Festa di Don Bosco 2018

La tradizionale festa in ricordo di San Giovanni Bosco ha un carattere particolare in questo 2018, a 130 dalla morte del Santo, avvenuta il 31 gennaio 1888: ed è appunto una Festa perché per la fede è una “salita al Cielo”, cioè un ritorno al Padre.
Come ricordato dal direttore dell’Oratorio, don Massimo Zagato, all’inizio dell’Eucarestia in Duomo, proprio il 24 settembre di quest’anno si ricordano i 90 anni dall’arrivo dei primi tre Salesiani a San Donà, accolti con gran giubilo ed onori.
Anche il parroco don Paolo Carnio, che ha presieduto la Messa, ha ricordato l’instancabile zelo di mons. Saretta per volere i Salesiani nella cittadina che aveva ereditato dalla prima guerra mondiale distruzioni, fisiche e morali, e un gran stuolo di orfani. Per offrire a questi ragazzi dei ceti popolari un’educazione per divenire onesti cittadini e buoni cristiani, il parroco di allora aveva pensato con lungimiranza al metodo educativo di don Bosco e quindi ai suoi “figli”, i Salesiani.
E quest’anno, sono appunto trascorsi 100 anni dalla fine di quella tragica guerra, terminata la quale il dott. Pietro Perin, cooperatore salesiano, regalò all’amico mons. Saretta una statua dell’Ausiliatrice con il Bambino Gesù. Nell’anno di combattimenti nel Basso Piave 1917-18, il Perin era rimasto assieme alla popolazione rimasta in territorio invaso dagli asburgici, come i sacerdoti e le suore di San Donà.
E quella fu la statua che Saretta mise nel centro del Duomo per ottenere la grazia dell’arrivo dei Salesiani. Già, perché dalla richiesta al definitivo loro arrivo trascorsero ben otto anni! La conferma della tanto desiderata venuta dei religiosi si ebbe solo nell’agosto 1928 e allora mons. Saretta, che tanto si era prodigato, proferì con gioia incontenibile ai superiori di Torino: “Grazie! Stamattina quando ho ricevuto la sua desideratissima da Torino, ho pianto di consolazione. È un mese che la statua dell’Ausiliatrice stava esposta, in mezzo alla chiesa, perché il popolo la invocasse con particolare fervore e secondo la mia intenzione. E la buona madre celeste ha finalmente esaudito i miei voti più ardenti” . È la statua collocata nell’omonimo altare del Duomo, portata in processione nella festa patronale del 24 settembre.
In questa domenica 28 gennaio la festa è continuata con la benedizione della nuova statuetta dell’Ausiliatrice, collocata in alto quasi a benedire e proteggere quanti frequentano l’Oratorio.
È una copia (prodotta nella “Scuola del marmo” gestita dai salesiani a Sant’Ambrogio di Valpolicella) della statuetta della “Madonna portinaia” posta all’entrata dell’Oratorio, fatta collocare dal direttore don Moretti nel 1949. Egli insegnava ai suoi ragazzi a salutarla prima di entrare: “Ave Maria, Santa Maria”…
Sempre alla presenza del parroco don Paolo e del sindaco Andrea Cereser, il direttore ha benedetto gli ultimi lavori completati lo scorso anno: la manutenzione delle murature esterne e l’adeguamento ad aule scolastiche degli ambienti dell’ultimo piano dell’ala più recente. Concludendo la piccola cerimonia, don Massimo ha ringraziato i Sandonatesi per il bene che vogliono a quest’opera educativa e per quanti hanno contribuito per il buon esito degli interventi, annunciando anche i prossimi lavori di risistemazione del porticato presso il campo da calcio in programma per i prossimi mesi estivi.
L’immancabile pioggia di caramelle non poteva non coronare nel migliore stile salesiano la bella mattinata di Festa.
Marco Franzoi
omelia di Mons. Paolo Carnio alla messa per la festa di San Giovanni Bosco, Duomo ore 9:30
ringraziamento di don Massimo Zagato
Inno a don Bosco
svelamento statua Maria Ausiliatrice
Discorso don Massimo Zagato
saluto del sindaco Andrea Cereser
benedizione statua Maria Ausiliatrice

 

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