Giornata dell’Unità Nazionale – commento al Vangelo in Piazza

Bandiere in Piazza IndipendenzaCommento del Vangelo di questa domenica, Mc 12, 28-34, durante la liturgia della Parola in Piazza Indipendenza, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, 4 novembre 2012

La Parola di Dio stamattina non risuona come ogni domenica, tra le pareti sacre della chiesa, ma qui all’aperto, sulla piazza della città, luogo civile e laico. Chi l’ascolta può essere cristiano credente, indifferente, o anche appartenente ad altro credo. Tuttavia è una parola importante per tutti.

La città è la casa comune dentro la quale viviamo tutti, fondamentalmente uguali per la natura umana, ma plurali quanto a provenienza geografica, sociale, culturale e anche religiosa.

Da sempre la religione cristiana è stata l’anima della nostra società veneta. Oggi la sua influenza è più limitata, ma il suo contributo al bene della società rimane sempre importante. Come insegna il Concilio, “la Chiesa in nessuna maniera si confonde con la comunità politica, e non è legata ad alcun sistema politico. Chiesa e società sono indipendenti ed autonome nel proprio campo, e svolgeranno il loro servizio a vantaggio di tutti in maniera tanto più efficace quanto meglio coltiveranno una sana collaborazione tra di loro, secondo modalità adatte alle circostanze di luogo e di tempo” (GS. 76).

Come popolo credente che abita la terra di S. Donà, siamo portatori di una proposta che va oltre l’egoismo, il tornaconto di parte e i conflitti che ne derivano: è il comandamento dell’amore del prossimo fondato sull’amore di Dio Creatore e Padre, come abbiamo sentito nel testo del Vangelo appena ascoltato. Il Vangelo infatti insegna ai singoli e ai popoli ad abbattere la categoria della contrapposizione amico-nemico, per abbracciare l’etica della riconciliazione e del rispetto di ogni persona umana.

Per questo siamo qui a riconoscere l’alto significato dell’impegno di coloro che in varie epoche, hanno lottato per la nostra terra e ci hanno lasciato in eredità il gusto della libertà e l’ideale della giustizia e della pace.

Le associazioni qui rappresentate tengono viva la memoria degli eventi per promuovere l’insegnamento che da essi si deve trarre, fissato nell’art. 11 della nostra Costituzione repubblicana: “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” E’ una convinzione guadagnata dalla dolorosa esperienza di due grandi conflitti bellici .

E, siccome ci aiuta da più di sessant’anni a stare insieme nella pace in Europa e nel mondo, sentiamo il dovere di trasmetterla e inculcarla anche alle generazioni che hanno la fortuna di non avere ricordi personali di guerra.

Facendo nostri questi pensieri e propositi di fratellanza universale, sono convinto che anche a ciascuno di noi oggi il Cristo rivolge le parole dette allo scriba del Vangelo: “non sei lontano dal Regno di Dio”.

don Gino Perin