Educazione alla fede di bambini e ragazzi, alcune conclusioni

pericolo-catechismoQuale è la strada da percorrere? Quali le scelte da confermare e quali i nuovi passi da compiere?
Non ci sono risposte definitive e soddisfacenti. Possiamo, semplicemente, raccogliere alcune idee.
Anzitutto ci accorgiamo che la “crisi educativa” segna anche la nostra catechesi, rendendola spesso inefficace in ordine all’evangelizzazione… Seppur popolare la nostra catechesi è segnata da difficoltà complesse e non possiamo illuderci di avere soluzioni facili. Dentro tali difficoltà prendiamo atto, con profonda gratitudine, del continuo forzo di preparazione, verifica, riflessione che le nostre catechiste mettono in atto.
Alcuni elementi su cui continuare l’impegno sono: la verifica dei programmi, l’aggiornamento dei metodi, il rapporto con le famiglie, la formazione delle catechiste…
Al cuore di ogni sforzo educativo, lo ricordava il card. Scola ai sacerdoti, ci deve essere l’obiettivo di mettere gli educandi nella condizione di fare esperienza dei valori cui li si vuole condurre. Non possiamo quindi accontentarci di comunicare una dottrina (aspetto comunque fondamentale), ma dobbiamo cercare sempre meglio le vie per condurre i ragazzi a “fare esperienza” di Gesù e dei valori che il Vangelo ci insegna.

Il nostro Vescovo nell’esortazione (n. 91) ci ha detto: «Mentre cerchiamo di capire meglio su quali prospettive muoverci, qualcosa possiamo già fare. E’ nostra responsabilità offrire ai bambini e ragazzi più sensibili e disponibili delle opportunità per vivere in modo più arricchente il cammino dell’iniziazione cristiana. In parte questo viene già attuato. Dedicare una maggior cura a loro non significa discriminarne altri ma, piuttosto, assicurare ad ognuno quelle esperienze che lo aiutino a sviluppare in pienezza i doni che ha ricevuto dallo Spirito Santo.
Abbiamo infatti bambini bisognosi di essere aiutati a fare i primi passi nell’educazione umana e cristiana e possiamo averne altri che vivono un autentica santità- proporzionata all’età- e in questo chiedono di essere seguiti. Assieme ai ragazzi, l’identica attenzione va riservata alle famiglie… ». E’ questa certamente un’ulteriore strada su cui aprire una riflessione…

La parabola evangelica del grano e della zizzania forse ci può illuminare sull’atteggiamento più saggio: in quella parabola il padrone del campo, preso atto della presenza della zizzania insieme al grano buono, non ha smesso di avere a cuore il campo… Così noi, consapevoli che nella macchina del catechismo c’è tanto di buono e ci sono, allo stesso tempo, cose che non vanno; dobbiamo continuare ad aver cura del “campo” della catechesi, spendendo in esso tutte le energie che questa sfida così importante e delicata ci chiede.

Don Davide con alcune catechiste