Festa dei genitori della Madonna

Gioacchino e AnnaSecondo un’a tradizione cristiana del II secolo i santi genitori della beata Vergine Maria si chiamavano Gioacchino e Anna. In particolare, il culto di Sant’Anna esisteva in oriente già nel VI secolo e si diffuse nel secolo X anche in occidente. Il culto di san Gioacchino è invece più recente.

Gioacchino (che significa «Dio rende forti»), era un pastore e abitava a Gerusalemme, anziano sacerdote era sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino era al lavoro nei campi, gli apparve un angelo per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ebbe la stessa visione. Chiamarono la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino portò di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria fu condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè.

Sant’Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici. (Avvenire)

Nel Duomo di San Donà era un tempo presente una vetrata che raffigurava proprio Sant’Anna con la figlioletta Maria. Purtroppo, l’opera andò distrutta durante i bombardamenti alleati del 1944. Le bombe, cadute a breve distanza dal Duomo, devastarono vari edifici della città (tra cui l’ospedale civile), ma risparmiarono l’edificio sacro. Tuttavia le onde d’urto danneggiarono irreversibilmente la vetrata installata nel 1940.

In seguito, al vano della finestra della chiesa fu collocata una vetrata con figure geometriche sostituita quindi nel 1994 con l’attuale vetrata dedicata al Beato Pier Giorgio Frassati.

M.F.