Educazione alla fede di bambini e ragazzi… cantiere sempre aperto! (2)

catechismoIIE02picNella nostra parrocchia, ogni settimana, circa 420 bambini e ragazzi vengono a frequentare il catechismo negli ambienti di Casa Saretta. Sono seguiti da più di 35 catechiste, che per tutto il corso dell’anno scolastico li accompagnano in questo itinerario di iniziazione cristiana.
I punti rossi di questa “macchina” sono le celebrazioni dei sacramenti dell’Iniziazione, la Prima Riconciliazione, la prima Comunione, la Cresima. E’ bello notare che la catechesi è un “cantiere formativo” sempre in movimento, spesso nascosto e poco visibile, eppure tanto importante nella nostra parrocchia.

In questo periodo si è spesso sentita ripetere una parola, che ha riempito molti spazi del dibattito ecclesiale: “educazione”. I

nfatti, per nominare solo alcune voci più note, il papa ed i Vescovi hanno parlato di “emergenza educativa”, la commissione del progetto culturale della Cei ha appena pubblicato un libro dal titolo “La sfida educativa”, il nostro Vescovo indica nella “via dell’educazione” una dei tre assi portanti per il rinnovamento delle nostre comunità… Ed è generalmente concorde, seppur da punti di vista diversi, l’opinione per cui il nostro tempo sta attraverso una crisi dell’educazione.
Sarebbe interessante incrociare la “questione educativa” con ciò che la nostra parrocchia prova a fare nel catechismo…

Dentro alla odierna “crisi” dell’educazione, quali le strade da percorrere perché il nostro catechismo possa essere ancora efficace?

Nel tentativo di rispondere a questa domanda ci accorgiamo di un duplice fatto: da una parte la catechesi nelle nostre parrocchie è una realtà bella, significativa, carica di profondo valore. D’altra parte ci accorgiamo che sono molti gli aspetti problematici, cui è difficile trovare soluzioni “a basso costo”.

Popolarità della catechesi e segni di crisi
Un primo rilievo mostra che da noi è ancora grande la richiesta dei sacramenti dell’iniziazione cristiana. Allo stesso tempo è altrettanto evidente come alla richiesta dei sacramenti dell’Iniziazione non corrisponde una coerente/visibile scelta di vita cristiana… (un dato su tutti: solo una piccola parte dei ragazzi che frequenta il catechismo poi la Domenica partecipa alla Messa).

Il Vescovo Andrea Bruno, nell’ultima esortazione pastorale (“Camminate nella carità di Cristo”), descrive tale tensione in modo molto efficace:
Un tempo che molto ci impegna e, per tanti motivi, ci inquieta, sono gli anni dell’iniziazione cri-stiana, dal battesimo alla confermazione. Quante energie e speranza profuse per i bambini e per i ragazzi che crescono e per le loro famiglie e quanta sofferenza quando vediamo non po-chi ragazzi abbandonare la vita sacramentale ed ecclesiale dopo la cresima!
L’iniziazione cristiana ci pone dentro una forte tensione. Da una parte sentiamo il dovere di accogliere la richieste di tutte le famiglie cristiane che domandano i sacramenti per i loro fi-gli, almeno quando c’è un minimo di disponibilità a partecipare alla loro educazione. Dall’altra le situazioni con cui si presentano le famiglie e i figli sono sempre più diverse tra loro, per cui diventa improbo un percorso unico per tutti che, alla fine, penalizza i ragazzi più disponibili.
Ci rendiamo, pure, conto della grazia che quasi tutte le famiglie vogliano assicurare i sacra-menti e il catechismo ai figli, inserendoli nel circuito virtuoso della comunità e delle sue espe-rienze formative. Contemporaneamente non possiamo svilire i sacramenti dandoli a qualunque condizione.
Per affrontare bene questa tensione, dobbiamo essere, prima di tutto, coscienti che l’iniziazio-ne cristiana è una delle sfide più delicate e importanti per la nostra Chiesa. Abbiamo bisogno di tanta sapienza spirituale per non avventurarci in scelte troppo drastiche e per non trascinare una situazione stagnante.