Essere missionari qui oggi: come?

Problemi e difficoltà

Ritorna con frequenza sia nell’ambito della realtà giovanile, che della catechesi e della scuola la difficoltà di trovare una sintonia-collaborazione con le famiglie, spesso assenti e non coinvolte nel cammino alla fede dei figli. Vi è soprattutto un inceppamento nella trasmissione di base della fede all’interno della famiglia: non viene trasmessa o viene trasmessa superficialmente, senza cuore. Si nota poi l’assenza sempre più frequente dei bambini e dei giovani alla messa domenicale, perché non sufficientemente sostenuti.

Per quanto riguarda il mondo dei ragazzi e dei giovani si riscontra una difficoltà nel comprendere l’evoluzione del linguaggio e dei comportamenti: cambiamenti troppo veloci, che richiedono tempo (che non c’è) per essere compresi e metodi che sembrano non coinvolgere appieno l’attenzione.

Difficoltà sono legate anche al fatto che a volte ci si dimentica l’obiettivo finale, che è far conoscere Gesù, mentre passano prima tante iniziative che vengono proposte.

Ci sono poi le urgenze che scaturiscono dalla coerenza personale tra fede e vita, dalla preparazione-formazione (non improvvisare), dal coraggio della testimonianza sempre, dal “mettersi in rete” con tutte le forze che in questo senso portano alla conoscenza di Gesù, dal non chiudersi nel proprio orto.

 

Per quanto riguarda l’ambito della scuola si nota la difficoltà di non condividere un progetto educativo unitario tra genitori e insegnanti, e una diffusa ignoranza religiosa.

Nell’ambito della riflessione sulla famiglia è insistente la percezione che non si pone ancora realmente al centro il ruolo della famiglia, lo si dice ma non lo si crede e non lo si rende fattivo. E’ pesante la difficoltà di una testimonianza di vita cristiana quando non è condivisa dall’altro coniuge (soprattutto il marito). Anche i ritmi della vita ordinaria, spesso impediscono o rendono davvero difficile trovare un tempo adeguato alla vita di fede.

C’è la difficoltà a stabilire e a mantenere le priorità nella propria scala di valori e di impegni: spesso il primo che salta è Dio. E’ difficile anche vivere la sobrietà e l’essenzialità.

Per quanto riguarda l’annuncio nei confronti degli immigrati di altra religione la difficoltà sta nel trovare occasioni di incontro e confronto che non siano legate “solo” a bisogni di tipo assistenziale-economico. Inoltre fa difficoltà il linguaggio appropriato per annunciare e trasmettere la fede a chi ne professa un’altra.

Quando gli immigrati sono cattolici la difficoltà che essi riscontrano nel testimoniare la fede è dovuta al benessere che rinchiude le prospettive in un ripiegamento egoistico.

 

Nell’ambito del lavoro e dell’economia le difficoltà dovute al ritmo frenetico di lavoro, che non permette di instaurare relazioni autentiche, inclusa una qualche condivisione sul piano della fede. Riesce inoltre difficile una coerenza morale continua (fare sempre il proprio lavoro). Una abituale separazione tra la vita privata e quella lavorativa, dove Gesù sembra un estraneo e una distrazione, non può essere riconosciuto criterio per giudicare.

 

Nell’ambito della sanità, riesce difficile in contesti di malattia e di sofferenza trovare le parole adatte per l’annuncio esplicito di Gesù e per suggerire un qualche sostegno, tanto più che ci si trova in un ambiente sempre più lontano dalla fede.

 

Nell’ambito dei poveri e ultimi, la difficoltà è quella di riconoscere in loro un luogo privilegiato della presenza del Signore, perché è faticoso far silenzio per ascoltare le voci dei poveri (di tutti i tipi). Si aggiunge poi la poca conoscenza nella comunità delle situazioni di reale povertà.

 

Nell’ambito della politica la difficoltà maggiore sta nella consapevolezza che per un cristiano la politica è servizio ed è quindi doveroso difendersi dalla tentazione del potere. Non è facile distinguere sempre gli ambiti di intervento, in quanto cristiani e cittadini con diritti e doveri. Crea difficoltà dover testimoniare Dio senza mai parlare di Dio, difendere e promuovere alcuni valori morali poco apprezzati, fare rete tra i cristiani in politica.

 

Nell’ambito dei media (mezzi di comunicazione) la difficoltà più forte sta nel respirare una non-speranza diffusa. Occorre difendersi dai compromessi che le leggi di mercato impongono, e mantenere una libertà di annuncio, ottimizzando le risorse.