Il Concilio nel “Foglietto Parrocchiale”.

Foglietto parrocchiale 11 febbraio 1962Mons. Angelo Dal Bo, neo Parroco della Parrocchia Santa Maria delle Grazie – Duomo, ebbe il compito di introdurre la Comunità di San Donà di Piave nella novità del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Durante tutto il 1962, vari interventi nel Foglietto Parrocchiale (F.P.) prepararono i fedeli a questo evento, che fu epocale non solo per la Chiesa.
Curioso notare che mezzo secolo fa il giorno di inizio del Concilio l’11 ottobre cadeva di giovedì, proprio come in quest’anno giubilare.
E proprio l’11 ottobre la Chiesa ha voluto fissare la festa del Beato Giovanni XXIII, il Papa che lo ha pensato e indetto.

Di seguito si riportano allora alcuni stralci tratti da diversi numeri del Foglietto che cinquant’anni fa aiutarono i fedeli sandonatesi a sensibilizzarsi al nuovo “vento” dello Spirito…

Il Concilio spiegato al popolo (F.P. 11 febbraio 1962)
Avvenimento mondiale di straordinaria importanza. 11 ottobre 1962: Concilio Ecumenico Vaticano II.
Il Papa con suo “Motu Proprio” ha fissato la Convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano II all’11 ottobre, festa della Divina Maternità di Maria, che ricorda il famoso Concilio di Efeso.
Un po’ di preparazione a questo grande e importantissimo avvenimento per la storia del mondo è necessaria (…)

Che cos’è un Concilio?
È l’assemblea dei vescovi in cui si trattano problemi relativi alla fede e alla disciplina ecclesiastica.
Il Concilio può essere:
Provinciale, se vi convergono i Vescovi di un’unica provincia ecclesiastica (la quale comprende più Diocesi con a capo un Arcivescovo o Metropolita);
Plenario, se vi partecipano i Vescovi di più province ecclesiastiche
Ecumenico, se vi è rappresentato l’episcopato di tutto il mondo: il Papa e i Vescovi, che costituiscono la Chiesa Docente (…)

Il Concilio Ecumenico è composto di tre fasi: la convocazione, la celebrazione e la conferma o approvazione.

Convocazione del Concilio
Il diritto di convocare un Concilio Ecumenico tocca solo al Papa perché egli soltanto gode di giurisdizione sulla Chiesa universale (…)

Al Concilio Ecumenico devono essere chiamati – di diritto divino – tutti i Vescovi residenziali. Per diritto ecclesiastico sono convocati anche i Cardinali non Vescovi, gli Abati, i Prelati “nullius”, i Superiori Abati delle Congregazioni Monastiche e i Generali degli ordini religiosi esenti. Tutti costoro hanno voto deliberativo. I Teologi e i Canonisti hanno solo voto consultivo.

Celebrazione del Concilio
Deve essere sotto la presidenza del Papa, il quale può presiedere personalmente o per mezzo di legati. Al Papa spetta fissare le materie da trattare e il loro ordine (…) Più che il numero, ciò che conta è che i Vescovi siano uniti con il Papa.
Approvazione dei decreti del Concilio

Perché i decreti conciliari abbiano valore universale, devono essere approvati dal Papa. Questa conferma è l’elemento più essenziale per l’ecumenicità del Concilio (…)

Verso una nuova Pentecoste (F.P. 3 giugno 1962)
Il Concilio Ecumenico non è opera di uomini ma di Spirito Santo.
Gli uomini che più direttamente fanno il Concilio (il Papa e i Vescovi) in quanto reggono ed esprimono la Chiesa (tutta la comunità dei battezzati e credenti) sono strumenti dello Spirito Santo. Già Giovanni XXIII ha detto: “È nella dottrina e nello spirito della Pentecoste che il grande avvenimento del Concilio Ecumenico prende sostanza e vita”.
Il grande protagonista del Concilio è lo Spirito Santo. Egli, infatti, regge e guida la vita della Chiesa (…)
“Non vi è creatura che non debba allo Spirito Santo ciò che essa possiede”. “Lo Spirito Santo è il maestro, il direttore, e il santificatore di tutti”.
È per questo che Papa Giovanni XXIII ha avuto cura di mettere in evidenza, anche se esternamente, lo stretto rapporto tra l’opera del Concilio e il mistero della Pentecoste. Nella Pentecoste 1959, la prima del suo pontificato, compì il “primo atto di questo straordinario impegno, cioè l’annuncio della Commissione Antepreparatoria“.
L’anno dopo, sempre a Pentecoste, costituì le Commissioni incaricate dello studio degli argomenti da trattare nel Concilio (…)
Un anno dopo, con la lettera apostolica “Celebrandi Concilii Oecumenici” invitò l’episcopato del mondo intero ad impegnare la Novena di pentecoste per una Crociata di preghiera allo Spirito Santo, in preparazione del Concilio.
E la Costituzione Apostolica “Humanae Salutis” del 25 dicembre 1961 con la quale si convoca ufficialmente il Concilio, si conchiude auspicando il ripatersi del miracolo della prima Pentecoste (…)
Cosa ogni cristiano deve fare per il Concilio… Dovere nostro, dunque, in questa Pentecoste che precede direttamente la grande assemblea della Chiesa è quello di pregare, affinché lo Spirito Santo faccia santa e splendida la Chiesa per rinnovare, mediante Lei, tutta la terra…

Ogni buon Sandonatese si faccia un dovere di non mancare durante tutta la settimana alla preghiera pubblica che la nostra parrocchia fa per il buon esito del Concilio.

Il ruolo dei laici cattolici (F.P. 8 luglio 1962)

 

È ormai certo che il prossimo Concilio Ecumenico ridesterà nei buoni Laici la coscienza di essere parte viva ed operante della Chiesa, e li esorterà a contribuire colla maggiore dedizione possibile, all’opera della redenzione.
E infatti fra le Commissioni del prossimo grande Concilio c’è anche quella detta “dell’Apostolato dei Laici“.

Si tratta cioè di una imponente raccolta di competenti di tutte le parti del mondo che stanno lavorando a Roma, per rendere più efficace l’azione dei cattolici laici nei settori di loro competenza.

Adeguata preparazione al Concilio (F.P. 2 settembre 1962)

Anzitutto è necessaria la penitenza interiore, cioè il pentimento e la purificazione dei propri peccati, che si ottiene specialmente con una buona Confessione e Comunione e con l’assistenza al Sacrificio Eucaristico (…)

La prima penitenza esteriore che tutti dobbiamo fare è quella di accettare da Dio con animo rassegnato e fiducioso tutti i dolori e le sofferenze che incontriamo nella vita, e tutto ciò che comporta fatica e molestia nell’adempimento esatto degli obblighi del nostro stato, nel nostro lavoro quotidiano e nell’esercizio delle virtù cristiane (…)

La novena di preparazione all’evento (F.P. 23 settembre 1962)

Importantissimo!!! La Novena allo Spirito Santo per il Concilio Ecumenico avrà inizio Sabato 29 settembre alle ore 19. Raccomandata dal S. Padre, fissata dal Vescovo, essa chiamerà certamente a raccolta tutti i cattolici degni di tal nome per intercedere alla nostra Santa Madre Chiesa una novella Pentecoste tanto necessaria ai nostri giorni.
Non mancheranno di sicuro tutti i nostri iscritti alle varie Associazioni Cattoliche, ma noi vogliamo raccomandare loro di farsi in questa occasione così solenne, altoparlanti dei pastori della Chiesa per invitare alla Novena tutti i sandonatesi…

In vista del Concilio: la Festa della Madonna del Rosario (F.P. 30 settembre 1962)

Domenica 7 ottobre, in cui finirà la novena per il Concilio, sarà la festa in onore della Madonna del Rosario. Tutto il mese di ottobre è consacrato alla Madonna del Rosario (…)

Amiamo e recitiamo il S. Rosario. L’averlo tra le mani in morte ci servirà solo se l’avremo usato in vita da figli devoti della Madonna.

Il Concilio ormai alle porte (F.P. 7 ottobre 1962)

(…) Il prossimo Concilio sarà il 21° della Chiesa Cattolica, e si chiamerà, dal luogo di riunione, Vaticano secondo.

Perché questo Concilio? Il Papa ne ha così compendiati gli scopi:
– “Promuovere l’incremento della fede cattolica e un salutare rinnovamento dei costumi del popolo cristiano; aggiornare la disciplina ecclesiastica secondo le necessità dei nostri tempi”.
– “Ripresentare al mondo la Chiesa di Dio, nel suo perenne vigore di vita e di verità“.
– Offrire “un meraviglioso spettacolo di verità, di unità e di carità che, visto anche da coloro i quali sono separati da questa Sede Apostolica, sarà per essi un soave invito a cercare e raggiungere quella unità per la quale Gesù Cristo rivolse al padre così ardente preghiera”.
– “A grande santificazione del clero, ad edificazione del popolo cristiano, e spettacolo incoraggiante per quanti si elevano a pensieri di fede e di pace”.
– “È bene ricordare che il Concilio è convocato anzitutto perché la Chiesa Cattolica, nella fulgida varietà dei riti, nella multiforme azione, nella infrangibile unità, si propone di attingere novello vigore per la sua divina missione”.
– “L’avvenimento vuol essere senza dubbio un efficace e notevole contributo alla pace mondiale“.
– “L’opera del nuovo Concilio Ecumenico è tutta intesa a ridare splendore sul volto della Chiesa di Gesù, alle linee più semplici e più pure della sua natività ed a presentarla così come il Divino Fondatore la fece”.
– “Grandi cose Noi attendiamo da questo Concilio, che vuol riuscire rinvigorimento di fede, di dottrina, di disciplina ecclesiastica, di vita religiosa e spirituale, ed inoltre grande contributo alla riaffermazione di quei principi di ordinamento cristiano, su cui si ispirano e si reggono anche gli sviluppi della vita civile, economica, politica e sociale”.
(…)
Desideriamo invitarvi a recitare il Rosario con particolare devozione…affinché dal prossimo Concilio Ecumenico tutta la Chiesa ottenga un’affermazione così meravigliosa, che la vigorosa rifioritura di virtù cristiane – da esso attesa – serva di invito e di sprone anche per tutti quei nostri fratelli e figli, che sono separati da questa Sede apostolica”.

“Pregate, dunque, pregate ogni giorno per il Concilio… Possiate goderne anche i frutti, che tanto più saranno abbondanti e sicuri, quanto più la vostra supplicazione avrà oggi benemeritato di essi“.
Giovanni XXIII

È iniziato il Concilio Vaticano II (F.P. 18 novembre 1962)
Il Concilio Vaticano II ha avuto inizio solenne l’11 ottobre scorso; 2500 sono i Vescovi che vi partecipano. Non si può sapere quale sarà la sua durata: dipende dagli argomenti che saranno trattati e dalle discussioni più o meno lunghe che ne seguiranno.

A noi intanto incombe l’obbligo di continuare, per tutta la durata del Concilio, a pregare e fare penitenza per il suo buon esito e, specialmente, perché gli animi degli uomini si dispongano ad accogliere e a praticare quanto i Padri Conciliari stabiliranno per il bene della Chiesa.

A cura di M.F.