Donne nella Bibbia – campo famiglie parrocchiale

Campo famiglie parrocchiale 2012Sono veloci le donne positive descritte dalla Bibbia. Si svegliano di buon mattino e si occupano della casa dei figli, cucinano; dedicano la loro giornata alla cura degli animali domestici, seminano, raccolgono i frutti della terra, non mancano di tessere e cucire. La donna forte descritta nel libro dei Proverbi si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani, si alza quando è ancora notte, distribuisce il cibo alla sua famiglia, pianta la vigna e le fa fare frutti. “Non teme la neve per la sua famiglia perché tutti i suoi familiari hanno doppio vestito”.
Proprio perché è veloce e prudente i suoi familiari sono al sicuro e Lei sa trovarsi al posto giusto nel momento opportuno.
Rendono possibile la vita: non solo perché la generano ma anche perché si curano di chi è vivo e rendono più dolce l’esistenza di chi le circonda. Alle loro parole buone e gentili è affidata la serenità della famiglia “Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà”, si legge ancora nel libro dei Proverbi 31, 10-31).
Non si occupano affatto della vita pubblica dalla quale sono totalmente escluse per questo hanno ruoli marginali e la protagoniste femminili sono numericamente inferiori rispetto a quelle maschili nelle Sacre Scritture.
Conducendoci con maestria fra il Vecchio e il Nuovo Testamento, tuttavia, la biblista Roberta ci ha presentato alcune di queste protagoniste. Queste eroine positive, dal loro ruolo marginale cui la società le relega, sanno “ridisegnare” le sorti della storia, grazie alla loro intuizione, al coraggio, alla prudenza e alla decisione con cui agiscono. Così accade che Abigail contraddicendo completamente gli ordini del suo stolto marito Nabal, sceglie di aiutare Davide di cui intuisce il valore. Si adopera con tutta la sua intelligenza e scavalcando Nabal, parla con Davide gli chiede scusa per la stupidità con cui ha agito suo marito, e procura con abbondanza e dovizia le provviste che Davide ha chiesto. Abigail agisce con tempismo mentre Nabal scioccamente trascorre il suo tempo bevendo e mangiando.
Sono sempre due donne a cambiare totalmente il corso degli eventi decisi dagli uomini: è una donna ad affidare Mosè, bambino ebreo destinato a morte certa, alle acque del fiume, ed è ancora la pietà di una donna egizia a raccogliere quella piccola creatura indifesa e senza nome, a nutrirla e farla crescere addirittura alla corte del Faraone.
Infine nel Nuovo Testamento appare ancora più significativo e decisivo questo aspetto della presenza femminile.
Pensiamo alle donne che Gesù incontra: sono già state condannate dalla società al loro ruolo di peccatrici, di povere, di inutili. Tuttavia contraddicendo i rigidi divieti, che gli uomini hanno decretato, queste donne si presentano con coraggio a Gesù che puntualmente getta una luce nuova per interpretare i fatti.
Del resto, come si ricorda spesso, Gesù risorto si presenta per primo alle donne, sono loro le prime ad annunciare questa straordinaria notizia.
Infine la Storia della Salvezza e della Redenzione degli uomini è affidata al sì di una donna semplice e straordinaria che diviene Madre di Gesù.
Al di là delle certezze maschili quindi non vi sono motivi per cui le donne debbano essere per qualche motivo “divino” ritenute in alcun modo inferiori agli uomini di cui condividono invece il valore la dignità e le debolezze.
Nella storia più recente le donne hanno dimostrato di essere in grado di studiare, di occuparsi della vita pubblica, di occupare dei ruoli di responsabilità, anche se raramente nevralgici, in ogni settore, con abilità pari o superiore a quella dei colleghi maschi. Forse guardando alle Scritture, tuttavia la donna non ha il compito di fare esattamente quello che fanno gli uomini. Ora che ha dimostrato di saperlo e poterlo fare sarebbe importante che ripensasse al suo ruolo di protagonista e di depositaria di intuizioni diverse da quelle maschili, scardinando un po’ i punti fermi di una società che è fondamentalmente ancora maschile. Magari provando a ridisegnarne i tempi e i ritmi, umanizzandoli e facendoli divenire molto più attenti e rispettosi delle persone, e che rendano più facilmente possibile prendersi cura dei piccoli e degli anziani. Attualmente una vera utopia. Tuttavia, la storia lo dimostra, a volte le cose possono cambiare.
Nicoletta