Festa per suor Maria Rosa Pellizzaro

Suor Maria Rosa PellizzaroDomenica 18 settembre 2011 la Comunità di Fiorentina ha avuto un’altra bella occasione di festa: i cinquant’anni di professione religiosa di suor Maria Rosa Pellizzaro, più di metà dei quali trascorsi in Brasile.

Suor Maria Rosa appartiene alle Suore di Maria Bambina, che ha conosciuto da fanciulla quando frequentava l’asilo di San Donà, dove si teneva l’oratorio festivo per ragazze. Le due co-fondatrici, Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa, nel 1832 avviarono questo carisma religioso: “Seguire Cristo Redentore attraverso le opere di misericordia”.

Nella giovinetta Maria Rosa, ebbe particolare influenza suor Giuseppina, che le dava da leggere dei giornaletti figurati sulle avventure reali dei missionari e il cui esempio le fece maturare la vocazione religiosa. Alle scuole elementari di Fiorentina, dove viveva la famiglia (sono 6 fratelli, di cui 4 femmine), Maria Rosa era nella classe di altri futuri missionari: p. Sergio Sorgon, p. Giancarlo Zanutto e p. Gino Sorgon. La maestra Marì Roma, evidentemente, non offrì loro solo formazione scolastica… Suo cugino è un altro nostro missionario, p. Siro Pellizzaro.

Sui dodici anni, quando era già catechista dalle suore dell’asilo, Maria Rosa maturò la vocazione religiosa. Nel 1958, a quasi vent’anni, partì per il noviziato di Onè di Fonte con la benedizione dei genitori: “Che sia una scelta per sempre…” la esortò il papà.

Nel 1959 presentò la domanda per le missioni e intanto frequentava la scuola per infermiere dell’Istituto Sacro Cuore di Milano, per diplomarsi capo sala tre anni dopo. Le sue prime esperienze d’infermiera furono all’ospedale di Feltre e poi a San Donà, nei reparti otorino e oculistica. Questa destinazione le creò un po’ di tensione interiore, poiché voleva essere missionaria ad gentes e, invece, era praticamente di nuovo… a casa!

In seguito, suor Pellizzaro fu destinata all’ospedale di Castelfranco e, quindi, nuovamente al reparto oculistica di San Donà. A fine estate del 1979 arrivò il “momento destinato da Dio”. La suora ricevette la telefonata della madre provinciale, che le chiedeva se fosse ancora disponibile per le missioni. Lei domandò un po’ di tempo per pensarci, così trascorse alcuni giorni intensificando la preghiera, invocando la volontà di Dio. Il momento era particolare, poiché il papà era morto da un anno, la mamma era sola e lei aveva già quarant’anni; ma una serenità interiore la spinse a dire il suo sì: erano passati vent’anni dalla richiesta di essere missionaria! Dopo i saluti alla Parrocchia di Pio X, dove operava come catechista, partì finalmente per il Brasile, dove giunse il 30 dicembre del 1979. La prima destinazione fu l’Ospedale missionario di Macapà (Stato di Amapà), dove il Rio delle Amazzoni si getta nell’oceano. Suor Maria Rosa ebbe l’incarico di capo sala, responsabile del reparto di medicina femminile in questo ospedale fatto costruire dal dott. Marcello Candia. L’ospedale di Macapà, destinato per i poveri dell’interno del Paese, fu donato ai padri Camilliani i quali, assieme alle suore e ai volontari laici, costituivano quella piccola comunità, di cui fece parte anche suor Maria Rosa, voluta proprio da quella grande figura di cristiano che fu Candia. Egli stesso ci teneva si ritrovassero insieme anche per dei momenti di distensione, che trascorrevano spesso interpretando canti popolari di montagna. Una volta al mese, poi, vivevano una giornata su un barcone, lungo il Rio delle Amazzoni, celebrandovi la S. Messa. Suor Maria Rosa ricorda come Marcello Candia ci teneva a fare da chierichetto e rimaneva sempre un bel po’ di tempo dopo la Comunione in preghiera di ringraziamento… La successiva destinazione della nostra missionaria fu la città di San Paolo, in un ospedale governativo, in cui lavorava personale laico e religioso.

Dopo quattro anni, l’obbedienza la destinò nuovamente a Macapà, questa volta in un collegio-scuola. La suora lavorò per la pastorale sociale, seguendo le mamme finché i loro figli compivano sei anni. L’effetto positivo evidente di tale pastorale, particolarmente attiva in un po’ tutto il Brasile, è stata la diminuzione della mortalità infantile.

La successiva destinazione fu Rio Claro (Stato di San Paolo), cittadina nel mezzo di grandi piantagioni di canna da zucchero. Suor Maria Rosa preparava alla Cresima i giovani ed anche qualche adulto. Un’altra opera è stata quella di catechizzare le famiglie, in un Paese dove è vivo il problema delle sette religiose, che sviano molti cattolici, e dell’indifferenza religiosa.

M.F.