Educatori in grado di “narrarsi”…: Convegno Nazionale Scout sulla Fede

 Convegno Fede 2013 (fonte Agesci.org)

Voi chi dite che io sia?” questa è la domanda che ha fatto riunire a convegno circa 2500 Capi Scout adulti tra Trento, Loreto e Catania nei giorni 15, 16 e 17 novembre; scopo dell’incontro era ragionare sui passi fatti dall’Agesci nell’ambito dell’educazione alla fede, confrontandosi su difficoltà e nuove sfide emergenti.

Ritrovarsi assieme è già stato di per sé una sensazionale esperienza di chiesa: laici, religiosi e sacerdoti che assieme, in modo corresponsabile e complementare fanno del loro meglio per educare. Nulla, al giorno d’oggi, di più trasgressivo e necessario. Adulti che s’impegnano a educare loro stessi prima di educare gli altri. Sia questa, per caso, una strada profetica per cominciare a levarsi di dosso quella crisi culturale, umana e sociale che respiriamo?

Al termine della prima giornata, ultimata la parte relativa alla memoria storica dell’associazione la sensazione è stata quella di essere – per usare le parole di Bernardo di Chartres – «come nani sulle spalle di giganti». Proprio come scriveva il filosofo francese mi è parso di poter vedere lontano, «non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo [stati] sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti».

È stato proprio edificante potersi sentire parte di questa storia: il colpo d’occhio della strada fatta e degli orizzonti che dobbiamo ancora percorrere sono stati davvero un tuffo al cuore, ed è a partire da questa sensazione che è sorta in me un’istanza quasi obbligata: ora tocca a noi camminare lungo questa lunga strada per raggiungere quei luminosi orizzonti, per ora appena intravisti da quelle altezze.(M.)

Nel mezzo di tante parole e stimoli, mi sono trovata nella scarpa un sassolino: spesso ci casco anch’io… grande affanno per proporre un’attività di catechesi stratosferica… poi il fuoco d’artificio dell’emotività si spegne e non resta traccia. Quanto più semplice e bello sarebbe se considerassi che una cosa soltanto mi viene chiesta… raccontare con le mie povere parole il dono dell’Amore che è stato fatto a ME! Non per creare nuovi proseliti di chissà quale fanatismo, ma per affascinare i ragazzi che mi sono stati affidati all’Amore di Dio. Qui e ora.

Certo che non è facile! Certo che è difficile vedere l’Amore di Dio tutti i giorni in tutto ciò che mi circonda! Ma non siamo soli: è stato estremamente significativo vedere così tante persone con-venute nello stesso luogo, e non certo per un motivo ludico o goliardico.

Questa per me è la più chiara conferma che quello che ci spinge è una chiamata… i guai iniziano quando – e nella misura in cui – ce ne dimentichiamo.(I.)

Sono stati tre giorni ricchi e intensi: si è partiti dalla presentazione e ricordo delle tante esperienze già maturate dall’Associazione in questi decenni passati (Progetto Unitario di Catechesi, Sentiero Fede, Campi Bibbia, Narrare l’esperienza di Fede); si è arrivati a quelle che attualmente, in continua evoluzione e sperimentazione, cercano una maggior efficacia educativa. Il tutto mediato dal confronto di gruppo e dal desiderio di vivere la  quotidianità delle nostre Unità.

È doveroso e bello notare, infine, quanto l’associazione stessa, con quest’attenzione alla “narrazione” di sé e della propria fede, sia stata una delle prime agenzie educative della chiesa a percepire in maniera profetica, l’urgenza di una nuova modalità di annuncio e testimonianza della propria fede. E questo da subito e tutt’ora, in piena continuità e sintonia con la chiesa italiana e gli uffici catechistici nazionali.

La radiosa cornice della città di Trento, da ultimo, ci ha fatto respirare benefiche atmosfere “Conciliari” e sentire quanto la chiesa sia in cammino: soprattutto nella varietà e bellezza dei più diversi carismi.

Irene, Mattia, don Matteo