Educazione alla fede di bambini e ragazzi… Cantiere sempre aperto!

catechisteLa voce delle nostre catechiste
Abbiamo fatto un’intervista ad alcune delle nostre catechiste, chiedendo loro di esprimere qualche impressione sullo stato di salute della catechesi nella nostra comunità. Riportiamo alcune delle loro osservazioni:

– il catechismo deve partire dal nostro continuo rapporto con Dio, attraverso la preghiera, attraverso la Parola di Gesù, attraverso la frequenza sacramentale.
Si passa così dall'”indottrinamento” (termine che rievoca uno sterile, teorico e quasi imposto travaso di nozioni, pratiche, principi generali indiscutibili quanto lontani) alla “trasmissione della Fede” nei suoi contenuti veri e profondamente vissuti dai credenti dentro la loro normale (ma per nessuno semplice) vita quotidiana. Una trasmissione che non può prescindere dalla “testimonianza” personale…

– … ritengo che si potrebbe creare un percorso di maggiore conoscenza/confidenza con le famiglie, attraverso degli incontri anche singoli dove poter stabilire un contatto personale che possa dar voce alle istanze/preoccupazioni delle stesse non solo relativamente al catechismo ma anche alla crescita dei ragazzi in questo nuovo contesto sociale.

– la scelta del metodo è fondamentale: i ragazzi devono imparare anche divertendosi perché sono fermamente convinta che il meraviglioso messaggio di Gesù , alla loro età, deve emozionare piacevolmente; solo così può restare una buona traccia in loro. Su questo si dovrebbero studiare percorsi efficaci e formare i catechisti…

– La lettura di un articolo del direttore dell’ufficio catechistico nazionale mi conferma che riflettere sulla catechesi è innanzitutto riflettere sul ruolo e sulla preparazione dei catechisti. Fare catechesi oggi è un compito difficile perché i ragazzi ricevono tantissime sollecitazioni, nonostante spesso siano spettatori passivi e facilmente annoiati. Ed è proprio perché è un compito difficile che non può essere affidato alla semplice disponibilità e buona volontà delle persone.

– … confesso che anche i miei figli hanno provato un senso di sollievo all’idea di non frequentare più il catechismo e ciò mi ha sempre portato a pensare che per loro questa esperienza fosse “subita”. Pensando ai bambini che mi sono affidati, io vorrei tanto riuscire a far loro vivere le ore a Casa Saretta come piacevoli esperienze di condivisione, arricchimento e scoperta di Gesù ma sono alla ricerca del modo più efficace. Qualcosa sta funzionando ma è tutto da inventare…

– Mi sento più consapevole e motivata quando faccio i miei incontri con i ragazzi, cerco sempre di rendere l’incontro simpatico e interattivo, ho imparato osservandoli negli anni a conoscerli e a cercare di capire i loro stati d’animo e proporre, a seconda delle giornate, cose diverse. Mi piacerebbe che i ragazzi lasciassero il catechismo non ricordandosi di me, ma portando con loro un ricordo di un esperienza gioiosa in grado di suscitare in loro nel futuro sensazioni e riflessioni positive. Come diceva San Paolo: “… chi ama tutto sopporta e mai perde la pazienza”, così , nel mio fare catechismo mi sforzo di ricordarmi sempre che l’importante è saper incoraggiare i ragazzi all’ascolto della parola, parlando al loro cuore e non pretendendo solo e semplicemente “risposte esatte”.

– … a questi ragazzi, carichi di troppe informazioni nozionistiche, mancano occasioni in cui stare in silenzio e creare una certa atmosfera. Sarebbe molto utile perciò integrare la lezione con momenti di riflessione, preghiera e di adorazione, già sperimentati negli scorsi anni in parrocchia con ottimi risultati,anche perché la preghiera in famiglia è sempre più in disuso, soprattutto quella comune. Sarebbe opportuno aiutarli a creare una relazione personale tra loro e il Signore Gesù, riuscendo a far cogliere in fascino della sua personalità e della sua parola, rapportandola ai giorno nostri e alle nostre problematiche utilizzando per questo filmati o meglio ancora testimonianze di persone che vivono e operano nel Vangelo e raccontano la loro gioia nel metterlo in pratica (missionari, volontari, etc.)

Don Davide con alcune catechiste