Festa di San Tiziano, vescovo di Oderzo, originario di Cittanova

San Tiziano, vetrata del DuomoIl 16 gennaio è la festa liturgica del vescovo San Tiziano, patrono della Diocesi di Vittorio Veneto (Ceneda, fino al 1939), di cui fa parte una porzione del territorio di San Donà: le frazioni di Grassaga e Fossà.

Secondo un’antica tradizione, San Tiziano nacque verso il 555 nell’isola di Melidissa, chiamata Eraclea dopo che l’imperatore d’Oriente Eraclio (610 – 641) vi fece costruire una piccola città.
Quella che sarebbe poi divenuta “Cittanova” si estendeva tra gli attuali territori comunali di San Donà, Eraclea, Torre di Mosto.

Suo successore fu l’altinate San Magno, le cui reliquie riposano ora nella Parrocchiale di Eraclea, dedicata a Santa Maria Concetta.

Proprio il 16 gennaio 2016, festa di San Tiziano, alle 16.00 viene aperta la Porta della Misericordia della Chiesa parrocchiale di Eraclea.

Note biografiche su San Tiziano

Tiziano doveva appartenere ad una famiglia agiata, avendo i mezzi per recarsi ad Oderzo, dove compì i suoi studi alla scuola del vescovo San Floriano.
Questi resse la Cattedra opitergina (eretta all’inizio del IV secolo) fra la fine del VI e gli inizi del VII secolo ed accolse alla sua scuola San Tiziano, che doveva divenire il suo successore.

Affidò a San Tiziano la cura della Diocesi, quando dovette assentarsi per recarsi alla Corte di Bisanzio, probabilmente per trattare dei rapporti con i Longobardi.

Prolungandosi l’assenza del vescovo oltre il previsto, si procedette alla nomina del suo successore, il che, a quei tempi avveniva alla presenza dei vescovi co-provinciali riuniti in chiesa, presenti clero e popolo.
Fu eletto così Tiziano. La tradizione tramanda che San Floriano, ritenuto erroneamente morto, sarebbe ritornato e, appresa la nomina di Tiziano, avrebbe volentieri rinunciato alla Cattedra opitergina a suo favore.

Di San Tiziano (che fu vescovo di Oderzo nel periodo 610 – 630 ca.) si sono esaltate la fede e la forza usata nel combattere l’arianesimo, signoreggiante fra i Longobardi.

Cittanova antica

Con la progressiva decadenza di questo sito e la soppressione della sua diocesi, nei secoli a seguire Cittanova rimase citata in alcune carte della Serenissima solo a ricordare gli antichi splendori, di cui rimasero pochi ruderi, del cui valore storico si cominciò a interessarsi a diverse riprese a partire dal secolo scorso.

Studi recentissimi danno una nuova lettura della storia delle origini di questo sito (così come quella di altri simili), sinora delineata tenendo troppo in considerazione il mito creato dalle fonti più antiche.
Infatti, sarebbe da ridimensionare la causa delle invasioni barbariche, iniziate nel V sec., per giustificare la migrazione delle popolazioni dei vari centri romani dell’entroterra (Altino, Oderzo, Concordia ecc.) nelle isole lagunari.

In realtà, ci fu una lenta colonizzazione, nell’arco di secoli, iniziata già in età romana, con la conseguente progressiva importanza dei siti lagunari, dovuta soprattutto a fattori sociali, ambientali ed economici legati alla produzione di sale e all’allevamento ittico, ma non solo.
Queste attività economiche divennero talmente importanti da richiedere notevoli investimenti di denaro, uomini e infrastrutture.
Cittanova, così come Torcello e Rialto, divenne così uno dei porti della “Venetia marittima” che continuarono il contatto con l’oriente (arabi e bizantini) ed il flusso di merci.

Cittanova nella prima metà del ‘900

A partire dal 1920 l’arciprete di San Donà mons. Saretta cominciò ad interessarsi alla cura cristiana della popolazione di questo estremo lembo del comune di San Donà, chiamato allora “Bonifica”.
Gli abitanti di Cittanova si rivolsero infatti a lui per chiedere che venisse costruita una chiesa in quella zona lontana e quasi abbandonata, da poco redenta dalle acque e recuperata alla coltivazione e all’abitato. Di propria iniziativa essi avevano già eretto un piccolo capitello in onore di San Pietro.

Nel 1922 venne introdotta la festa di San Tiziano, eletto suo “patrono”. Fino alla costruzione della nuova ed attuale chiesa i circa duemila abitanti di allora, sparsi nelle campagne, potevano onorare il glorioso santo conterraneo nella citata baracca provvisoria, facente funzione anche da scuola, costruita nel 1921.
L’impegno della parrocchia Santa Maria delle Grazie e dei suoi sacerdoti ad assicurare l’assistenza religiosa a questa comunità, che raggiungevano in bicicletta anche due volte al giorno, continuò nei decenni successivi.
L’arciprete Saretta dedicò suoi cappellani per organizzare la dottrina, le funzioni, la scuola. Interessando direttamente il Vescovo Longhin, fece costruire l’attuale chiesa (1927).

Il 3 novembre del 1924 mons. Luigi Saretta fu invitato dal decano di Oderzo alle cerimonie in onore di San Tiziano vescovo.
L’occasione era il trasporto di una reliquia del santo nel Duomo di Oderzo dalla Cattedrale di Ceneda, alla presenza del Patriarca di Venezia. Ebbene, di suo pugno alla fine della lettera, il decano scrisse rivolto al parroco di San Donà: “Conto che tu non mancherai davvero poiché S. Tiziano è figlio della tua terra“.

E, se mai ce ne fosse stato bisogno, il parroco di San Donà non dimenticò nemmeno negli anni seguenti questo “monito”. Leggiamo, ad esempio, nei Foglietti parrocchiali rispettivamente del 10 e 31 gennaio 1937:
Il giorno 16 corr., cioè sabato prossimo, sarà solennemente festeggiato a Cittanova il Patrono della Chiesa e del luogo, dove ebbe i natali. Onoriamo tutti questo glorioso Santo, che ci gloriamo di considerare nostro Concittadino e celeste Protettore.”
Cittanova ha solennemente festeggiato il giorno 16, il suo celeste Patrono e glorioso Concittadino. Quasi tutti i frazionisti si sono accostati ai SS. Sacramenti e hanno gremita la bella Chiesa alle Messe e al Vespro.
La processione con la Reliquia di S. Tiziano riuscì devota e imponente. Bene eseguito il canto gregoriano e i falsi bordoni.

Nei primi mesi del 1941 veniva ultimata la Canonica e nominato il Curato stabile.
Il 20 aprile 1954, il Cardinale Roncalli (grande amico di Saretta) erigeva la nuova Parrocchia di Cittanova di Eraclea dedicata alla Madonna del Carmine, che raccoglieva seicento anime.
Così si espresse mons. Saretta che tanto si era prodigato per la cura delle anime di questa frazione ricordando l’ingresso del primo Parroco don G. Bessegato (già suo cappellano che fu affidato alla cura di Cittanova dal 1949 e resse questa parrocchia sino al 1971):
Che la nuova Parrocchia, la quale nasce così rigogliosa, sulle rovine dell’antica Eraclea e sotto la protezione di S. Tiziano, sia per sempre un cenacolo di vita, nel fervore delle opere e nella concordia degli animi, che deve stringere per sempre il Pastore e pecorelle.” (F.P. 12/12/1954)

La particolare attenzione a questa comunità può essere colta leggendo i vari articoli del Foglietto parrocchiale di allora; una testimonianza di ciò è pure la vetrata del Duomo (1939) dedicata ai due santi patroni Tiziano e Donato, nella cui formella inferiore è raffigurato lo stemma araldico di San Donà di Piave.

A cura di Marco Franzoi