Educare è una missione urgente!

“Ogni componenete della parrocchia ha una missione indispensabile: riannunciare che siamo fatti per stare insieme nella pace, valorizzando la pluralità e le diversità; riaffermare che anche i poveri, gli stranieri, i piccoli, i dimenticati vanno rispettati nella loro nascosta grandissima dignità di figli nel Figlio.”

Quando uno viene alla luce in questo mondo, entra in un processo di crescita e di sviluppo e della sua esistenza molto complesso, dagli esiti sempre incerti. Ogni genitore sa che la generazione non si conclude con la nascita del figli, ma continua con l’impegno dell’educazione, nei suoi vari aspetti, fisici, psicologici, intellettuali, morali, sociali e religiosi.

L’educazione è un’attività permanente.
Un tempo si riteneva che educare fosse un compito limitato all’età evolutiva e che quindi cessava con l’arrivo dell’età adulta. Oggi invece, in un mondo e in una cultura che continuamente si trasforma ed evolve, si può dire che il tempo dell’educazione non è mai finito, ci accompagna tutta la vita, diventando a un certo punto autoformazione e formazione permanente. Il processo educativo infatti costituisce la nostra avventura umana più importante, perché contribuisce a plasmare e continuamente ritoccare la nostra personalità, rendendola capace di navigare con successo in mezzo alle opportunità e alle sconfitte della vita.

Dio, Creatore e grande Educatore.

In questo complesso intreccio di influenze positive e negative, si inserisce anche l’azione educativa del nostro Dio, Padre e Signore, che con “parole e avvenimenti” ci guida al traguardo finale della nostra esistenza terrena, ancorandoci alla sponda dell’eterno. La Bibbia documenta abbondantemente questo paterno e paziente accompagnamento di Dio rivolto al suo popolo, scelto non per godere di privilegi ma per diventare strumento di luce e salvezza per tutta l’umanità. Con la venuta di Gesù, il Figlio fatto uomo (= mistero del Natale), e con l‘azione della sua comunità credente che è la Chiesa, a tutti i popoli viene data possibilità di venire a contatto con il mistero pasquale di Cristo, nel modo che Dio solo conosce (cfr. G.S. n. 22), per “rendere giusto ogni uomo” e portarlo a partecipare alla gloria di Dio, cioè alla pienezza della sua vita felice.

 La chiesa nata per generare ed educare.

Gran parte dei popoli della terra sono ancora nel tempo della pedagogia preparatoria al grande in-contro. Secondo il Concilio Vaticano II, le religioni storiche e tradizionali fungono da piste di ricerca, da istituzioni che “non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini” (Nostra Aetate, n. 2) e così possono diventare una via pedagogica al vangelo. La Chiesa di Cristo, fin dal suo nascere, ha ricevuto la grande missione di generare alla fede con la Parola e il Battesimo e conseguentemente di educare le persone, le famiglie, i popoli. Missione svolta con fedeltà in tutti i territori nei quali si è piantata, con risultati variabili a seconda delle epoche e delle circostanze, ma sempre riportata ad alto livello dalla testimonianza dei santi e dei martiri. Anche oggi con il suo insegnamento e la sua opera, e con il fedele ripetersi delle sue grandi feste, la chiesa nelle sue varie espressioni comunitarie e istituzionali, continua a svolgere la sua missione di grande educatrice, al fine di rendere possibile a tutti di riprodurre in sé l’immagine di Cristo.

La parrocchia, comunità educante.
In questo periodo la nostra comunità cristiana parrocchiale celebra la grande festa del Natale, ma lo fa non con intento consumistico o di divertimento, ma con intento profondamente educativo, invitando ogni suo componente a svolgere tale indispensabile missione: riannunciare che il valore della vita è un dono inestimabile sempre, al suo sorgere, quando viene ferita dalla malattia e quando giunge l’ora di restituirla al Creatore; riannunciare che siamo fatti per stare insieme nella pace, valorizzando la pluralità e le diversità; riaffermare che anche i poveri, gli stranieri, i piccoli, i dimenticati vanno rispettati nella loro nascosta grandissima dignità di figli nel Figlio. In questo contesto di pensieri ci porgiamo gli auguri di Buon Natale.

Don Gino