Il parroco di Mussetta comunica il suo trasferimento.

don Giuseppe Minto, parroco di MussettaPartenze, arrivi e … preghiera.

Nelle scorse estate avvicinandosi i tempi dei trasferimenti dei sacerdoti tante volte vi ho invitato a pregare per i Sacerdoti e per le comunità interessate da questi cambi. Quest’anno vi chiedo di pregare anche per don Mauro, per me, per la nostra comunità e per il sacerdote che verrà. Il Vescovo ci ha infatti chiamati a continuare il nostro ministero sacerdotale in altre comunità e chiede a voi di saper accogliere un nuovo Parroco. La prossima settimana saremo in grado di comunicare i luoghi a cui siamo inviati e il nome del nuovo parroco di Mussetta. I tempi dell’avvicendamento li comunicheremo prossimamente. Pregare perché? Per vivere con fede, speranza e carità anche questi momenti. Siamo un po’ tutti, in maniera diversa, chiamati a vivere una obbedienza che ci chiede di lasciare, ringraziare, perdonare ed essere perdonati, ripartire, accogliere, condividere… La preghiera ci mette in contatto con il Signore, ci aiuta a vivere gli eventi della nostra vita con il suo cuore, con i suoi sentimenti che portano a piena maturità i nostri.

don Giuseppe Minto

Ama la tua parrocchia

Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Da’ il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i preti della tua parrocchia anche se avessero mille difetti: sono i delegati di Cristo per te. Guardali con l’occhio della fede, non accentuare i loro difetti, non giudicare con troppa facilità le loro miserie perché Dio perdoni a te le tue miserie. Prenditi carico dei loro bisogni, prega ogni giorno per loro.

Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità eucaristica, che l’Eucaristia sia “radice viva del suo edificarsi”, non una radice secca, senza vita. Partecipa all’Eucaristia, possibilmente nella tua parrocchia, con tutte le tue forze. Godi e sottolinea con tutti tutte le cose belle della tua parrocchia. Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l’inerzia della tua parrocchia: invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto. Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale: detestali, combattili, non tollerarli mai!

La legge fondamentale del servizio è l’umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell’umiltà. E accetta anche di essere messo da parte, se il bene di tutti, ad un certo momento, lo richiede. Solo, non incrociare le braccia, buttati invece nel lavoro più antipatico e più schivato da tutti, e non ti salti in mente di fondare un partito di opposizione!

Se il tuo parroco è possessivo e non lascia fare, non farne un dramma: la parrocchia non va a fondo per questo. Ci sono sempre settori dove qualunque parroco ti lascia piena libertà di azione: la preghiera, i poveri, i malati, le persone sole ed emarginate. Basterebbe fossero vivi questi settori e la parrocchia diventerebbe viva. La preghiera, poi, nessuno te la condiziona e te la può togliere.

Ricordati bene che, con l’umiltà e la carità, si può dire qualunque verità in parrocchia. Spesso è l’arroganza e la presunzione che ferma ogni passo ed alza i muri. La mancanza di pazienza, qualche volta, crea il rigetto delle migliori iniziative.

Quando le cose non vanno, prova a puntare il dito contro te stesso, invece che contro il parroco o contro i tuoi preti o contro le situazioni. Hai le tue responsabilità, hai i tuoi precisi doveri: se hai il coraggio di un’autocritica, severa e schietta, forse avrai una luce maggiore sui limiti degli altri.

Se la tua parrocchia fa pietà la colpa è anche tua: basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a tutto a dare un volto nuovo ad una parrocchia. E prega incessantemente per la santità dei tuoi preti: sono i preti santi la ricchezza più straordinaria delle nostre parrocchie, sono i preti santi la salvezza dei nostri giovani.

(cfr. Paolo VI, omelia inaugurazione parrocchia N.S. di Lourdes, Roma 23-2-1964)

fonte: Camminare insieme