Festa Patronale a Cittanova, alla vigilia dei suoi sessant’anni

la chiesa di CittanovaIl giorno dedicato alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Madonna del Carmine) è festa patronale a Cittanova, frazione di San Donà la cui parrocchia fa parte del Patriarcato di Venezia.
Il prossimo anno, si festeggeranno i primi sessanta anni della Parrocchia dedicata alla Madonna del Carmine.
Infatti, Il 28 febbraio 1954, giorno dell’inaugurazione della visita della diocesi del Patriarca Angelo Roncalli, la Sacra Congregazione concistoriale emanò il decreto che sanciva l’ampliamento del Patriarcato sul confine nord-orientale, la zona di Cittanova, appunto.
Così la zona soggetta alla Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave, e quindi della Diocesi di Treviso, fu aggregata ad una parte della Parrocchia San Tiziano di Stretti di Eraclea e quindi al Patriarcato di Venezia.
Di lì a meno di due mesi, il 20 aprile 1954, il Cardinale Roncalli erigeva la nuova Parrocchia di Cittanova di Eraclea dedicata alla Madonna del Carmine, che raccoglieva seicento anime.
Domenica 5 dicembre 1954 fece il suo ingresso il nuovo e primo Parroco don Giovanni Bessegato, già cappellano di mons. Saretta e dal 1949 attivo a Cittanova. Nell’occasione venne anche benedetto il nuovo Asilo.
Nel Foglietto Parrocchiale del Duomo di San Donà del 12 dicembre 1954 mons. Saretta commentava l’avvenimento:
Preparato con una efficace predicazione, ha avuto luogo domenica scorsa l’ingresso del primo Parroco di Cittanova, M.R. Don Giovanni Bessegato, che ormai, da quattro anni, si prodigava con zelo a beneficio spirituale di quella laboriosa e religiosa popolazione.
Domenica, a Cittanova, è stato anche benedetto il nuovo Asilo, costruito in parte coi cantieri lavoro del Ministero e in parte coi sacrifici degli abitanti del sito.
Noi godiamo di queste conquiste e ci congratuliamo col carissimo nuovo parroco e con gli amici di Cittanova. Trent’anni più, or sono, subito dopo la prima guerra, accogliendo i voti di quella zona, abbiamo cominciato con un Capitello, poi una baracca, poi la Chiesa, la Canonica e ora anche l’Asilo.
Che la nuova Parrocchia, la quale nasce così rigogliosa, sulle rovine dell’antica Eraclea e sotto la protezione di S. Tiziano, sia per sempre un cenacolo di vita, nel fervore delle opere e nella concordia degli animi, che deve stringere per sempre il Pastore e pecorelle.

Don Bessegato resse la parrocchia sino al 1971. Si succedettero poi i parroci don Alico Siciliotto (1976-1986), don Aldo Schiavin (1986-1995) e dal 1995 don Alberto Da Ponte.

 

Storia della devozione della Madonna del Carmine

In tempi antichi, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici si ritirarono sul Monte Carmelo, in Palestina, e lì vi dedicarono il primo Tempio alla Vergine che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine.
Il Carmelo divenne ben presto insufficiente a contenere tutti quelli che si raccoglievano intorno ai primi Carmelitani e si ebbero così molti eremiti devoti alla Vergine sparsi in Palestina prima, e poi in Egitto ed in tutto l’Oriente.
Verso il 1150 si organizzarono a vita comune e si ebbero dei monasteri carmelitani che, col ritorno dei Crociati, si moltiplicarono anche in occidente (Sicilia ed Inghilterra).
Il 16 luglio 1251 la Santa Vergine appariva a San Simone Stock e, porgendogli lo Scapolare, gli disse: “Prendi, o figlio dilettissimo, questo Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita. Ecco un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza e di pace con voi in sempiterno. Chi morrà vestito di questo abito, non soffrirà il fuoco eterno.
Queste parole della Madonna non ci dispensano dal vivere secondo la legge di Dio; ci promettono soltanto l’intercessione della Vergine per una santa morte.
Mons. Giuseppe Sarto, futuro Pio X, quando fu Parroco a Salzano (1867-1875) realizzò la sua attività pastorale sul versante mariano soprattutto nei confronti della Madonna del Carmine.
Da Papa, con decreto della S.ta Congregazione del S. Ufficio del 16 dicembre 1910, concesse che lo Scapolare si potesse sostituire con una medaglia che portasse da una parte l’effige del Sacro Cuore e dall’altra quella della Madonna (preferibilmente del Carmine). (Fonte: santiebeati.it)

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A cura di M.F.