Gesù Cristo risorto: l’Accordo è reale e possibile

Ho un amico che sta cercando di imparare a suonare la chitarra.
È interessante osservarlo chino sullo strumento alla ricerca di suoni, di accordi e di armonie che si fondano tra loro fino a creare una melodia. Non inventa del tutto, ma conduce una ricerca a partire da qualcosa che già esiste, che già è dato! È bello stare a guardarlo quando riesce a porre alcuni accordi uno di seguito all’altro, e quando percepisce che la musica che esce dalla sua chitarra effettivamente corrisponde ad un’armonia, e si accorda a come deve essere, e questo si sente.

È bello vedere che anche chi gli sta attorno è deliziato e coinvolto da ciò che sente e vede. E ancora più bello è osservare il suo volto mentre questo accade: è contento, soddisfatto, realizzato. Più gli riesce, più si impegna: è come una spinta profonda che lo conduce necessariamente alla ricerca di un accordo interiore che diviene simbolo della vita.

Di fronte a questo vengono in mente alcuni pensieri che il Papa ha suggerito nella sua ultima enciclica.

A proposito del significato della speranza cristiana, afferma che dentro di noi c’è qualcosa di “oggettivo” che è sostanza delle cose che si sperano, prova di quelle che non si vedono: una fiducia infusa da Dio, che sostiene la vita

Non dipende solo da noi, già c’è. È come la ricerca degli accordi: si tratta di ricomporre un’armonia quasi naturale, come un accordo «primordiale» che non è da inventare ma è da cercare. E’ un dono!
L’accordo c’è, è raggiungibile, perché è già dato, già donato.

La speranza e la possibilità di suonare, come la speranza e la possibilità di vivere trovano qui il loro fondamento. Dentro al tutto della vita c’è una sorta di accordo sotterraneo che spesso non viene percepito e talvolta forse è disatteso, ma che rimane, sostiene, armonizza, richiama. Quell’accordo fa vibrare in armonia molte corde: amore, pace, giustizia, unità, perdono, abbraccio, condivisione, bellezza, verità… tantissimi punti di risonanza per essere riconosciuto e trovare ragioni di evidenza. Quando queste note suonano dentro la nostra vita non v’è ombra di dubbio che ci ritroviamo nella verità di noi stessi e che portiamo felicità.

La controprova è quando noi non siamo in consonanza con questo accordo primordiale, la Speranza che abita in noi. Ci troviamo in profondo disaccordo con la vita che non è più bella, ma pesante, triste, buia, egoista… Disaccordo che genera morte, brutti suoni, sogni stonati che stridono con la bellezza, che rovinano i rapporti e le relazioni. Precipitiamo nella solitudine e nella disperazione, perché abbiamo dimenticato quel suono primordiale, e lo abbiamo coperto di innumerevoli contraffazioni e di volgari imitazioni che riescono solo a distorcere la realtà.

L’esperienza del Signore Gesù in mezzo a noi è intervenuta proprio qui.
Gesù è stato inviato dal Padre per rendere di nuovo possibile l’ascolto di quell’accordo primordiale. Gesù Cristo con la sua vittoria sul disaccordo più profondo che è la morte, ha reso giustizia della vita che è in noi. Il bello del tutto, la meraviglia dell’evento, è che Gesù non solo ci insegna questo accordo primordiale, ma lo incarna. Gesù è l’accordo fondante e fondamentale della vita.

Per questo incontrarlo e lasciarsi incontrare da Lui, è la chiave della reale possibilità di armonizzare la nostra esistenza con la Sua, perché a sua immagine e somiglianza siamo stati creati. Il momento culminante di questo dono gratuitamente profuso su di noi, quando eravamo ancora in profondo disaccordo, è tutto il Mistero Pasquale. I momenti della vita e della predicazione di Gesù si susseguono in un crescendo fino agli ultimi giorni della Sua passione, morte e risurrezione, e al dono dello Spirito Santo.

Rimanendo in contemplazione, in profondo ascolto di quanto lì è accaduto, si trovano le chiavi per aprirsi alla verità. La verità su chi è veramente Dio, la verità su chi siamo noi, la verità di questo mondo. La relazione con la verità non ci porta solo belle notizie: come dice il papa, “il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione performativa, che produce fatti e cambia la vita.”

Se questo è vero, risulta chiaro il cammino che come comunità cristiane siamo chiamati a vivere continuamente e incessantemente: ritrovare l’accordo con il Signore Gesù, in un fecondo e paziente incontro con lo Spirito Santo. In questo senso anche le giornate di discernimento comunitario vissute come Chiesa che vive e opera in San Donà trovano la loro giustificazione e la loro bellezza, nell’ascolto di quanto lo Spirito suggerisce per fare la volontà di Dio e per costruire il suo Regno.

La Pasqua diviene per questo il reale passaggio di accordi nuovi in profonda sintonia con lo Spirito del Risorto che continua a soffiare per ridare spinta all’evangelizzazione e all’amore condiviso, per dare la voglia di prendere in mano la propria vita e suonarla al ritmo dello Spirito del Vivente. Quando lo Spirito ritorna, percepiamo subito le dissonanze: faremo di tutto per ricondurre l’accordo primordiale alla concordanza armonica delle differenze. “Spe salvi facti sumus”: nella speranza di tutto questo siamo stati salvati!

Buona Pasqua!

d. Edy