Il Cardinal Jorge Mario Bergoglio all’Azione Cattolica Argentina in occasione della celebrazione per gli 80 anni dalla fondazione

Papa FrancescoAzione CattolicaAzione Cattolica 8 Dicembre 2013

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Cardinal Jorge Mario Bergoglio
Presidente della Conferenza Episcopale Argentina
Arcivescovo di Buenos Aires Cardinale Primate dell’Argentina
28 maggio 2011 Cattedrale di Buenos Aires

Estratto dall’omelia del Cardinal Jorge Mario Bergoglio  all’Azione Cattolica Argentina in occasione della celebrazione per gli 80 anni dalla fondazione.

L’Azione Cattolica non è una multinazionale che deve fare un bilancio tutti gli anni, per vedere come cresce, come va; no, è un gruppo di uomini, di donne, digiovani, di ragazzi che vivono una proposta che non è loro ma di cui sono innamorati e la vivono con fervore, con gioia, con mitezza.

Se vivete l’Azione Cattolica con forza, dovete vivere questa tensione tra l’interiorità dell’incontro con Gesù che spinge verso l’esterno e che mette tutto in questione, tra un continuo andare e un continuo tornare.

Un uomo, una donna, un giovane, una giovane, un ragazzo, una bambina di Azione Cattolica che non impari questa sapienza spirituale della tensione, non vive bene il suo apostolato di Azione Cattolica: talvolta la tentazione è quella di rinchiudersi nei gruppi, studiare, parlare e restare lì, talvolta c’è lo sbandamento, il semplice uscire, senza preghiera, senza vita interiore, senza formazione: no, bisogna vivere in tensione tra i due poli.

Questa tensione è quella che rende apostoli, ma non è una bipolarità che divide, è una tensione interiore che Cristo stesso vuole ed è per questo che manda lo Spirito Santo.

E’ Cristo che lo promette come abbiamo ascoltato nel Vangelo: “lo pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paraclito che resterà sempre con voi”. Lo Spirito Santo ci insegna come vivere questa tensione fra il messaggio che portiamo e il modo in cui veniamo accolti.

San Pietro dice: “siate pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che È in voi.

Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza” cioè con la mitezza di chi vive di Cristo ed è cosciente di essere inviato e di portare una proposta che non è sua.

In Azione Cattolica non cerchiamo di fare proseliti, Gesù accusava di questo i farisei, cerchiamo di portare una proposta, la proposta che viviamo nella nostra interiorità, Gesù, il Salvatore, colui che dà senso alla vita e che portiamo a tutte le periferie e il modo di portare questa proposta è la mitezza.