I saluti di don Paolo Carnio nella messa di ingresso in Duomo

Il saluto di mons. Paolo Carnio (foto Davide Dall'Acqua)Duomo di San Donà, 21 settembre 2013
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Audio: il saluto di mons. Paolo Carnio)

Io vengo tra voi con molta semplicità, con la volontà di continuare le iniziative pastorali avviate da chi mi ha preceduto e rispondere positivamente alle nuove esigenze pastorali che potranno emergere, sempre in comunione con la chiesa diocesana… Oggi più che mai è necessario offrire una testimonianza di profonda comunione in questo nostro mondo assai diviso mentre operiamo per il bene comune.

A questo punto tocca al nuovo parroco esprimere il suo pensiero. Il mio vuole essere innanzitutto un pensiero di gratitudine al Signore, che mi ha chiamato a questo nuovo servizio nella Chiesa. Spero di non deluderlo.

Voglio poi esprimere sincera gratitudine al vescovo Gianfranco, che mi ha espresso la sua fiducia affidandomi una così grande, bella e importante parrocchia come San Donà. Grazie anche per le generose parole che ha voluto dirmi durante l’omelia.

Voglio poi dire il mio grazie anche a tutti voi, fratelli presbiteri qui presenti oggi. Il mio grazie ai diaconi permanenti, ai religiosi, le religiose, i consacrati. Un grazie speciale, me lo permettete, al seminario, al rettore del seminario, gli educatori, i professori, i seminaristi, che hanno voluto accompagnarmi fin qui. Ecco, resteranno nel mio cuore… resterete nel mio cuore.

La mia gratitudine anche ai miei parenti, a mia sorella, ai mie nipoti che sono qui davanti. Grazie agli amici provenienti dalle varie parti della nostra diocesi o da altre diocesi.

Ma ora il mio pensiero si rivolge a questa mia nuova comunità di San Donà.

Sentimenti di affetto di gratitudine vanno a coloro che in questa comunità hanno offerto il loro servizio generoso di pastori: penso anzitutto a don Gino Perin, che vi ha salutato il 25 agosto, e che ho sentito proprio un’ora e mezza fa per telefono. E poi a Monsignor Bruno Gumiero che continua il suo servizio in mezzo a noi, a don Francesco Santon, ex penitenziere di questa parrocchia, a don Matteo Volpato, vicario parrocchiale che in questi giorni di passaggio ha dovuto faticare molto. A don Eros Pellizzari, cappellano dell’ospedale, a don Cesare Peretti, già cappellano dell’ospedale. Saluto fin d’ora e ringrazio per la disponibilità il nuovo penitenziere che sarà con noi tra qualche giorno: don Emilio Francesco Vidotto. Grazie anche ai diaconi permanenti Paolo Facci e Franco Filiputti. Non voglio dimenticare tutti i pastori che già godono la gioia del cielo e per la comunione dei santi sono certamente presenti qui e ora e continueranno ad accompagnarsi con la loro intercessione. Faccio solo due nomi per tutti Monsignor Saretta e monsignor Dal Bo.

Sappiamo che questa comunità cristiana deve molto alle suore “di Maria bambina”, alle suore “della Riparazione”, ai salesiani dell’oratorio Don Bosco, alle Volontarie della carità del Piccolo Rifugio. Grazie a tutti di cuore! Grazie alla rappresentante del consiglio pastorale che mi ha rivolto il saluto, e a tutti gli altri fedeli laici che nei vari ambiti della pastorale generosamente collaborano per rendere questa comunità cristiana sempre più bella e viva. Grazie ai due cori che hanno animato questa liturgia e a tutti quei laici che hanno dato una mano a don Matteo proprio per la riuscita di questo incontro, di quest’ingresso.

Sono grato al signor sindaco per le parole di saluto che mi ha rivolto all’ingresso della chiesa. Con lui saluto e ringrazio anche le altre autorità civili e militari qui presenti. Spero che si possa realizzare con tutti una collaborazione efficace per il bene di questa comunità.

Carissimi fedeli di San Donà un mese fa vi ho inviato una lettera di saluto, ecco lo rinnovo a tutti questo saluto, con affetto, in particolare a coloro che sono segnati dalla sofferenza e che sono, come dicevo, il tesoro prezioso della nostra comunità perché partecipano più da vicino alla passione redentrice di Gesù Cristo. Spero di incontrarli quanto prima.

Io vengo tra voi con molta semplicità, con la volontà di continuare le iniziative pastorali avviate da chi mi ha preceduto e rispondere positivamente alle nuove esigenze pastorali che potranno emergere, sempre in comunione con la chiesa diocesana. È stato ricordato che si sta avviando la collaborazione tra le comunità cristiane della città: Offrirò volentieri il mio convinto contributo perché si sviluppi sempre di più con tutte le varie realtà pastorali di questa bella città.

Oggi più che mai è necessario offrire una testimonianza di profonda comunione in questo nostro mondo assai diviso mentre operiamo per il bene comune. Affido tutto all’intercessione della Beata Vergine delle Grazie, patrona della nostra parrocchia, perché l’opera dell’unico pastore Gesù continui feconda in mezzo a noi.