Don Tranquillo Barosco

don Tranquillo BaroscoNel mezzo del cammin…
In occasione del mio venticinquesimo di sacerdozio, che festeggeremo in Duomo il 19 aprile prossimo, domenica in Albis, giornata della misericordia, il nostro parroco, don Gino, mi ha gentilmente invitato a tracciare un breve profilo della mia vita di sacerdote santonatese.
Sono infatti proprio originario di San Donà, che al tempo, una cinquantina di anni fa, era un’unica parrocchia, guidata egregiamente dal carismatico monsignor Luigi Saretta, coadiuvato da una schiera di ferventi cappellani e da laici zelanti, come l’indimenticabile signorina Brollo, abile maestra di catechismo di generazioni di santonatesi.

Ho frequentato l’oratorio dei tempi del mitico don Nicola, percorrendo comunque in parrocchia le tappe dell’iniziazione cristiana. Con diversi altri sandonatesi ho studiato nell’aspirantato salesiano di Castello di Godego (TV) e poi all’Astori di Mogliano Veneto, dove mi trovo tuttora. grande influenza su di noi ha avuto a quei tempi il compianto monsignor Angelo Dal Bo.
Ricordo che ci seguiva amorevolmente e puntualmente, come tutti i ragazzi che manifestassero la vocazione, fossero in seminario o in qualche aspirantato di religiosi. D’estate per esempio, quando si era in famiglia, ci teneva che ci facessimo vivi in canonica: c’era un’agenda apposita in cui si firmava la presenza giornaliera; ci chiamava, ci parlava, si informava… e c’era l’immancabile gita-pellegrinaggio. Entusiasta di don Bosco, sono diventato salesiano sull’esempio di mio zio, don Luigi, e di tanti salesiani passati per l’oratorio.
Ho voluto seguire il Signore Gesù nella sua predilezione per i giovani, secondo lo stile gioioso di don Bosco. All’inizio sognavo di vivere il mio apostolato negli oratori, di essere un altro don Nicola, invece il Signore, attraverso i superiori, mi ha chiamato ad operare nelle scuole, a Pordenone, a Tolmezzo e a Mogliano. Degli anni di formazione non posso dimenticare la vicinanza di don Bruno Gumiero, che ringrazio, sempre accogliente e interessato alle mie vicende, pronto a ricordarmi la dimensione pastorale, a fronte degli studi e della cultura. Come non posso dimenticare, fra i formatori salesiani, don Alois Kothgasser, attuale arcivescovo di Salisburgo, rettore della nostra Università di Benediktbeuern (Germania), esperto teologo e profondo padre spirituale, con cui mi sono anche laureato.
Ringrazio la mia famiglia, in particolare mio padre Antonio, i confratelli, don Gino e tutti voi, sicuro di poter contare sulle vostre preghiere e sulla vostra amicizia, per il prosieguo della mia vita salesiana animata dallo Spirito.
Il Signore faccia sorgere ancora dalla nostra comunità parrocchiale vocazioni per la Chiesa sua Sposa.

Don Tranquillo Barosco