Il cammino verso la collaborazione pastorale della città di S. Donà

don Cristiano Carraro, parroco di Calvecchia-FiorentinaLa futura collaborazione pastorale di San Dona di Piave sarà formata dalle parrocchie di Santa Maria delle Grazie (Duomo con Palazzetto), San Giuseppe Lavoratore, San Pio X, Santa Maria Assunta (Mussetta), San Donato Vescovo e Martire ( Calvecchia – Fiorentina). La caratteristica più evidente di questo gruppo di comunità cristiane che sono chiamate a camminare insieme è il numero elevato di persone che le compongono, una cifra che oscilla tra i 35.000 e i 38.000 abitanti. Di fronte a parrocchie così popolose e strutturate non è semplice e immediato avviare un cammino di confronto, condivisione, arricchimento reciproco, scambio di esperienze, avvio e attuazione di proposte e di iniziative comuni e qualificate.

Un aspetto, però, che dischiude prospettive di fiducia nella riuscita e nell’efficacia di questo percorso, è costituito dal fatto che le diverse parrocchie interessate sono parte di un’unica realtà, “il sandonatese”, che presenta tratti abbastanza omogenei a livello di tradizione religiosa, culturale e sociale.

Di sicuro ogni comunità cristiana possiede la sua originalità e ricchezza, ma esiste pure una base comune, sulla quale è possibile far riferimento nell’avviarci verso la strada della collaborazione pastorale. Soprattutto apre alla speranza il fatto di affrontare la nuova prospettiva della collaborazione come una chiamata del Signore, che in questi tempi di diminuzione del clero, invita la chiesa a ravvivare la sua vocazione, la sua capacità di evangelizzazione anche attraverso una nuova configurazione e presenza nel territorio.

Il punto della situazione. Lo scorso anno è stato dedicato, dai vari consigli pastorali parrocchiali, all’informazione delle comunità cristiane circa la prospettiva nuova verso la quale tutta la nostra diocesi si sta avviando. E’ stato presentato e distribuito il volantino inviato dall’ufficio di pastorale diocesano che promuoveva e motivava le collaborazioni pastorali. Sono state anche ascoltate testimonianze di sacerdoti che vivono già la realtà della collaborazione pastorale. A maggio i sacerdoti hanno incontrato il vicario vescovile per la pastorale, Mons. Lucio Bonomo, che ha suggerito i passi da compiere per iniziare a muoversi in questa direzione. E’ stata quindi costituita l’equipe della collaborazione pastorale formata da due componenti di ogni Consiglio pastorale parrocchiale, dai sacerdoti, da don Alberto, responsabile dell’Oratorio don Bosco.

Gli ambiti di lavoro che l’equipe sta promuovendo riguardano la pastorale giovanile con la proposta dei campiscuola per le classi 5a elementare, la – 2a – 3a media che coinvolgono tutte le parrocchie e che vorremmo sempre più qualificare e incrementare. Altro ambito di confronto riguarda il catechismo nel tentativo di studiare un percorso che aiuti la programmazione e preparazione delle catechiste, la scelta di un itinerario comune, la convergenza circa le tappe dei sacramenti. Dal punto di vista economico si sta sondando il terreno per raggiungere un’eventuale accordo su contratti e utenze che potrebbero essere stipulati insieme e che porterebbero degli sconti. Anche per i cori parrocchiali “giovani” è stato avviato un percorso di confronto e formazione che prevede due incontri di approfondimento del servizio di animazione della liturgia e che sfocerà nella preparazione della veglia di Pentecoste animata dai cori giovanili.

Nell’anno della fede, poi, sono in cantiere e in progettazione due pellegrinaggi che coinvolgeranno tutte le comunità nel loro insieme. Infine sono confermati e rimotivati gli appuntamenti già esistenti della santa Messa e processione in occasione della Madonna del Colera, del Corpus Domini e della funzione per la commemorazione dei fedeli defunti.

Le condizioni, lo scambio di doni. Questi primi tentativi e iniziative, rappresentano solo lo stadio iniziale di un progetto che, con l’aiuto dello Spirito santo e la nostra adesione convinta, è chiamato a partire e a svilupparsi con molta maggior decisione e coinvolgimento. Il cambio di mentalità (la conversione) che viene richiesto da questa nuova strada è notevole e faticoso: anche le parrocchie, a volte, sono segnate dalla mentalità individualistica e autoreferenziale che si respira nella società attuale. Però è anche promettente e arricchente lo scambio di doni che può generarsi tra le varie comunità cristiane che si aprono con fiducia alla strada della collaborazione. Chiediamo al Signore che doni a ciascun fedele e ai pastori la disponibilità, l’umiltà, la generosità e il coraggio per intraprendere questo nuovo tratto di storia confidando nella presenza, nella forza di Dio e contemporaneamente cercando di vincere pigrizie, ritrosie, pregiudizi, abitudini ormai consolidate che però chiedono di essere riviste.

Il Concilio ecumenico Vaticano II, di cui quest’anno ricorre il 50°anniversario dall’apertura, fu un’occasione molto feconda di aggiornamento per la Chiesa tutta, di cui oggi si colgono i benefici, le provocazioni e le scelte non ancora attuate. Con le dovute proporzioni, è importante recuperare lo stesso atteggiamento di lavoro, di ricerca e invocare la stessa grazia del Signore, perché anche la nostra realtà locale si avvii a costruire un nuovo e più autentico modo di essere e manifestare l’unica Chiesa di Cristo.

d. Cristiano Carraro, parroco di Calvecchia-Fiorentina incaricato di coordinare la preparazione