Essere missionari qui oggi: come?

Suggerimenti e proposte

 

Realtà giovanile
Per quanto riguarda la formazione si sottolinea la necessità di una formazione personale permanente da attuare in momenti che aiutino ad assumere “lo stile di Gesù”, a “vedere il mondo secondo Cristo”, per continuare ad essere adoratori nel proprio cuore per essere testimoni credibili e visibili. Per questo si chiedono incontri di Lectio Divina (sulla Parla di Dio), momenti di formazione per riadattare i metodi di trasmissione e l’uso degli strumenti impiegati per la trasmissione della fede. Coinvolgere in tutto questo anche i genitori. Altro opportunità sembra essere la “rete” creatasi tra le varie associazioni del territorio, che permette una bella esperienza di ecclesialità. E’ una strada da incentivare ed estendere anche ad altri ambiti.

In riferimento ai giovani-ragazzi: proporre esperienze di servizio e di relazione con i più piccoli e gli ultimi, metterli in rapporto con il mondo. Inoltre bisogna non dimenticare coloro che hanno smesso il servizio, ma ricreare con loro delle relazioni non solo di carattere funzionale.

 

Catechesi
Essere chiari nel momento della proposta su cosa comporta e significa assumere il mandato e il compito di catechista. Prevedere e provvedere a incontri di formazione che riguardino sia aspetti di contenuto, che di metodo e di utilizzo di strumenti. E’ giudicata positivamente la proposta di continuare gli incontri di adorazione durante il catechismo per aiutare i bambini a vivere una relazione personale con Gesù. In questo senso invitare anche dei testimoni, perché portino in viva voce la loro esperienza di incontro con il Signore e nel grande campo del servizio. E’ condiviso il suggerimento di far incontrare insieme i genitori e i bambini almeno una volta all’anno. Si sottolinea l’esigenza di dare più attenzione e amore ai bambini che sono un po’ trascurati in questo percorso, sollecitando anche la presenza più assidua del prete in riferimento soprattutto alle famiglie.

 

Famiglia
Si suggerisce di rilanciare una sorta di “piccole comunità” per essere più presenti e incontrabili. Organizzare incontri di catechesi per adulti e incontri di preghiera comunitaria. Senza aggiungere ulteriori appuntamenti, proporre una sorta di giornate vissute nella comunità: genitori, nonni, figli… tutti insieme in un clima di festa e condivisione.

 

Immigrati
Per quelli di altre religioni: promuovere incontri per una conoscenza migliore delle altre religioni, finalizzata soprattutto a rilevare i valori che sono già in comune. Favorire una formazione culturale dei credenti adatta a conseguire un linguaggio preciso e efficace per la comunicazione della fede. Valorizzare i contatti già presenti nelle piccole comunità, nelle famiglie, dove è importante la testimonianza attraverso la preghiera e l’esempio. Per gli immigrati cattolici: i nostri fratelli nella fede sottolineano la opportunità di dedicare più tempo alla famiglia per l’ascolto della Parola e la preghiera insieme. Rinunciare alla televisione è un modo molto concreto per ricavare del tempo. Partecipare insieme con tutta la famiglia alla Santa Messa. Non fare del male a nessuno.

 

Scuola
Impegnarsi a lavorare in rete superando le fratture e le separazioni ancora esistenti in campo cattolico. Sviluppare la conoscenza reciproca tra persone, scuole, famiglie e parrocchia (talvolta non ci si preoccupa di sapere quello che fanno gli altri). Eventualmente individuare dei referenti laici in parrocchia e nel vicariato. Individuare da parte degli insegnanti di religione altri colleghi insegnanti con sensibilità educativa o cristiana, per collaborare a servizio delle “persone” in progetti condivisi, curando anche il rapporto e il coinvolgimento delle famiglie (fare da ponte).Conoscere la situazione delle varie scuole, sostenere gli insegnanti anche con quei richiami esterni suggeriti dal calendario diocesano: giornata della scuola, preghiera per l’inizio dell’anno scolastico, convegni, pagine e articoli su Vita del popolo… Sapere quanto si è detto negli altri ambiti di discernimento: famiglia, giovani, catechesi, politiche scolastiche, immigrati cristiani e non… per camminare insieme. Curare la formazione personale attingendo a quanto viene proposto in vicariato, in diocesi o dalle associazioni professionali… Comprendendo che all’educatore cristiano è richiesto qualcosa di più.

 

Sanità
Emerge la richiesta di essere aiutati in una profonda preparazione pastorale che dia gli elementi per poter adeguatamente parlare al cuore della gente, per far conoscere Cristo e il suo messaggio, in modo particolare a coloro che si sono allontanati dalla fede.

 

Poveri e ultimi
Una maggiore informazione sulle situazione di povertà, anche nell’incontro domenicale si potrebbe rendere più evidenti segni di carità. Riemerge il suggerimento di riproporre le “piccole comunità” per una maggior presenza e rifioritura di iniziative missionarie. Viene segnalata l’iniziativa di alcuni parrocchiani che avvicinano famiglie in cui ci sono situazioni di povertà e di sofferenza.

 

Politica
Porre sempre al centro la persona per essere credibili nel servizio alla politica, non solo personalmente ma anche in programmi organizzativo/amministrativi. Favorire e partecipare alla scuola di formazione sociopolitica e agli incontri di “discernimento politico”, per capire le scelte da fare alla luce del Vangelo. Non dimenticare i giovani ma averli a cuore, promuovendo incontri di sensibilizzazione e formazione.

 

Media
Maggior sostegno/spazio agli operatori cristiani e alle loro associazioni (USCI, AIART,…) con iniziative di formazione specifiche. Educare e formare gli utenti. Cercare di capire meglio cosa vuole la gente e parlare loro con il linguaggio di oggi per portare però i valori cristiani nel modo di dare e fare informazione. Fare una politica di piccoli passi nei media laici, ai quali far giungere anche notizie “buone”.

 

I risultati di questa approfondita riflessione comunitaria, raccolti nei verbali dei singoli gruppi, sono stati mandati al centro della diocesi di Treviso, ma saranno anche argomento di ulteriore elaborazione qui in parrocchia, in primo luogo da parte del Consiglio pastorale parrocchiale. Come comunità, intendiamo proseguire il cammino sulla scia del rinnovamento aperto dal Concilio Vaticano II e sulle indicazioni autorevolmente proposte già dal grande Paolo VI nell’esortazione ‘Evangelii nuntiandi’ del dicembre 1975: “Vogliamo nuovamente confermare che il mandato di evangelizzare tutti gli uomini, costituisce la missione essenziale della Chiesa”. “ Evangelizzare è la grazia e la vocazione propria della Chiesa , la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare.” (EN 14)

a cura di d. Edy