Il pellegrinaggio a Loreto: appunti di viaggio

Il 24 e 25 aprile aprile, circa cento fedeli della nostra parrocchia, alcuni giovanissimi, altri adulti, hanno vissuto un pellegrinaggio presso la Santa Casa dell’Annunciazione, conservata a Loreto.

Si è ripetuta così l’esperienza dello scorso anno, quando, sulla scia dell’anno paolino, si erano fatti pellegrini presso i luoghi di san Paolo a Roma.
L’anno mariano proclamato dal precedente vescovo, mons. Mazzocato, ha dato l’occasione per visitare Loreto e pregare nella Santa Casa, trasportata qui, secondo la tradizione, da mani di angeli, in cui Maria a Nazareth ha ricevuto l’annuncio dell’Angelo e ha detto il suo sì.
I pellegrini sono stati accompagnati dal cappellano, don Davide Menegon, e dal diacono permanente, Franco Filiputti (che ha svolto il bel tema del cammino, della famiglia e della quotidianità durante l’omelia nella messa celebrata sabato mattina), ma un’équipe di giovani coppie della parrocchia, ha lavorato per la preparazione soprattutto logistica del pellegrinaggio: apporto indispensabile alla buona riuscita dell’esperienza.

Dopo una sosta a Fano per la celebrazione eucaristica nella cattedrale di Santa Maria Assunta e il pranzo, l’arrivo a Loreto è stato segnato dalla pioggia, che però non ha spaventato i nostri pellegrini, che hanno accolto con gioia la vista del Santuario, posto su un colle. Per raggiungere la Santa Casa, i fedeli si sono fermati al Centro Giovanni Paolo II vicino alla piana di Montorso, nato per ispirazione del papa di cui porta il nome per essere il cuore spirituale dei giovani d’Europa.

Da qui il pellegrinaggio è proseguito a piedi verso il Santuario: la recita corale del Rosario ha dato la forza di giungere alla meta nonostante la pioggia. La visita alla Santa Casa è stata il cuore dell’esperienza: le tre mura provenienti da Nazareth hanno accolto anche i pellegrini di San Donà che qui si sono fermati in preghiera.

La domenica mattina, poi, dopo una catechesi offerta da suor Michela delle Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima (leggi qui), in servizio presso il Centro di Montorso, sugli atteggiamenti che hanno caratterizzato Maria nella visita alla cugina Elisabetta, i nostri sandonatesi hanno assistito alla messa domenicale in Santuario, celebrata dal Vescovo di Lourdes, mons. Jacques Perrier, anch’egli pellegrino a Loreto, che durante l’omelia ha ricordato le parole di Benedetto XVI sulla Santa Casa: le tre mura della piccola dimora di Nazareth simboleggiano l’interiorità, la vita con Dio e in famiglia, mentre il lato aperto è la piazza, il farsi incontro agli altri.
Il viaggio di ritorno ha visto una tappa ad Osimo per la visita alla Basilica di san Giuseppe da Copertino, santo francescano patrono degli studenti, anch’egli pellegrino a Loreto a modo suo: scorgendo il Santuario da lontano il mistico ha visto angeli salire e scendere dal cielo e si è alzato in volo in estasi.

Alcune parole hanno segnato il pellegrinaggio, come «cammino», «famiglia e quotidianità», «dono», come emerge dai commenti dei pellegrini: “L’esserci trovati insieme anche quest’anno”, racconta Lino, “è stato bello, ho approfondito i rapporti umani con gli altri della mia parrocchia. A volte si ha l’impressione di essere soli, ma la condivisione di queste esperienze fa dire che non è così”. “

Ho avuto la gioia di condividere tutto questo con la mia famiglia”, dice Cristina, giovane mamma e catechista in pellegrinaggio con il marito e le figlie, “e mi porto a casa il «cammino» e la «quotidianità» come esperienze in cui applicare il mio sì”. E

cco il racconto di Luca, giovane partecipante impegnato in AC: “Sono partito senza idee particolari, ma torno con la convinzione che è doveroso dire il proprio sì come Maria nella Santa Casa, superando l’egoismo di voler fare solo da sé”.

E un’altra giovane pellegrina commenta: “Mi ha colpito che in realtà anche la Santa Casa ha viaggiato da Nazareth fino a Loreto e che dove si è fermata ha lasciato un segno grande, anche se si tratta solo di tre semplici mura! Quanti segni ancora più grandi possono allora lasciare le persone che si incamminano per farsi incontro agli altri spinte dall’amore di Dio!”. “

È stato importante essere guidati da persone competenti per cogliere anche le piccole cose in cui si rivela la presenza di Maria nel quotidiano: così ho aggiunto un altro tassello al puzzle della mia vita”, conclude Bianca.

Infine, un commento di don Davide: “È bello che la vita della nostra comunità sia segnata almeno una volta l’anno da esperienze «extra-ordinarie». E abbiamo scelto Loreto per restare in sintonia con il cammino diocesano. Anche perché qui è ancora più evidente come Maria sia stata «specchio della carità di Cristo»: Loreto non è sede di apparizioni mariane, c’è «solo» la casa in cui è avvenuta l’incarnazione e ciò ribadisce che Gesù rimane il centro, ma grazie al dono di Maria. Inoltre Loreto è stata scelta da Giovanni Paolo II per l’Agorà dei giovani italiani e questo dà ancora più fascino al luogo, già ricco di storia, di arte, di esperienza di fede. Il positivo riscontro di queste due iniziative, Roma e Loreto, porta a pensare di poter dare continuità anche il prossimo anno”.

Marilisa Orlando