone, sana tutte quelle che per colpa mia hanno sofferto.
Voglio esprimere anche il mio credo, perché tu hai affermato che chiunque creda in te lo risusciterai.
Credo nella Paternità misericordiosa di Dio verso tutti gli uomini, credenti e non credenti.
Credo nell’abbagliante mistero della sua incarnazione per mezzo di Maria, Madre buona. Lui ci ha mostrato il volto del Dio vero.
Credo nel mistero della croce. E’ stata la fonte purificante della mia vita di sacerdote. Nella sofferenza, mio amico Gesù ti ho sentito piangere con me, supplicare con me, offrire tutto con me. Credo nella Chiesa Madre e Maestra dell’umanità e per tanto nella certezza che sarà la gran famiglia del Signore. Credo nella riconciliazione e nel perdono dei peccati.
credo nello Spirito Santo presente nel cuore del mondo per santificarlo, presente in tutti gli uomini con i suoi doni. Credo che sono stato consacrato da lui per annunziare il Vangelo ai fratelli e per offrire i misteri della salvezza.
Finalmente credo e spero di incontrarmi dopo la mia morte con Cristo vincitore della morte e del peccato, con il Buon Dio Padre e con lo Spirito Santo ed assieme a tutti i fratelli e le sorelle del mondo.
In questa fede voglio vivere, per questa fede voglio lottare e con questa fede voglio addormentarmi nell’attesa del risveglio assicurato dal Salvatore del mondo.
Testamento sulle cose che lascio. Tutto quello che è stato in mio possesso, non mi appartiene. E’ di Dio e solamente di Dio. E questo buon Dio ha scelto quelli che non hanno niente, i poveri. Per tanto la mia volontà è che tutto quello che rimanga di beni materiali sia destinato ai poveri del Cile.

San Donà 6 settembre 2003.