Il “cortile dei gentili”

Tempio di Gerusalemme“Il web come il cortile dei Gentili del Tempio di Gerusalemme”, sarebbe questa la nuova visione che Papa Benedetto XVI auspica per la rete.
Il Cortile dei Gentili era lo spazio del tempio ove avevano accesso tutti i popoli, e non solo gli Israeliti, per pregare il Dio a loro ancora sconosciuto anche se non potevano accedere all’interno del tempio e celebrare quindi pienamente il mistero. Gesù aveva cacciato di là i cambiavalute e i venditori di colombe, rovesciandone i tavoli come racconta il Vangelo.
Chi sono oggi i “Gentili”?
Secondo il papa, che ha fatto riferimento a questa tradizione ebraica, sono coloro che sono scontenti dei loro déi, riti e miti perché si rendono conto che da essi non può derivare nessuna vera salvezza in quanto produzione di mani d’uomo. Anche se essi non lo conoscono, sono in attesa del Dio unico, vero e grande, il Dio che è verità e amore e desiderano pregarlo.
Sono tutte quelle persone che sentono come l’irreligiosità del loro tempo non li ha liberati ma ha condotto a nuovi miti in apparenza liberatori ma non veramente liberanti. Essi non conoscono il vero Dio, però se trovassero un aggancio vi si appiglierebbero. Oggi i Gentili sono coloro per i quali “la religione è una cosa estranea” eppure non vogliono rimanere semplicemente senza Dio, mentre sono stanchi e forse nauseati dagli dèi che l’irreligiosità ha posto (o imposto) loro davanti.
Il papa chiede che anche oggi si creino dei “Cortili dei Gentili” per permettere a costoro di avvicinare Dio “almeno come Sconosciuto”. Per meglio comprendere le indicazioni del papa basta ripercorrere i suoi discorsi ed è facile elencare i nuovi miti: l’ecologismo, il vitalismo, lo scientismo, il materialismo, lo psicologismo, lo sviluppismo, il terzomondismo, il pauperismo, l’ideologia del gender, l’ideologia della diversità, l’economicismo, l’inclusivismo, il narcisismo e tutte le forme di riduzionismo.
E’ convinzione del papa che il Dio di Gesù Cristo sia risposta alle profonde attese umane e come tale, secondo lui, dovrebbe essere proposto. La proposta di fede e di religione è perciò anche una proposta di ragione.
(dal discorso di papa Benedetto XVI alla Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi)