Fratello Paolo Rizzetto: Lettera agli Amici dal Kenya

mappa_kenyaCarissimi, Don Gino, Amici del Gruppo Missionario, Comunità Parrocchiale, un saluto ed un sorriso dal Kenya.
Questa festa capita esattamente dopo una settimana dal mio arrivo qui a Nairobi.
Forse, dopo solo una settimana non ci sarebbe molto da scrivere. Eppure, questi primi giorni sono stati molto ricchi. Mi sono potuto incontrare con un gruppo di confratelli e consorelle, alcuni membri di altre Congregazioni e laici missionari e ci è stata data la possibilità di entrare in profondità nella realtà sociale ed ecclesiale di questo Stato.

Esperti di cultura africana, economisti, esponenti del mondo giuridico, universitario e teologi si sono alternati ed adoperati per descrivere e spiegare da differenti punti di vista la realtà sociale decisamente complessa che il Kenya vive al giorno d’oggi….

Nell’ultimo giorno dei questa serie d’incontri fratel Alberto, Missionario Comboniano ci ha guidato un po’ a fare sintesi del molto materiale offertoci dai differenti relatori. La complessità della storia rende ragione della difficile situazione politica e sociale del Kenya di oggi e noi come membri della Chiesa non possiamo vivere al di fuori di questa complessità.

Tuttavia c’è un forte bisogno di trascendere noi stessi e per rendere un servizio, allo stesso tempo qualificato e appassionato. Siamo chiamati a diventare Ministri della Riconciliazione. Questo servizio in seno alla Chiesa – qualcuno direbbe che è il suo servizio prioritario – ci chiede di farci carico della guarigione delle relazioni interpersonali, di creare spazi dove la persona può essere ascoltata e rispettata a livello profondo, a volte dando l’opportunità di poter dire e di “ri-dire” e “ri-ascoltare” la propria storia, fino a quando il passato trova perdono e dignità.

La Riconciliazione deve poi portare ad una maggiore libertà.
Personalmente, a che cosa mi chiama questa complessa realtà? Nel corso del workshop introduttivo alla vita del Kenya, ho scoperto come alcune dinamiche interiori che mi portavo dentro, sono venute allo scoperto. E’ possibile che partendo dalla prospettiva della fraternità missionaria che desidero vivere, io abbia in realtà una mia concezione di come vorrei che il Regno di Dio si manifesti, quali tempi e quali modalità.
Mi trovo così un po’ spiazzato dal confronto inevitabile con una identità culturale così forte, che si esprimerà come Regno di Dio incarnato in questo Paese, in un modo che non sarà facilmente prevedibile e controllabile. In secondo luogo, sento un po’ la mia paura ad entrare in contatto con una realtà di conflitto sociale.

Tuttavia, questa nuova vocazione ad un ministero di Riconciliazione mi affascina e mi da allo stesso tempo, molta speranza.
Concretamente, questa presenza in Kenya mi vedrà impegnato sul fronte dello studio, mentre la pratica della medicina (che è stata il mio impegno principale fino ad ora), non dico che passerà in secondo piano ma sarà sicuramente relativizzata. In pochi giorni inizierò lo studio all’Istituto di Social Ministry dove riceverò delle conoscenze in Dottrina Sociale della Chiesa, Pastorale Sociale ed altre materie che possono aiutare a leggere un progetto di promozione umana nell’ambito dell’Evangelizzazione.

A tutti voi chiedo di ricordami nella vostra Preghiera, soprattutto chiedendo per e la Grazia di vincere le mie resistenze interiori e lasciarmi abbracciare da questa nuova realtà che sto per conoscere. Questa lettera è forse un po’ pesante, perché ci tenevo a descrivere la situazione che ho trovato e condividere con voi ciò che ho cominciato a conoscere. Spero,in un prossimo scambio di condividere di più a proposito del persone incontrate e di come mi sono lasciato amare dal Dio Padre di Gesù e nostro in questo fantastico Kenya.

Vi abbraccio con grandissimo affetto. In cammino!

6 agosto 2009
Fratello Paolo Rizzetto, MCCJ.

P.S.: Ringrazio di cuore per la vostra generosità. Non essendo direttamente coinvolto in progetti pastorali o di promozione umana ho pensato di versare il contributo nel fondo comune perché possa contribuire al mantenimento delle spese scolastiche mie e di mie giovani confratelli.