Il campanile e gli angeli del Duomo di San Donà

L’attuale statua bronzea dell’Angelo

La nuova statua fu pronta e posizionata in cima al campanile a 11 mesi dalla distruzione della precedente. L’Angelo ha il braccio destro sollevato in alto, mentre il sinistro tiene la spada, appoggiata con la punta a terra. Il busto dell’Angelo è piegato in avanti, per bilanciare il peso delle due ali così, guardandolo dal basso, sembra protendersi verso l’osservatore.

Dopo essere stata montata (è composta da vari pezzi) all’interno del Duomo, la nuova statua fu benedetta da mons. Dal Bo domenica 2 luglio 1967:

La nuova statua dell’Angelo, opera apprezzata degli Scultori Max e Giulio Piccinini di Udine, benedetta domenica scorsa dall’Arciprete, è stata sistemata in cima al campanile, ad opera degli stessi Scultori, aiutati dalla benemerita Impresa Edile Antonio Dedin e Figli, sotto la Direzione dell’Ing. GianMario Portale.

Quando nella notte dell’8 agosto dello scorso anno distrutta da un fulmine cadeva dal campanile la vecchia statua dell’Angelo, unanime fu la decisione dei Sandonatesi: «vogliamo un altro Angelo grande e bello come quello di prima!»

E l’Angelo è venuto, più grande di quello di prima. L’altro infatti misurava cinque metri di altezza, questo dai piedi alla punta del dito della mano rivolta verso il cielo, misura metri cinque e mezzo.

Più bello? Molti lo affermano, ma per affermarlo bisognerebbe aver veduto da vicino l’altro.

Più solido? Sicuramente! L’altro era di legno ricoperto da una leggera lamina di rame, questo è di bronzo similoro, fuso!

certo che a vederlo in Duomo da vicino, è sembrato a qualcuno che le proporzioni non fossero state rispettate e si è trovato anche qualche altro difetto. Costoro non hanno allora pensato che l’Angelo non è stato fatto per restare in Duomo, ma per salire sul campanile ed essere quindi veduto dal basso e a grande distanza. Gli Scultori tennero conto di questo e per questo han dovuto farlo con tali proporzioni (…)”

Il nuovo Angelo non ha un ruolo prettamente decorativo, bensì di richiamo e sprone per la fede:

“Guardando all’Angelo che dall’alto del campanile, con una mano addita il Cielo, ricordiamo, o sandonatesi, che la nostra mèta è lassù a godere Dio! Non perdiamoci dietro alle cose di questo mondo come dovessimo rimanere per sempre su questa terra!

Ricordiamo inoltre che per essere degni del premio eterno dobbiamo, con coraggio e costanza, combattere i nostri nemici spirituali interni ed esterni, e questa necessità ci richiama l’Angelo del campanile impugnando la spada.

L’Angelo del campanile deve infine farci pensare all’Angelo vero, di cui esso vuol essere immagine, che dal Signore ha avuto l’incarico di proteggere la nostra città, affinché ci ricordiamo di invocarlo perché tenga lontano ogni male, ci difenda dai nemici della fede e ci ottenga le migliori Benedizioni.”