Esperienze estive: Diana alla marcia francescana

Gruppo marciatori del nordMARCIA FRANCESCANA 25 LUGLIO – 4 AGOSTO 2013
“CHI CREDE CAMMINA”

UN CAMMINO VERSO IL PERDONO…

Negli ultimi mesi mi sono chiesta in continuazione: “Cosa farò durante questa estate? Sicuramente qualcosa per me”. Ed ecco che tra le varie iniziative spunta una particolare locandina: marcia francescana con le regioni del nord nelle vette del Trentino e arrivo ad Assisi il 2 agosto per la festa del Perdono. Mi soffermo e penso: “Si, che bello! Montagna, camminare, persone nuove, Assisi, il tema “chi crede cammina”…tutte cose belle e giuste per me, peccato che capitano proprio nella settimana del campo scuola a cui ho dato la mia disponibilità!”. Ma nulla viene a caso…dopo tre giorni mi viene detto che il campo scuola non viene più fatto e allora ho subito pensato: “Accidenti allora questa marcia è proprio per me! Così mi sono messa subito in moto e tra mail varie mi sono iscritta!”.

Arrivo a S. Maria degli Angeli (Pg) marciatori del nordMattino del 25 luglio: parti da casa senza sapere cosa ti aspetta con una gran voglia di metterti in gioco fin da subito! Ed ecco che arrivi nella stazione di Trento e già inizia la tua marcia…ogni persona che vedi con lo zaino lo chiami e con un po’ di imbarazzo inizi a chiedere: “Ehi, anche tu vai alla marcia!?”. Questo è stato l’inizio della marcia francescana, un cammino di 6 giorni nelle vette del Trentino per poi giungere assieme a tanti altri giovani d’Italia il 2 agosto in piazza Santa Maria degli Angeli per la festa del Perdono di Assisi. Noi delle regioni del nord abbiamo marciato lungo diversi sentieri, ruscelli, fiumi, cascate, malghe e paesini del Trentino facendo come tappe gli accoglienti paesi di Monte S. Pietro, Nova Levante, Pozza di Fassa, Predazzo, San Martino di Castrozza e Fiera di Primiero. Eravamo in tutto 80, 65 giovani tra i 18 e i 33 anni accompagnati da altre 15 persone composte da frati, suore e logistici.

Partire per un pellegrinaggio a piedi durato una settimana, vuol dire portare con sé tutte le fatiche, fisiche e spirituali, con cui ti metti in discussione alla scoperta di tutte quelle cose belle, ma anche fastidiose della propria vita! Una sfida in cui Dio ci chiedeva di superare i nostri limiti, le nostre paure, le nostre morti e valicare le nostre porte per poter scoprire ciò che di bello e prezioso ha posto nelle nostre vite. Ogni giorno nella prima mezz’ora del nostro cammino si marciava in silenzio per poter riflettere alla provocazione proposta da un frate all’inizio di ogni giornata. Era bello marciare ascoltando il silenzio della natura e il silenzio che abitava dentro di te, ti faceva respirare qualcosa che nella vita quotidiana quasi ti dà fastidio, perché non hai tempo, perché hai paura o perché è troppo difficile. Un altro momento importante durante il tratto di cammino era fermarsi attorno alle montagne, o ad un lago a fare le lodi, un modo significativo per ringraziare Dio di tutte le meraviglie che ci circondavano e di aiutarci durante le difficoltà di ogni giornata.

Imprevisti, stanchezza, vesciche ai piedi, ginocchia e spalle doloranti, affaticamento, erano “compagni” del nostro camminare e ci hanno dato la possibilità di poterci fermare a riflettere sulla Vita e sulle domande che viviamo tutti i giorni e che spesso non ne scorgiamo la vera bellezza. Le lunghe camminate, infatti, ci hanno permesso di conoscerci tra di noi fin da subito, di scoprire nuovi fratelli e sorelle con cui potersi interrogare a vicenda, formando una vera famiglia dove tutti porgevano una mano per aiutarti a non scivolare, a non inciampare e a non finire in un torrente ghiacciato, ma anche per aiutarti nei momenti di sconforto e di gioia per un abbraccio, per una spalla su cui piangere e per dirci ad ogni arrivo di tappa: “Siamo forti, ce l’abbiamo fatta!”. Già, l’arrivo ad ogni tappa era sempre una grande festa. I nostri logistici ci accoglievano sempre con tanta musica e tanti sorrisi che ci riempivano il cuore e ci facevano dimenticare la stanchezza, e non solo, in alcune tappe ci accoglievano a braccia aperte anche tante altre persone dei paesi, animavamo le messe dove ci ospitavano e la gente era davvero felice di accogliere così tanti giovani. In una tappa siamo stati accolti da un gruppo di ex marciatori del ’93 che ci hanno portato con gioia la loro preziosa testimonianza. Alcune sere abbiamo animato anche le serate in piazza, con balli, scenette, ma anche con momenti di preghiera dove si poteva vedere la vera bellezza dello stare insieme anche non conoscendoci con la consapevolezza che ci univa un unico grande Papà!

Passo dopo passo ci si conosceva sempre di più, scoprivamo che quello che ci sembrava solo un nostro problema, un nostro pensiero o un nostro disagio, apparteneva anche a chi marciava con te. Più ci si raccontava, ascoltava e più ci si rendeva conto delle paure, delle insicurezze e delle fragilità comuni. Questo ci permetteva di dare meno spazio al tormento e più spazio alla condivisione di pensieri e fatiche quotidiane. Il momento più faticoso/intenso, ma anche quello in cui abbiamo ricevuto una carica immensa per ripartire, è stato il giorno del deserto. Una fatica spirituale che ci ha messo alla prova di fronte alle nostre porte, quelle porte che oggi difficilmente sappiamo scegliere e passare per fare esperienze vere che ci portano al cambiamento. La sfida di oggi è fare esperienza di Gesù, voler essere cristiani sul serio e decidere come esserlo sul serio! Perciò scegliere e non subire, non prendere la vita così come viene.

Passaggio in PorziuncolaUna delle tappe più significative è stata quella a La Verna, lì abbiamo vissuto attimi particolari, siamo saliti sul monte a piedi nudi, abbiamo pregato e cantato assieme e concluso con la consegna del Tau, segno di salvezza, con il quale siamo stati segnati il giorno del nostro Battesimo. In ultimo, ma il più importante, è stato il nostro arrivo a Santa Maria degli Angeli. Siamo partiti da Rivotorto marciando in silenzio senza sapere cosa ci attendeva, nelle nostre teste ritornavano le immagini e i momenti vissuti nei giorni precedenti. Arrivati in piazza, davanti a così tanta gente che ti applaudiva, i nostri cuori hanno iniziato a battere velocemente fino a quando non ci siamo inginocchiati e come San Francesco abbiamo baciato la Terra, quella Terra Benedetta. Un momento davvero emozionante accompagnato poi da un altro gesto significativo, il passaggio in Porziuncola, Sua ma diventata anche nostra dimora! La nostra ultima “fatica” è stata nell’ultimo giorno, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli dove alla mattina abbiamo animato la messa di chiusura della marcia per poi ricevere il mandato e tornare nelle nostre comunità a portare la nostra gioia, una gioia che viene da Dio.

Insomma la marcia è stata un’esperienza che ci ha fatto capire quale montagna della nostra Vita stiamo scalando e attraverso quale luce possiamo vederla. Saperla vedere come Dio testimoniando la nostra Vita in maniera vera, autentica e luminosa. Possiamo scegliere se passare la porta o restare dall’altra parte e continuare a fare collezioni di esperienze oppure possiamo scegliere di essere torta. Sono tanti i talenti, tanti i doni, tanti gli ingredienti della vita, se messi insieme danno il risultato migliore, la torta. Non basta solo metterli insieme, ma bisogna mescolarli, bisogna avere la volontà di “sporcarsi le mani“, e per farlo bisogna sacrificare tempo e avere pazienza. Alla fine però qualcosa di sicuro sarà cambiato e saprà essere solo più “gustoso”!

Diana Sorrentino