“Esperti in umanità”: gli adulti di Azione Cattolica e l’esempio di Alcide de Gasperi

Convegno adulti di Azione Cattolica 2012E’ ancora possibile essere cristiani adulti in questo tempo di profondi mutamenti storico-culturali? Quali testimoni, quali esempi laici possono aiutarci nella nuova ricostruzione dell’Italia, afflitta dalla crisi economica, politica e morale?

A queste e ad altre urgenti domande hanno cercato di trovare risposta i molti adulti che domenica 11 novembre hanno partecipato al Convegno diocesano adulti organizzato dall’Azione Cattolica presso la sala conferenze del nostro Seminario vescovile. Incontro che ha visto come protagonista non solo un personaggio storico, ma soprattutto un cristiano dalla fede adulta che ha messo tutta la sua vita a servizio del Paese: Alcide de Gasperi. Ci ha guidati in questo affascinante viaggio tra storia, politica e vita cristiana il Dott. Ernesto Preziosi, direttore della promozione istituzionale dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente del Centro Studi Storici e Sociali (Censses).
Svelando innanzitutto la maturità di fede del politico di origine trentina, che come molti suoi contemporanei cattolici si è dedicato prima alla propria formazione cristiana – sin dall’età adolescenziale – e solo in un secondo momento al servizio del bene comune. Maturità e forza spirituale che lo hanno portato, eletto in Parlamento durante il primo governo Mussolini, a denunciare la brutalità del delitto Matteotti e a preferire la reclusione politica a Regina Coeli piuttosto che aderire al partito fascista. E che allo stesso modo lo hanno sostenuto, da capo del primo governo repubblicano del dopoguerra, nel dar avvio all’ardua opera di ricostruzione di un Paese distrutto fisicamente e moralmente da anni di guerra e di soprusi.
De Gasperi è stato uomo dalla fede semplice ma ardente, sempre rivolto alla figura di Cristo che ha approfondito anche attraverso la lettura assidua delle Sacre Scritture; persona pubblica schiva e riservata, marito innamorato e genitore premuroso, nonostante le difficoltà economiche affrontate durante gli anni del secondo conflitto mondiale.
Egli ha considerato l’attività politica la sua missione, la sua più alta vocazione, da svolgere in modo competente e retto. Ha posto al centro del suo agire la libertà delle coscienze e la laicità della politica. Ha rimarcato la distinzione tra fede e politica, pur sottolineando che libertà e giustizia sono “figlie di Dio” e “sono” in ogni persona ancor prima di qualsiasi orientamento politico.
L’esempio di Alcide De Gasperi, in questo nostro tempo di asprezze e bassezze politiche, è quello di un uomo che con coscienza cristiana ha vissuto il suo impegno civile in modo leale, franco, coraggioso e disposto al sacrificio, riuscendo a resistere alla tentazione del potere ancorandosi a ciò che di più caro aveva nella sua vita: Cristo.
Come ribadito nell’intervista conclusiva alla figlia Maria Romana, la vita di suo padre deve essere stimolo per ciascuno a interessarsi della cosa pubblica, a guardare alla propria realtà locale e poi al mondo in tutte le sue situazioni sociali, tanto positive quanto di degrado e di miseria, per cercare di porvi rimedio. Ai cattolici del 2012 è chiesto urgentemente di partecipare con onestà alla vita pubblica facendosi come De Gasperi mediatori culturali, attingendo alla scuola del Vangelo e del Magistero sociale della Chiesa.
Luca Morosin