Il calo dei matrimoni fa riflettere

calo dei matrimoniNel 2010 solo sette celebrazioni nella parrocchia del Duomo. Ma in tutto il Comune sono quasi dimezzati in otto anni.

Duomo di San Donà di Piave, primo gennaio 2011: “Battesimi anno 2010: 47, funerali: 117…”.

Quando il parroco, durante la messa, facendo il resoconto dell’anagrafe parrocchiale, arriva a questo punto, tutto sembra ancora normale. In una parrocchia “cittadina” di circa 11.000 abitanti, dove l’età media è “altina” e le famiglie “giovani” non sono tantissime, da anni ormai i funerali superano di gran lunga i battesimi. “…matrimoni: 7!”.

Ecco, questo non è normale!

Rapida ricerca nel sito della parrocchia e il risultato è il seguente: nel 2009 i matrimoni erano stati 16, più del doppio, nel 2007 quasi il triplo (20). Sembra un vero e proprio tracollo, ma si sa, una rondine non fa primavera. Urge ampliare la ricerca e i casi, iniziando dalle altre parrocchie cittadine.

I risultati confermano in parte: se a San Giuseppe Lavoratore i matrimoni religiosi sembrano “tenere” (nel 2010 sono stati dieci, come nel 2008, mentre nel 2009 erano stati 12), a Mussetta sono stati solo 6 (uno in più del 2009, a dir la verità), mentre nel 2008 erano stati ben 14. I dati a livello comunale confermano che negli ultimi anni c’è davvero una disaffezione al matrimonio in genere, ma in particolare verso quello religioso, che dal 2003 registra un calo del 42%, mentre le unioni civili sono diminuite del 23%.

A questo punto, con un po’ di rassegnazione, non sorprendono più le parole del parroco don Gino Perin mentre elenca i dati dell’anagrafe parrocchiale. Non sorprende più quello che si legge nel numero di dicembre di “Statistiche flash”, il bollettino informativo mensile realizzato dalla Direzione sistema statistico regionale della Regione del Veneto, che si occupa proprio dello “Sposarsi in Veneto”. “

La crisi della nuzialità – vi si legge – non sembra conoscere inversioni di tendenza, con un calo del 16,6% dal 1998 al 2008”. “Il progressivo e continuo calo del numero di matrimoni, assieme all’aumento della quota di matrimoni con rito civile, segnala che i modi di fare famiglia stanno cambiando: nella provincia di Venezia, addirittura, unica in regione, il rito civile sorpassa quello religioso (53%)”.

E ancora: “La diminuzione dei matrimoni si riconduce a molteplici fattori: l’istituzione del matrimonio, anche come valore religioso, perde di importanza… Più frequente, invece, è la scelta di formare una famiglia senza sposarsi, non solo come passo preliminare, ma come forma alternativa al matrimonio: il fenomeno delle convivenze diviene sempre più comune, tanto da non essere più stigmatizzato dall’ambiente sociale come poteva esserlo qualche anno fa”.

Ad incidere sulla diminuzione dei matrimoni è soprattutto il calo delle prime nozze, che all’inizio degli anni Ottanta costituivano il 96% dei matrimoni, mentre oggi appena l’83%… di conseguenza, ovviamente, aumentano i matrimoni successivi al primo (che dal 3,7%, costituiscono oggi il 17% delle unioni), a causa dell’aumento delle persone divorziate”. Infatti, separazioni e divorzi sono in continuo aumento e nel periodo 1992-2008 risultano più che raddoppiati.

Insomma, c’è di che interrogarsi.    

Renzo Rossetto