Essere sobri per diventare solidali

La temperanza, fra le virtù cardinali, è quella “che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni del creato” (cfr. Catechismo).
La temperanza, col suo richiamo alla sobrietà suggerisce il giusto distacco dai beni materiali, ma si può estendere alla moderazione in ogni campo (il linguaggio, il protagonismo ecc.) è anche il messaggio della Caritas vicariale per questo tempo di Avvento, in presenza della crisi “fianziaria”, di cui tanto si parla in questo periodo, ci induce un poco a riflettere; anzi, sarà proprio questa crisi che “fortunatamente” potrà agire sul nostro stile di vita. Scriveva Alex Langer, nella Lettera a San Cristoforo: “bisogna passare da una civiltà del sempre di più ad una civiltà del può bastare, forse è già troppo” (cfr. Il Viaggiatore leggero).
Il messaggio chiaro è che non si tratta di “dare di più” ma di “prendere di meno”, equivale a ragionare nel senso dei diritti delle generazioni future, per la sostenibilità dell’ambiente, per lasciare un mondo vivibile ecc.
Possiamo chiederci chi sarà a pagare il “conto”, chi subirà le conseguenze di una cultura dell’avere anche al di sopra delle proprie possibilità e di uno sviluppo smodato e consumistico che ha anche generato questa crisi finanziaria?
Qualcosa già avviene tra di noi, nel nostro mondo “sviluppato” vedi le difficoltà di tante famiglie…, ma le conseguenze vere, tragiche, si riverseranno ancora una volta sui Paesi più poveri e sulle persone più deboli di questo mondo.
Anche per questo, ma soprattutto per noi, è importante uno stile di vita improntato alla sobrietà; è opportuno ritenere che non basta l’impegno delle nazioni, della finanza internazionale, delle forze sociali o dei vari gruppi etico solidali come le Caritas, ma che è necessaria un’azione ben più profonda, che chiami in causa la vita stessa di ogni persona, e in particolare quella delle nostre comunità e di noi cristiani, che frequentemente siamo chiamati all’impegno personale e a scelte decisive.
Un monaco diceva che nel fiume i pesci vivi vanno contro corrente per arrivare dove l’acqua è più pura, invece i pesci morti o ammalati galleggiano sulla corrente andando a marcire. Temperanza è quindi la scelta di una vita sobria, “non vogliate soddisfare i cattivi desideri del vostro egoismo” come dice S. Paolo (Ro. 13,14), se invece continueremo a vivere nell’egoismo saremo soltanto dei poveri pesci morti.
A.S.